Strategie per il 2025: prepararsi all’incertezza
Le aziende dovranno adottare strategie di diversificazione delle forniture, rafforzare le scorte di sicurezza e monitorare da vicino gli sviluppi geopolitici ed economici. L’incertezza che caratterizzerà il 2025 impone un approccio proattivo per garantire la continuità operativa, riducendo al minimo i rischi legati alla volatilità dei mercati globali. Ecco un’analisi dei settori che potrebbero subire impatti significativi.
1. Tensioni geopolitiche e impatti sulle supply chain
Le tensioni geopolitiche, in particolare quelle tra Stati Uniti e Cina, continueranno a influenzare le catene di fornitura globali. I conflitti commerciali potrebbero comportare l’inasprimento delle tariffe su beni cruciali, come i semiconduttori e i componenti elettronici. La guerra in Ucraina e la crisi energetica potrebbero aggravare ulteriormente la disponibilità di gas naturale, accrescendo i costi per i produttori e mettendo sotto pressione i settori industriali legati all’energia. Inoltre, la crescente instabilità nel Mar Rosso potrebbe portare a un aumento dei costi di trasporto e a ritardi nelle consegne globali, aggravando le difficoltà di approvvigionamento.
2. Settore automotive: carenza di componenti
Il settore automobilistico continua a essere alle prese con la carenza di semiconduttori e materiali essenziali. Nonostante gli investimenti nelle nuove fabbriche di semiconduttori in Europa e Nord America, la domanda per componenti avanzati, necessari per veicoli elettrici e sistemi di assistenza alla guida, è ancora superiore all’offerta. Inoltre, le difficoltà logistiche e i rallentamenti nelle forniture di acciaio e alluminio, aggravati da catastrofi naturali e crisi geopolitiche, contribuiscono a ritardi nella produzione e ad aumenti dei costi.
3. Settore alimentare: crisi di uova, cacao e cereali
L’industria alimentare è sotto pressione a causa di fattori climatici e sanitari. L’influenza aviaria negli Stati Uniti ha ridotto l’offerta di uova, con un aumento significativo dei prezzi. La crisi del cacao in Costa d’Avorio e Ghana, dovuta a condizioni meteo avverse e mancanza di manodopera, sta facendo lievitare i costi per le aziende alimentari globali. Inoltre, la siccità in Argentina e Australia, insieme alle interruzioni delle esportazioni ucraine, minacciano la stabilità del mercato globale dei cereali, con un possibile aumento dei prezzi di grano e mais, impattando le industrie alimentari e agricole.
4. Semiconduttori: la carenza persiste
Il settore dei semiconduttori, che alimenta tutto, dalla tecnologia all’automotive, continua a soffrire per la scarsità di chip avanzati. Sebbene siano stati fatti investimenti per incrementare la capacità produttiva, i tempi per costruire nuove fabbriche sono lunghi, e la domanda crescente per applicazioni come l’intelligenza artificiale e l’automazione continuerà a superare l’offerta. Le difficoltà di reclutamento di ingegneri specializzati limitano ulteriormente la capacità di produzione, mantenendo il settore vulnerabile a disservizi e aumenti dei costi.
5. Settore farmaceutico: carenze di forniture mediche
La filiera farmaceutica sta affrontando carenze di IV fluidi e antibiotici critici, aggravate dai danni causati da eventi climatici estremi e dalle interruzioni nelle forniture di materie prime. La dipendenza da paesi come Cina e India per la produzione di principi attivi farmaceutici continua a rappresentare una vulnerabilità. Le interruzioni nella produzione in questi paesi potrebbero influire negativamente sull’approvvigionamento di medicinali essenziali, con gravi implicazioni per la salute globale.