Secondo il report Procurement Under Pressure di Procurious e Ivalua l’inflazione ha superato le interruzioni e le carenze della catena di approvvigionamento tra le preoccupazioni per i team procurement.
Tuttavia, l’85% degli intervistati ha indicato interruzioni e carenze come una delle prime cinque pressioni che attualmente influenzano le loro operazioni. Verso il 2023, sembra che i rischi della catena di approvvigionamento continueranno ad avere un impatto sulle imprese e il procurement continuerà ad allinearsi con il contesto macroeconomico aziendale.
Il 49% degli intervistati prevede che le catene di approvvigionamento globali non torneranno alle norme pre-Covid fino al 2024 ed il rischio è quello di abbassare gli standard per riuscire a restare sul mercato.
Strategia di approvvigionamento locale
Per affrontare i problemi di single source e di rischi di fornitura, scrive Procurious, i responsabili degli acquisti stanno utilizzando fonti vicine al punto di utilizzo per costruire la continuità aziendale.
L’approvvigionamento locale, laddove possibile, porta numerosi vantaggi. Riduce le emissioni scope 3, permette tempi di risposta rapidi per servizi come il supporto IT o la riparazione delle apparecchiature, migliora la possibilità di confronto e rapporto nella comunità; aiuta a raggiungere gli obiettivi ESG; contribuisce a creare e sostenere l’occupazione nelle comunità in cui si opera.
Alcuni governi incoraggiano l’approvvigionamento locale per sviluppare un ecosistema di fornitori in modo che i fondi rimangano nella regione o nel paese piuttosto che fluire all’estero. Da un lato questa strategia potrebbe essere considerata protezionismo, ma se si considerano i trend recenti anche da un punto di vista del ridisegnamento dell’ordine globale in senso politicamente meno globalizzato e più regionalizzato, potrebbe essere una strategia da tenere seriamente in considerazione. Se non altro per mitigare le incertezze e i rischi geopolitici che le relazioni internazionali contemporanee pongono alle imprese in un contesto di forte interdipendenza.
Valutare gli impatti e i benefici
In Europa, continua Procurious, Amazon Business ha lanciato la funzione Buy Local, che offre ai CPO e ai loro team strumenti per identificare i venditori, prendere decisioni di acquisto e investire in attività locali.
In un recente sondaggio di Amazon Business, il 90% dei responsabili del procurement ha dichiarato che investire nelle comunità locali era uno dei loro obiettivi di approvvigionamento. Gli acquisti locali sono un’iniziativa comune per gli enti governativi per promuovere le imprese locali, svantaggiate dalla globalizzazione. Tuttavia, le norme nell’UE e nel Regno Unito limitano la capacità delle autorità locali di discriminare in base al luogo e negli Stati Uniti i regolamenti non consentono la preferenza locale per i progetti che utilizzano finanziamenti federali.
Mentre l’intento di approvvigionarsi localmente sembra positivo, i team sono sotto pressione per trovare questi fornitori, qualificarli, integrarli nei sistemi e quindi gestirne le prestazioni. L’approccio tradizionale, economicamente più vantaggioso, è focalizzato sul costo più basso. Ma l’opzione meno costosa potrebbe non fornire il miglior valore economico complessivo considerando i costi del ciclo di vita, la qualità dei servizi e dei prodotti e l’impatto ambientale. Inoltre, i fornitori locali potrebbero non offrire la qualità dei prodotti o dei servizi di cui si ha bisogno.
Per avvalersi sempre più di fonti locali serve considerare dei passaggi, citati dalla Banca Mondiale: premiare anche aspetti sociali e ambientali, non solo il minor costo; dare una corretta definizione di “locale”; predisporre team dedicati all’acquisto locale; identificare le aspettative con trasparenza; analizzare l’impatto e i benefici di questa strategia.
Priorità e nuove forme di azione
Sempre secondo la ricerca, solo il 21% ha visto aumentare l’organico del proprio team e ancora meno (14%) ha ricevuto più budget per contrastare le sfide del mercato di oggi. Di conseguenza, senza un adeguamento alle nuove sfide dal punto di vista dell’organico ritornare a un approvvigionamento più locale potrebbe essere difficile e potrebbe comunque non bastare. Quasi la metà degli intervistati (49%) ritiene che le catene di approvvigionamento globali non riprenderanno completamente le norme operative pre-Covid fino al 2024 o oltre. È quindi chiaro che “la nuova normalità” persisterà almeno per un po’.
Questo scenario porta le imprese a concentrarsi sull’operatività e sul raggiungimento degli obiettivi per mantenere alta la soddisfazione del cliente, a prescindere dalla forma localizzata o delocalizzata di approvvigionamento. Infatti, il 52% degli intervistati ha dichiarato di dare priorità alla continuità aziendale e alla resilienza operativa rispetto ad altri obiettivi e il 46% sta dando priorità alla soddisfazione del cliente, al servizio e all’esperienza.
Ma elemento più importante, è che il 34% ha abilitato misure collaborative tra organizzazioni, mentre il 32% ha adeguato i KPI del procurement. In risposta alle sfide odierne, il procurement ha continuato a collaborare attivamente con i fornitori (79%) e ad aumentare la loro attenzione sulla gestione del rischio (64%). Questi trend dimostrano che il ritrovarsi congiuntamente in uno scenario di incertezza, volatilità, complessità e ambiguità (VUCA) e affrontare sfide comuni possa portare a maggiore collaborazione tra imprese e fornitori, ma anche, come descritto sopra, ritornare a una dimensione locale con un maggiore approccio orientato alla comunità – nel rispetto degli aspetti sociali e ambientali.

