Nel mondo di oggi, governato dall’instabilità geopolitica, dalle pressioni economiche e da un’innovazione tecnologica incessante, il ruolo del Chief Supply Chain Officer (CSCO) si è trasformato radicalmente. Se un tempo il focus era principalmente sull’efficienza operativa e il contenimento dei costi, oggi chi guida la supply chain è chiamato a essere un vero e proprio architetto della resilienza.

Secondo quanto emerso al recente Gartner Supply Chain Symposium/Xpo tenutosi a Barcellona, la chiave per navigare questo scenario dirompente sta nell’aumentare la visibilità dei dati e adottare un approccio strutturato alla pianificazione degli scenari. Un cambiamento non solo necessario, ma ormai urgente.

Il nuovo contesto: incertezza come condizione permanente

“La realtà che stiamo vivendo non è una crisi momentanea, ma un punto di svolta epocale,” ha dichiarato Lindsay Azim, Director Analyst nella divisione Supply Chain di Gartner. “Le forze che stanno ridisegnando il nostro mondo sono trasformazioni generazionali. E chi non saprà affrontarle con gli strumenti giusti, rischia di perdere la bussola.”

Secondo Gartner, il fenomeno della “divergenza” – ovvero la crescente distanza tra le dinamiche economiche, tecnologiche, politiche e ambientali – sta creando scenari sempre più frammentati e imprevedibili. In questo contesto, la sfida per le aziende è duplice: da un lato, adattarsi rapidamente al cambiamento, dall’altro mantenere coerenza strategica con gli obiettivi di lungo periodo.

Strategie e realtà: il divario che mette a rischio la competitività

Nonostante la crescente consapevolezza, i dati rivelano una realtà preoccupante: solo il 19% delle organizzazioni ha integrato la pianificazione di scenari nelle strategie di supply chain e appena il 32% viene riconosciuto dai CEO per l’allineamento con gli obiettivi aziendali, secondo una survey Gartner su oltre 500 leader della supply chain, condotta a fine 2024.

Questo divario tra ambizione strategica e preparazione operativa rischia di indebolire la capacità delle aziende di anticipare e rispondere agli eventi critici. Ed è proprio qui che entrano in gioco le leve della data intelligence e della simulazione predittiva.

Visibilità dei dati: dalla reazione alla previsione

Nel mondo della supply chain, disporre di una visione chiara e aggiornata in tempo reale di ciò che accade lungo tutta la filiera è oggi un asset fondamentale. La cosiddetta data visibility permette ai team di anticipare criticità e prendere decisioni rapide e informate, migliorando la gestione del rischio e la continuità operativa.

Come spiegano gli esperti del MIT Center for Transportation & Logistics, la visibilità end-to-end consente di monitorare fornitori, inventari, trasporti e domanda, riducendo i tempi di reazione e potenziando le capacità di adattamento.

La sfida però non è solo tecnologica, ma anche culturale: è necessario promuovere un approccio “data-driven”, capace di trasformare i dati grezzi in insight utili all’azione. L’intelligenza artificiale e l’analisi predittiva, in questo contesto, diventano strumenti abilitanti fondamentali.

Pianificazione degli scenari: costruire reti resilienti e flessibili

La scenario planning consiste nell’elaborare e testare ipotesi su eventi futuri potenzialmente dirompenti: una crisi energetica, l’interruzione di un fornitore strategico, una guerra commerciale, o un cambiamento normativo. Simulando questi scenari in anticipo, è possibile progettare piani di risposta e adattare la struttura della supply chain in modo proattivo.

Secondo Gartner, le aziende dovrebbero esercitarsi regolarmente in simulazioni di tipo “what if”, soprattutto quando cambiano la propria impronta produttiva, intraprendono nuove strategie o affrontano fusioni e acquisizioni. Questo approccio consente di valutare il grado di preparazione e mappare i punti di debolezza, definendo al contempo le priorità di investimento.

Costruire supply chain agili e diversificate

Un altro concetto centrale emerso dal simposio è quello di agilità organizzativa. In un mondo che cambia alla velocità della luce, non basta avere un solo piano: bisogna costruire reti capaci di reagire, riorganizzarsi e reinventarsi rapidamente. La diversificazione, in questo senso, è una strategia vincente: differenziare fornitori, aree geografiche, modalità logistiche e fonti di approvvigionamento riduce l’esposizione ai rischi sistemici.

Tecnologie come il digital twin – la replica digitale della supply chain – permettono di testare virtualmente diverse configurazioni, prima di implementarle nel mondo reale, migliorando così la velocità e l’efficacia delle decisioni.

Investimenti mirati: l’equilibrio tra innovazione e maturità

Sebbene l’intelligenza artificiale, il machine learning e gli strumenti di advanced analytics siano al centro dell’attenzione, Gartner avverte: non tutte le tecnologie sono adatte a tutte le aziende, e non sempre serve inseguire le ultime mode. Gli investimenti devono essere calibrati sul livello di maturità digitale, sulla cultura interna e sulla tolleranza al rischio dell’organizzazione.

“Divergenza non significa solo due possibili strade. Significa una miriade di traiettorie potenziali, che si moltiplicano nel tempo,” ha concluso Lindsay Azim. “Solo attraverso una governance intelligente dei dati e una pianificazione sistematica, i CSCO possono trasformare l’incertezza in vantaggio competitivo.”