Un’indagine sulle pratiche sostenibili della catena di approvvigionamento mostra che, sebbene molti dirigenti abbiano strategie a lungo termine, tanti faticano a misurare i propri progressi.

La società multinazionale di servizi professionali EY ha intervistato 525 dirigenti e ha scoperto che le iniziative di business case per la sostenibilità vanno oltre il risparmio sui costi. Secondo il sondaggio le migliori opzioni tecnologiche per la sostenibilità della supply chain sono l’Internet delle cose (IoT), il machine learning e il cloud. Mentre, per quanto riguarda le relazioni interpersonali, il miglioramento della qualità della vita dei dipendenti, la fidelizzazione dei clienti e la diminuzione del turnover dei dipendenti sono estremamente redditizi. L’indagine ha anche rilevato che le catene di approvvigionamento sono “la nuova frontiera della sostenibilità”, essendo gli “attivatori fondamentali” per obiettivi e impegni di sostenibilità a livello aziendale.

Il sondaggio ha riguardato soprattutto le società in Argentina, Brasile, Canada, Messico e Stati Uniti. I settori includevano vendita al dettaglio, beni di consumo confezionati, fornitori di servizi sanitari, governo, tecnologia, energia, produzione, mobilità, cibo e agricoltura. La ricerca mostra che mentre molti dirigenti hanno obiettivi di sostenibilità a lungo termine per le loro catene di approvvigionamento, pochi hanno la visibilità, la tecnologia e programmi completi in atto per misurare i propri progressi.

Risultati del sondaggio EY

Sostenibilità e dati

Oltre all’elusione dei rischi e alla conformità, le organizzazioni sono anche alla ricerca di modi per creare valore a lungo termine, integrando la sostenibilità nelle operazioni della catena di approvvigionamento. Il sondaggio riporta che 8 dirigenti su 10 stanno lavorando per l’uso efficiente delle risorse naturali, la decarbonizzazione, l’approvvigionamento etico e il commercio equo come parte della loro maggiore attenzione alle iniziative ESG. EY afferma inoltre che i leader della filiera stanno anche cercando di ridurre i rischi, aumentare l’innovazione e generare un maggiore ritorno sull’investimento per le loro iniziative di filiera sostenibile. Gli esperti di EY consigliano alle aziende di programma per il lungo periodo ma avviare da subito iniziative di sostenibilità della catena di approvvigionamento.

E questo può essere fatto soprattutto grazie all’utilizzo dei dati. Dall’ultimo report del Capgemini Research Institute, dal titolo Data for Net Zero: Why data is key to bridging the gap between net zero ambition and action, emerge tuttavia che l’85% della aziende intervistate riconosce il valore dei dati sulle emissioni (85%). Tuttavia, quasi la metà di esse non riesce a utilizzarli efficacemente nei processi decisionali, il che determina una sostanziale inutilità delle conoscenze legate alle emissioni. La necessità che deve essere intercettata è quella di migliorare i processi esistenti o individuare le opportunità di riduzione delle emissioni attraverso strumenti di analisi avanzata. Sviluppando migliori capacità collaborative e di gestione dei dati a livello di settore. Le organizzazioni hanno un’enorme opportunità di migliorare la propria sustainability footprint lungo tutta la catena del valore.