Quello della sostenibilità è oggi un tema centrale non solo all’interno del management aziendale, ma anche a livello sociale, etico ed economico: il nuovo obiettivo delle aziende è ottimizzare i processi aziendali, risparmiare e innovarsi ma sempre in ottica green, in modo da impostare sul lungo termine un percorso solido di crescita che tenga conto delle sempre più restrittive norme in termini di ecosostenibilità. A riguardo nelle ultime settimane la Commissione europea ha presentato le attese misure che mirano ad assicurare la competitività del Vecchio Continente nella transizione verso un sistema energetico pulito, una manovra finalizzata in ultimo alla trasformazione dei mercati mondiali dell’energia. Il Winter package, come viene chiamato il pacchetto, si compone di varie proposte che riguardano efficienza energetica, assetto del mercato dell’energia elettrica, sicurezza dell’approvvigionamento elettrico, norme sulla governance per l’Unione dell’energia e infine una di revisione della direttiva energie rinnovabili.L’Unione Europea si è da tempo assunta l’impegno di ridurre le proprie emissioni di CO2 di almeno il 40% entro il 2030, ma si tratta come comprensibile di un processo lungo e complesso, dove rientra anche tra i fattori da calcolare l’impatto sui consumatori e sulle aziende di questa evoluzione green, una variabile particolarmente difficile da calcolare e da coordinare a livello europeo. Il pacchetto comprende comunque anche una serie di misure pensate appositamente per incoraggiare gli investimenti pubblici e privati e promuovere la competitività delle imprese. Lo stesso Commissario europeo per l’Azione per il Clima e l’Energia Miguel Arias Cañete ha confermato che l’obiettivo di tali misure è proprio quello di fornire una decisa spinta al mercato delle nuove tecnologie, in modo da creare le giuste condizioni per la crescita di un approccio sostenibile a tutti i livelli, oltre che per garantire alle aziende investimenti sicuri in un settore che troppo spesso è stato guardato con diffidenza.

In pratica l’Ue si propone di mobilitare 177 miliardi di euro l’anno a partire dal 2021 finalizzati alla creazione di 900.000 posti di lavoro, un investimento finalizzato anche a dare una spinta pari all’1% del Pil all’intera economia europea: Si tratta insomma di un progetto molto ambizioso che punta ad accantonare i combustibili fossili in favore delle più convenienti e pulite energie eolica, solare ed elettrica, ormai senza dubbio le fonti rinnovabili che in futuro sostituiranno le più tradizionali e inquinanti forme di energia come gas o nucleare. Il pilastro politico delle misure si dimostra l’impegno a ridurre i consumi, grazie a un innalzamento al 30% dell’obiettivo al 2030 di efficienza energetica (rispetto al 27% previsto). Il target inoltre sarà vincolante e tutti gli Stati membri dovranno contribuire al suo raggiungimento nell’ambito dei Piano nazionali per l’energia previsti dal regolamento sulla governance dell’Unione energetica. Insomma investire oggi in energia sostenibile è una scelta forse costosa e impegnativa sul breve termine, ma lungimirante, saggia e redditizia se applicata invece sul lungo termine.

