Nel contesto globale in continua evoluzione, le aziende si trovano ad affrontare sfide crescenti legate ai costi operativi, al rispetto delle normative e ai rischi ambientali, come evidenziato nel 2025 ESG Outlook di Moody’s. Le nuove regolazioni in materia di sostenibilità, in particolare quelle che riguardano la catena di approvvigionamento, stanno trasformando il panorama finanziario, collegando i debiti aziendali valutati con un’esposizione crescente ai rischi ambientali e sociali.
Moody’s avverte che l’attenzione crescente dei politici e degli investitori sulle pratiche ambientali e lavorative nelle catene di approvvigionamento aumenterà i costi operativi e quelli legati alla compliance. Le imprese che non rispetteranno questi standard potrebbero affrontare pesanti sanzioni finanziarie, riduzioni dei rating di credito e danni reputazionali.
Le nuove regole della supply chain
A partire dal 2025, le aziende dell’Unione Europea dovranno seguire regolamenti più rigorosi in materia di sostenibilità, come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e il Regolamento UE sulla Deforestazione. Questi obblighi obbligheranno le imprese a riportare i propri impatti ambientali e sociali, mentre il Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), in vigore dal 2027, estenderà ulteriormente tali responsabilità.
Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) dell’UE aggiunge un ulteriore strato di complessità, imponendo alle imprese fornitrici di rivelare le proprie emissioni di carbonio, spingendo molti importatori europei a scegliere produttori con emissioni più basse. Allo stesso tempo, la Cina sta espandendo il suo sistema di scambio delle emissioni (ETS) per decarbonizzare le proprie industrie, con proposte simili che stanno guadagnando terreno anche negli Stati Uniti.
Rischi reputazionali: un fattore critico per gli investitori
Un aspetto che sta emergendo con sempre maggiore importanza è il rischio reputazionale. Gli investitori, i consumatori e i regolatori stanno monitorando più attentamente le catene di approvvigionamento. Per le imprese che desiderano mantenere contratti con grandi clienti, è sempre più necessario investire in misure per ridurre i rischi sociali e ambientali. Questa attenzione ai dettagli non si limita solo ai paesi sviluppati, ma sta influenzando anche le decisioni di investimento nei mercati emergenti, dove il rischio di danni reputazionali può essere particolarmente dannoso.
Plastica e imballaggi: un nuovo fronte della sostenibilità
Se i rischi legati al clima dominano la conversazione ESG, anche la gestione della plastica sta diventando un altro campo di battaglia significativo. Nonostante i tentativi di finalizzare un trattato globale sulla plastica siano stati bloccati nel dicembre 2024, l’UE ha accelerato l’introduzione di mandati di riciclo più rigorosi, come parte della sua revisione della direttiva sugli imballaggi. Entro il 2025 e il 2030, le aziende che operano nei settori dei beni di consumo e delle bevande dovranno rispettare obiettivi di riciclo più alti e aderire a restrizioni sull’uso della plastica monouso.
Per le aziende, ciò si traduce in costi crescenti legati alla gestione dei rifiuti, al monitoraggio e agli investimenti in packaging sostenibile. Tuttavia, i produttori che già utilizzano materiali riciclati potrebbero trarre vantaggio, visto che la domanda di contenuti riciclati aumenterà, stimolando la crescita dell’industria del riciclo.
Rischi climatici e rating del debito
Moody’s ha sottolineato come i fattori ESG influenzino sempre più i rating del debito. Secondo l’analisi di Moody’s, dei 12.610 enti monitorati, le caratteristiche ESG influenzano negativamente i rating per il 17% degli emittenti, con il 3% che ha subito declassamenti significativi del credito. Le imprese che operano in settori particolarmente esposti ai rischi climatici, come quello automobilistico, energetico e industriale pesante, stanno vedendo aumentare le pressioni finanziarie. La conservazione del capitale naturale e l’uso agricolo delle terre sono diventati obiettivi fondamentali delle strategie di decarbonizzazione.
Una mappa dei rischi ambientali di Moody’s ha identificato 16 settori con 5 trilioni di dollari di debito valutato, tutti esposti a rischi elevati o molto elevati legati alla transizione verso un’economia a basse emissioni.
Le sfide della transizione nei mercati emergenti
Nei mercati emergenti, il finanziamento della transizione rimane una sfida significativa. Sebbene le economie avanzate abbiano concordato di aumentare gli investimenti per il clima a 300 miliardi di dollari annuali entro il 2035 durante il COP29, questa cifra è ben al di sotto dei 1 trilione di dollari stimati necessari. Gli strumenti di finanziamento innovativi, come il blended finance e il debito sostenibile, sono cruciali per sostenere la transizione climatica.
Al contempo, le economie avanzate beneficiano di economie favorevoli legate alle tecnologie verdi e di un forte supporto politico. Una definizione più chiara di transition finance potrebbe inoltre rassicurare gli investitori diffidenti nei confronti del greenwashing, stimolando la crescita dei mercati di debito verde e etichettato.
Investimenti strategici per un futuro sostenibile
Con l’evoluzione delle normative, le aziende devono adattarsi rapidamente. Le nuove regole della supply chain e i rischi climatici sempre più rilevanti pongono sfide difficili, ma anche opportunità per chi sa rispondere in modo strategico. Le aziende che si impegnano a rispettare le normative di sostenibilità e che fanno investimenti robusti in tecnologie verdi e soluzioni innovative potranno non solo evitare rischi finanziari e reputazionali, ma anche trarre vantaggio da un panorama di mercato in evoluzione.
In definitiva, il cambiamento climatico non è più solo una questione di sostenibilità, ma una considerazione fondamentale per la stabilità finanziaria. Con le previsioni che legano i rating del debito ai rischi ambientali, le aziende devono affrontare un futuro in cui la sostenibilità è integrata nel cuore delle loro strategie e nei loro bilanci. Le sfide sono elevate, ma le opportunità per chi sa innovare sono altrettanto concrete.

