Oggi chi decide come, dove e da chi acquistare non governa più solo i costi, ma plasma direttamente il futuro dell’azienda. Il procurement diventa un driver strategico che influenza margini, qualità, gestione del rischio e potenziale di crescita. Al centro di questa trasformazione si trova il Cpo, il cui ruolo si avvicina sempre più all’agenda del Ceo, orchestrando tecnologia, fornitori e talenti per guidare performance sostenibili e innovazione.
Secondo lo studio Procurement Trends 2026 di Inverto, quattro imperativi strategici definiranno la leadership nel procurement nei prossimi anni:
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Beyond Sourcing – AI as a Connected Value Engine
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Resilience by Design – From Turbulence to Controllables
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From Cost to Value – Procurement as an Innovation and Quality Accelerator
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Capabilities for the Future – How Procurement Teams Level Up
1. Beyond Sourcing: AI as a Connected Value Engine
L’IA sta passando rapidamente dalla fase di sperimentazione a quella di implementazione su larga scala. Nel 2026 il vantaggio non sarà chi utilizza l’IA, ma chi sa integrarla, scalare e orchestrare in tutto il business. I Cpo diventano così il fulcro di un ecosistema tecnologico in rapida espansione, che include cloud, dati, cybersecurity, automazione e advanced analytics.
Le tecnologie IA non sono più strumenti isolati ma formano catene del valore connesse, che collegano insight sulla domanda, analisi dei costi, negoziazioni guidate dall’IA, ottimizzazione delle specifiche e collaborazione con i fornitori. Con l’avvento di agenti AI autonomi e bot di procurement, le attività transazionali vengono automatizzate, liberando risorse per analisi strategiche, innovazione e decisioni ad alto impatto.
Il vero vantaggio competitivo risiede ora nella capacità di adottare l’IA in modo organizzativo, investendo in preparazione del workforce, redesign operativo e change management cross-funzionale. L’IA non sarà solo una questione di contratti, ma di come procurement abilita persone, processi e partnership a trasformare il business.
2. Resilience by Design: From Turbulence to Controllables
I continui cambiamenti geopolitici, la volatilità dei dazi e la frammentazione delle reti globali rendono instabili i modelli tradizionali di sourcing. Le aziende si preparano quindi a un livello costante di disruption, spostando l’attenzione verso ciò che possono controllare direttamente: costi, performance e disponibilità della supply chain.
In questo contesto, procurement e finanza collaborano per ottimizzare insieme capitale circolante, inventario e liquidità. Strumenti come forecasting basato su IA, digital twin e scenario modelling offrono visibilità sulle vulnerabilità e supportano trade-off ponderati tra costo, servizio e rischio.
Le strategie di sourcing si evolvono verso nearshoring, multi-sourcing e ecosistemi regionali, bilanciando competitività e resilienza. La trasparenza e la due diligence diventano differenziatori strategici, con Cpo che guidano compliance e monitoraggio end-to-end della supply chain, trasformando requisiti regolatori in vantaggi operativi sostenibili.
3. From Cost to Value: Procurement as an Innovation and Quality Accelerator
Il tradizionale focus sul risparmio sta cedendo il passo a una visione più ampia: margini, qualità dei prodotti, innovazione e crescita sono ora elementi centrali per il Cpo. Per misurare e rendicontare il valore creato, procurement e finance integrano forecasting, dashboard di performance e analytics predittivi.
L’innovazione dei fornitori diventa un motore fondamentale di crescita: identificare tecnologie emergenti, nuovi materiali e partnership di co-sviluppo è un compito chiave del procurement. L’IA supporta questo processo accelerando decisioni basate sui dati, razionalizzazione dei SKU e analisi dei costi preventivi.
Il risultato è un aumento significativo di competitività e contributo ai margini. Ogni euro speso diventa potenzialmente un euro di valore, innovazione e qualità, definendo chi accelera nel prossimo ciclo economico e chi resta indietro.
4. Capabilities for the Future: How Procurement Teams Level Up
Per gestire la resilienza, l’IA e l’innovazione, non basta la tecnologia: occorre elevare le competenze del team. Digital e analytical fluency diventano requisiti di base, mentre emergono nuove figure specializzate in innovazione dei fornitori, gestione di ecosistemi, design-to-value e strategie integrate di rischio, sostenibilità e qualità.
I modelli operativi si ridisegnano: strutture agili, capability academy e transformation team accelerano l’adozione di nuovi metodi di lavoro. I Cpo che guidano con successo questa evoluzione mostrano capacità di leadership paragonabili a quelle di un Ceo, posizionando il procurement come catalizzatore di performance e laboratorio per futuri leader aziendali.
Il 2026 segnerà una profonda trasformazione del procurement, dove AI, resilienza, innovazione e competenze avanzate definiscono il vantaggio competitivo. Come sottolinea lo studio di Inverto, il Cpo non è più solo un responsabile di costi e forniture, ma un driver strategico che influenza performance, rischio e crescita, avvicinandosi sempre più all’agenda di leadership del Ceo.

