La transizione verso catene di approvvigionamento realmente sostenibili sta diventando una delle priorità centrali dell’agenda europea. In questo contesto nasce la EU Sustainable Supply Chains Coalition (EUSSCC), una nuova alleanza informale che riunisce imprese, organizzazioni della società civile e iniziative multistakeholder con l’obiettivo di influenzare le politiche europee e accelerare la sostenibilità nelle filiere agricole e del legno. L’iniziativa si concentra in particolare su quei settori caratterizzati da una forte presenza di piccoli produttori agricoli, spesso esposti a vulnerabilità economiche, ambientali e sociali.
Un’alleanza per filiere più eque e sostenibili
La Coalizione nasce come piattaforma di dialogo e coordinamento per gli attori interessati a contribuire allo sviluppo di politiche europee capaci di rendere le value chain agricole e forestali:
- sostenibili dal punto di vista ambientale,
- rispettose dei diritti umani,
- in grado di garantire redditi dignitosi ai produttori.
L’obiettivo finale è quello di costruire filiere in cui siano prevenuti e affrontati la deforestazione, il degrado ambientale e le violazioni dei diritti umani, promuovendo al tempo stesso condizioni economiche più eque per agricoltori e lavoratori. Per raggiungere questo traguardo, la Coalizione promuove un cambiamento strutturale attraverso un’azione coordinata di advocacy verso l’Unione Europea, basata su incontri, posizionamenti condivisi, scambi tecnici e dialogo istituzionale.
Come funziona la Coalizione
La EU Sustainable Supply Chains Coalition rappresenta un forum informale in cui i membri si impegnano a:
- individuare aree di convergenza su supply chain pienamente sostenibili;
- dialogare in modo aperto e basato su dati con i decisori politici europei;
- sviluppare posizioni comuni e attività di advocacy congiunta.
I temi affrontati vengono definiti periodicamente e possono includere anche gruppi di lavoro specifici per singole commodity, come cacao, caffè, olio di palma o legname.
Tra i membri figurano grandi aziende internazionali, ONG, sistemi di certificazione e iniziative multi-stakeholder, tra cui: Ferrero, Nestlé, Mars Wrigley, Tony’s Chocolonely, Rainforest Alliance, Fairtrade International, Solidaridad e molte altre organizzazioni attive nelle filiere globali.
Il contesto politico: il ruolo dell’UE e l’EUDR
Uno dei principali ambiti di intervento della Coalizione è il supporto a una legislazione europea più ambiziosa, in particolare il EU Deforestation Regulation (EUDR), che punta a garantire che i prodotti immessi sul mercato europeo non siano associati alla deforestazione.
L’UE, in quanto grande importatore di materie prime agricole e forestali, ha infatti un ruolo decisivo nel modellare le pratiche produttive globali. Attraverso la regolamentazione delle aziende che operano nel mercato europeo, è possibile influenzare positivamente le condizioni ambientali e sociali lungo le filiere globali.
Il confronto istituzionale e il ruolo degli stakeholder: “Sustainable Supply Chains at Work”
Il 14 aprile 2026 si è svolto l’incontro “Sustainable Supply Chains at Work: Putting the EUDR into Practice”, organizzato in vista della conclusione della revisione della Commissione Europea sul Regolamento EUDR.
All’evento hanno partecipato rappresentanti del Parlamento Europeo e della Commissione, insieme a imprese e organizzazioni della società civile. Il confronto ha restituito un messaggio condiviso: il settore privato è già attivamente impegnato nella transizione verso supply chain più sostenibili, ma per accelerare il cambiamento è fondamentale garantire certezza normativa e continuità nell’attuazione delle regole europee.
In questo quadro, le diverse voci intervenute hanno rafforzato la necessità di un approccio collaborativo lungo tutta la filiera. Ferrero ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra attori per condividere best practice e amplificare l’impatto delle azioni intraprese. L’Alliance pour la Préservation des Forêts ha evidenziato il rischio che una riapertura del regolamento possa indebolire la fiducia nelle politiche europee e penalizzare le imprese già attive nella transizione. Allo stesso tempo, reti come la VOCAL Coffee Alliance e la VOICE Cocoa Network hanno richiamato il potenziale delle politiche europee nel contrastare deforestazione, sfruttamento e cambiamento climatico su scala globale.
Un nuovo passo: la Community of Practice sull’EUDR
Accanto alla Coalizione, è stata recentemente lanciata una Community of Practice (CoP) promossa insieme all’European Forest Institute (EFI), con il supporto della EU Sustainable Supply Chains Coalition. Si tratta di una piattaforma tecnica e collaborativa che mira a facilitare l’implementazione concreta dell’EUDR prima della sua entrata in vigore (prevista per dicembre 2026).
La Community riunisce imprese, autorità competenti, ONG, certificatori e produttori per:
- condividere esperienze pratiche,
- testare strumenti di tracciabilità e geolocalizzazione,
- affrontare le sfide operative delle nuove regole.
Un gruppo tecnico centrale seguirà il lavoro con incontri regolari durante il 2026. Ferrero, ad esempio, ha espresso pieno supporto all’iniziativa, sottolineando che “la collaborazione tra settori sarà essenziale per rendere efficace l’attuazione della normativa”.
Verso supply chain più responsabili
La EU Sustainable Supply Chains Coalition e le iniziative collegate rappresentano un passaggio significativo verso un nuovo modello di governance delle filiere globali. L’idea di fondo è che la sostenibilità non possa essere raggiunta da un singolo attore, ma debba nascere da una collaborazione strutturata tra imprese, istituzioni e società civile. In questo quadro, l’Unione Europea si conferma come uno dei principali motori globali per la trasformazione delle supply chain, con l’obiettivo di coniugare competitività economica, tutela ambientale e diritti umani.

