Posted On 9 Aprile 2020 By In Archivio Magazine With 497 Views

Tecnologie e nuove competenze

NUOVO MAGAZINE

Le skill di un moderno team di acquisti

The Procurement Magazine anno 6 n.1 Gennaio-Febbraio-Marzo 2020  

L’editoriale

Distanze globali

“In questo minuto, in questo istante tutti i diagrammi sono saliti – eccetto quello dei malati -, 
In questo minuto in questo istante, non è passata nessuna bara”,

scrive il poeta turco Nazim Hikmet, una vita di carceri ed esili.

Nella sua poesia intitolata “Praga 1957”, Hikmet tenta di cristallizzare un attimo nel quale le cose del mondo si riposano, almeno per un momento, un esercizio che forse in questi giorni ci ritroviamo a fare anche noi, per cercare un attimo di quiete in questo turbinio pandemico.

Esuli nelle nostre case, questo coronavirus irrompe nelle nostre giornate sottoforma di numeri aggregati e disaggregati, di morti e di contagi, di tamponi e di guariti, di Borse che salgono e soprattutto scendono, giù sempre più giù e poi tornano su. La recessione incombe, le previsioni di un mondo che non sarà più come prima (ma davvero? e come?) si affastellano e molto della futura geopolitica non dipenderà solo da dinamiche economiche di domanda e offerta, quanto piuttosto dalle scelte che prenderemo tra sorveglianza totalitaria o empowerment dei cittadini, tra isolazionismo nazionalista o solidarietà globale e nella (ri)conquista della fiducia nella scienza, nelle autorità pubbliche e nei media, come preconizza lo storico Yuval Noah Harari, in un suo recente articolo sul Financial Times.

Questa pandemia è riuscita a raggiungere ogni parte del globo, come mostra nel suo aggiornamento quotidiano la Covid-19 map della Johns Hopkins University, e il suo carattere ubiquitario la rende, come affermato da qualcuno, la più grande eterotopia mai conosciuta dalla nostra generazione, in grado di «sospendere, neutralizzare, invertire l’insieme dei rapporti», secondo la definizione coniata dal filosofo francese Michel Foucault.

Abbiamo imparato termini come lockdown o plateau, che da quello ben più familiare ed evocativo de Millevaches, contrafforte del Massiccio centrale francese, si è tramutato d’un tratto in un altipiano di caduti in battaglia. Eh sì, perché proprio non riusciamo a liberarci dalla metafora bellica nella narrazione di questa emergenza, come se di per sé “Pandemia. Pericolo globale. Tragedia collettiva”, non fossero già sufficienti a rendere l’eccezionalità di questa situazione, come fa notare la pubblicitaria Annamaria Testa.

Ad ogni modo, questa emergenza ha fugato qualunque possibile piano B e ci induce a rivedere la nostra gerarchia di valori oltre che a ripensare, se non addirittura a reinventare, il nostro lavoro. Per chi, ad esempio, come The Procurement, fa dell’interazione diretta con la propria community la sua ragion d’essere, trasporre repentinamente tutto sul digitale, realizzando i nostri primi webinar, è stata certo una questione di sopravvivenza e preservazione di tutto il nostro bagaglio ed una sfida avvincente che richiede lungimiranza, cooperazione, sperimentazione di nuove forme di comunicazione, per scoprire che nella distanza è possibile essere più diretti e reattivi,… una volta avremmo detto virali, oggi diciamo pervasivi e incisivi.

Insomma, tanti orizzonti possibili si aprono dinnanzi a noi e un invito, oltre che a restare a casa, a restare umani, “per quando tornerà l’incanto di te vicino a me”, come recita il cantautore Vinicio Capossela, una vicinanza mai più scontata.

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