L’idrogeno, se prodotto attraverso l’energia rinnovabile, rappresenta una fonte di energia pulita e sostenibile che potrebbe sostituire gradualmente i combustibili fossili in molti settori. Produzione, trasporto e distribuzione di questo promettente vettore rappresentano sfide e opportunità.

Le sfide da affrontare

Una delle criticità è il costo. La produzione di idrogeno verde richiede un’ampia quantità di energia rinnovabile e tecnologie costose per elettrolizzare l’acqua, gli elettrolizzatori. Questi costi si ripercuotono sulla catena di approvvigionamento e lo rendono al momento più costoso dei combustibili fossili.

Anche la disponibilità limitata di fonti di energia rinnovabile è qualcosa da considerare. La produzione di idrogeno verde dipende dalla disponibilità di fonti come il vento e il sole e la loro limitata disponibilità di queste fonti può influire sulla produzione e sulla continuità dell’approvvigionamento di idrogeno verde.

Inoltre, sono necessarie nuove infrastrutture per il trasporto e la distribuzione di idrogeno verde, il che richiede un investimento significativo in capitali e tempo. Poi c’è la gestione sicura della catena di fornitura dell’idrogeno richiede standard di sicurezza rigorosi e protocolli di emergenza.

Le opportunità da cogliere

L’utilizzo dell’idrogeno verde come fonte di energia può aiutare a ridurre le emissioni di CO2, che sono la principale causa del cambiamento climatico. Questo, anche dal punto di vista della diversificazione energetica potrebbe essere un valore aggiunto per ridurre la dipendenza rispetto ai combustibili fossili e promuovere maggiore sicurezza energetica – di cui Italia e Europa hanno disperatamente bisogno.

La produzione di idrogeno verde richiede tecnologie avanzate e la continua ricerca e sviluppo di queste tecnologie potrebbe inoltre promuovere l’innovazione tecnologica e l’avanzamento del settore delle energie rinnovabili.

 

Figura 1. La supply chain dell’idrogeno. Fonte: R. R. Ratnakar et al., Hydrogen supply chain and challenges in large-scale LH2 storage and transportation, International Journal of Hydrogen Energy.

Lo stato dei progetti in Italia ed Europa

Tra Italia ed Europa la corsa all’idrogeno, verde e non, è appena cominciata ma già avviata. Uno degli obiettivi comuni dell’Europa, dei vari stati e persino delle aziende private è quello di far progredire questa nuova economia dell’idrogeno creando delle value chain complete. In tutta Europa in progetti sono diversi, come indicato in figura, e hanno ricevuto soprattutto i finanziamenti della Clean Hydrogen Partnership che mira a sviluppare i progetti per tutta la value chain dell’idrogeno.

In un articolo di qualche mese fa abbiamo parlato di questa tecnologia e dei progetti in Italia. Grazie al Pnrr saranno stanziati 500 milioni di euro per le cosiddette Hydrogen Valley, di cui 50 milioni per progetti bandiera. Al momento si sono chiusi i bandi pubblici per la produzione di idrogeno in aree dismesse ed entro il 31 di marzo (scadenza europea) dovranno essere assegnati. Il target è quello di arrivare entro il 2026 al completamento di almeno 10 progetti di produzione di idrogeno in aree industriali dismesse con capacità media di almeno 1-5 MW ciascuno.

Figura 2. Hydrogen Valley in Europa.

In Alto Adige è in corso di realizzazione una Hydrogen Valley, con l’obiettivo di decarbonizzare il settore della mobilità e di collegare la regione con le principali aree economiche italiane ed europee attraverso il Corridoio del Brennero. Sono in corso anche altri progetti relativi alle valli dell’idrogeno. Tra questi, c’è la partnership tra Ferrovie Nord Milano (FNM) e Trenord per creare una valle dell’idrogeno per costruire i primi treni entro il 2030, in un progetto finanziato anche da Enel Green Power, Snam e A2A. Il progetto prevede inoltre la costruzione di altri due impianti di produzione e distribuzione di idrogeno tramite elettrolisi entro il 2025.

Altri due progetti di Hydrogen Valley in fase di sviluppo, sono il primo a Roma, grazie alla collaborazione tra Enea e centri di ricerca universitari, e il secondo in Puglia, finanziato da Edison, Snam, Saipem e Alboran. Queste società puntano a installare tre impianti di produzione di idrogeno per un totale di 220 MW, alimentati da una generazione fotovoltaica per una potenza complessiva di 380 Mw. Secondo gli studi, questo progetto potrebbe generare circa 300 milioni di metri cubi di idrogeno rinnovabile all’anno.

Tutti questi progetti sono in fase di sviluppo e realizzazione e richiederanno tempi lunghi, ma ciò dimostra come sia l’Europa che i vari singoli Paesi stiano puntando molto sulle Hydrogen Valley per diventare sempre più Paesi sostenibili, ridurre la percentuale di carbonio nell’atmosfera e raggiungere una maggiore diversificazione e indipendenza energetica.