Sentiamo spesso molti professionisti raccontare di quanto la figura del buyer e del CPO siano cambiate e quanto in questi tempi interessanti siano sempre più chiamate a ricoprire ruoli diversi e avere competenze che forse in passato non erano richieste.
Per questa ragione, riprendendo un articolo di Procurious che individua le 5 hard skills del buyer, abbiamo provato a dare una chiave di lettura su quali sono le competenze che proprio non possono mancare, legandole al contempo all’attualità del contesto economico odierno.
L’importanza delle hard skills
Certo le soft skills sono importanti, ma senza hard skills non è possibile avere professionisti a tutto tondo necessari ai team ad alte prestazioni. Le hard skills sono le competenze tecniche necessarie per svolgere un lavoro, abilità apprese che raccogliamo e sviluppiamo attraverso la nostra formazione ed esperienza. Sono in pratica quelle che i datori di lavoro cercheranno in prima istanza. Come scrive Procurious “se le tue abilità trasversali sono ciò che ti aiuta a concludere l’affare, allora le tue hard skills sono ciò che ti porterà nella stanza”.
Le competenze tecniche tendono a essere specifiche del ruolo, con ogni lavoro che ha una serie diversa di requisiti, anche se con qualche crossover. Sono facilmente quantificabili o misurabili e più facili da insegnare rispetto alle soft skills. Le competenze trasversali sono le abilità interpersonali che abbiamo che ci consentono di svolgere il nostro lavoro, ma sono applicabili a ogni ruolo e continueranno a svilupparsi nel corso della nostra carriera.
Le competenze essenziali di un team procurement
- Gestione e analisi del rischio per affrontare crisi reali e potenziali
Essere in grado di identificare, gestire o mitigare i rischi nelle catene di approvvigionamento è la chiave per il successo organizzativo ed è qualcosa che può essere insegnato e appreso. Che si parli di rischio associato all’approvvigionamento singolo o della mancanza di un’efficace gestione interna dei contratti, entrambi richiedono capacità analitiche per identificare prima e, quindi gestire, i rischi ad esso associati.
- Negoziazione con partner e stakeholder
Il primo pensiero quando si parla di negoziazione nell’approvvigionamento è sedersi di fronte a un fornitore e negoziare un contratto. Ma le trattative avvengono in tutte le dimensioni e ambiti, dai termini e condizioni su un ordine di acquisto, passando per rinnovi e ambiti di servizio, fino a contratti e accordi importanti. Il processo di negoziazione può essere appreso e migliorato attraverso l’esperienza.
- Gestione e analisi dei costi per rispondere all’inflazione
Un’altra abilità fondamentale nella professione è la capacità di gestire costi, budget e spese. Dato che il procurement sarà quasi sempre misurato in base ai risparmi che ottiene o al valore monetario che aggiunge, capire dove e come viene speso il denaro è forse la base più importante, dal buyer fino al CPO. La gestione dei costi aiuterà l’approvvigionamento a raggiungere i propri obiettivi e consentirà una migliore previsione e pianificazione non solo nella funzione Acquisti, ma per l’intera organizzazione. Dall’altro lato, l’analisi dei costi migliorerà le negoziazioni, la gestione dei fornitori e la gestione del rischio.
- Analisi di mercato per muoversi nella nuova globalizzazione
Diventa sempre più importante dato il contesto di insicurezza (percepita o reale che sia) analizzare il mercato, la propria offerta e i propri competitor. Queste competenze aiutano a creare un quadro di come i beni e i servizi vengono acquistati e cosa richiede maggiore attenzione al fine di mitigare il rischio di approvvigionamento e garantire la continuità della fornitura. Sviluppando adeguatamente questa capacità è possibile analizzare e segmentare il mercato, stabilire il modo migliore per gestirlo e sviluppare un adeguato category management.
- Gestione del cambiamento per rispondere alle richieste di sostenibilità
Sebbene il lato umano della gestione del cambiamento rappresenti una sfida importante e richieda non poche competenze trasversali per avere successo, l’effettivo processo di gestione del cambiamento in sé è molto più di una soft skill. Ci sono una serie predefinita di passaggi che devono essere compiuti, dall’identificazione del bisogno fino alla gestione continua del cambiamento, e anche questo può essere appreso e sviluppato attraverso l’esperienza. Non si tratta semplicemente di flessibilità, ma anche di visione e preparazione verso quali potrebbero essere i cambiamenti futuri, come quelli legati alla transizione digitale ed ecologica. Conoscere i passaggi da intraprendere in anticipo può offrire un vantaggio non indifferente.

