La visibilità della catena di approvvigionamento è un elemento chiave per le aziende che vogliono operare in modo efficiente, ridurre i costi e rispondere rapidamente alle interruzioni. Monitorare in tempo reale il movimento di beni e materiali consente di ridurre ritardi, controllare le spese e garantire la soddisfazione del cliente. Tuttavia, nonostante gli investimenti in tecnologie avanzate come l’Internet of Things (IoT), i dispositivi di registrazione elettronica (ELD) e l’intelligenza artificiale (AI), molte imprese continuano a lottare contro gravi lacune nel tracciamento delle spedizioni.

Il rapporto “State of Visibility 2025” di Tive, azienda leader nella tecnologia per la visibilità della supply chain, ha rivelato che esistono ancora criticità significative nel monitoraggio delle spedizioni, con conseguenti rischi finanziari e operativi. Un dato allarmante emerso dal rapporto evidenzia che il 60% delle aziende scopre i danni alle spedizioni solo dopo la consegna o, peggio ancora, non li rileva affatto. Questo significa che molte imprese si trovano a dover affrontare spedizioni rifiutate, scarti di inventario e possibili danni alle relazioni con i clienti, tutti problemi che potrebbero essere evitati con un monitoraggio più efficace.

Le criticità del monitoraggio delle spedizioni

Sebbene la tecnologia applicata alla supply chain abbia fatto progressi, permangono difficoltà specifiche, soprattutto nella fase intermedia del trasporto. Secondo il rapporto di Tive, il primo e l’ultimo miglio del tracciamento delle spedizioni hanno beneficiato di significativi miglioramenti, mentre la fase intermedia resta un punto cieco critico.

La fase intermedia spesso comporta molteplici passaggi di consegna e lunghi tempi di transito, rendendo le spedizioni più vulnerabili a ritardi, danni e furti. Nonostante i progressi nelle soluzioni di monitoraggio, il 37% delle aziende afferma di avere ancora difficoltà nel monitorare le spedizioni durante il transito, esponendosi a interruzioni impreviste.

Un’altra preoccupazione chiave è la sicurezza del carico. Il rapporto di Tive rileva che il 60% delle aziende considera la prevenzione dei furti una delle principali ragioni per investire in tecnologia di tracciamento. Tuttavia, molte imprese non dispongono ancora di sistemi di monitoraggio proattivi in grado di prevenire le perdite prima che si verifichino. Secondo una ricerca di CargoNet, il valore totale dei furti di carichi nel 2024 ha superato il miliardo di dollari, evidenziando la necessità di sistemi di sorveglianza più avanzati.

AI e IoT: progressi e limiti

Molte aziende stanno implementando AI e IoT per migliorare la tracciabilità e il processo decisionale nella supply chain. L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle operazioni è aumentata dal 35% al 45%, consentendo alle aziende di ottimizzare l’inventario, prevedere la domanda e mitigare i rischi. Il monitoraggio basato su IoT è ora utilizzato dal 60% delle aziende, rispetto al 55% del 2024. Tuttavia, nonostante questa crescita, molte imprese non ricevono ancora aggiornamenti in tempo reale che permettano loro di affrontare tempestivamente i rischi delle spedizioni.

Disporre di dati di tracciamento non basta: ciò che conta è ricevere le informazioni giuste al momento giusto per prendere decisioni informate e prevenire costose interruzioni.

La sostenibilità nella supply chain

Un aspetto sempre più rilevante nella gestione della supply chain è la sostenibilità. Oltre un terzo (35%) delle aziende sta utilizzando i dati di visibilità per monitorare le emissioni di carbonio e ottimizzare i percorsi per migliorare l’efficienza del carburante. L’adozione di soluzioni di tracciamento avanzate non solo migliora la gestione operativa, ma contribuisce anche alla riduzione dell’impatto ambientale.

Secondo il report “Supply Chain Sustainability 2025” di McKinsey, le aziende che investono in supply chain sostenibili riducono i costi operativi fino al 15% grazie all’ottimizzazione delle rotte e all’uso di mezzi di trasporto più ecologici.

La visibilità non è più un’opzione, ma una necessità

Le conclusioni del rapporto di Tive rendono evidente un concetto chiave: la visibilità in tempo reale non è più un vantaggio competitivo, ma un requisito essenziale per una supply chain efficiente. Le aziende devono passare dalla semplice raccolta di dati alla capacità di trasformarli in insight immediatamente attuabili.

Per affrontare queste sfide, le aziende stanno integrando diverse tecnologie innovative:

  • IoT e sensori avanzati: dispositivi che monitorano in tempo reale posizione, temperatura, umidità e integrità delle spedizioni, riducendo i rischi di deterioramento dei prodotti sensibili.
  • Blockchain: utilizzata per garantire la trasparenza della supply chain e migliorare la tracciabilità delle merci, prevenendo frodi e contraffazioni.
  • Machine Learning e analisi predittiva: strumenti che permettono di anticipare le problematiche, suggerendo azioni correttive prima che un problema si trasformi in una crisi.

Le aziende che non investono in queste soluzioni rischiano di rimanere indietro, esponendosi a inefficienze, costi elevati e insoddisfazione dei clienti.

Dal controllo alla prevenzione

Il futuro della supply chain dipenderà sempre più dalla capacità delle aziende di ottenere una visibilità completa e in tempo reale delle proprie operazioni. Il rapporto di Tive conferma che il settore ha fatto progressi, ma permangono lacune critiche che devono essere colmate con investimenti mirati in tecnologia e innovazione.

Le imprese devono smettere di “volare alla cieca” e adottare un approccio più proattivo: solo così potranno ridurre i costi, migliorare l’efficienza e garantire un servizio clienti impeccabile in un contesto di mercato sempre più esigente e competitivo.