Solo il 30% dei dirigenti implementa efficacemente strategie sostenibili, mentre il 76% ne riconosce l’importanza. La legge europea sul ripristino della natura richiede obiettivi progressivi che entro il 2050 mirano a preservare e ripristinare la biodiversità, mentre aumentano le richieste di risorse mirate per gestire l’innovazione e la crescita sostenibile.

Sostenibilità tra intenzioni e impatto

Uno studio IBM dal titolo Beyond check the box evidenzia la disconnessione sulla sostenibilità tra intenzione e impatto. Mentre il 76% dei dirigenti ritiene che sia fondamentale per la propria attività, solo il 30% sta facendo progressi significativi nell’attuazione della propria strategia di sostenibilità. E sebbene l’82% degli intervistati concordi con la necessità di dati di alta qualità e trasparenza per raggiungere risultati di sostenibilità, solo il 40% afferma di poter reperire automaticamente dati da qualsiasi sistema centrale, comprese le soluzioni di pianificazione delle risorse aziendali lungo la catena di fornitura.

Quasi la metà (47%) dei dirigenti intervistati, fatica ad approvare investimenti sostenibili e 6 su 10 affermano di dover trovare un compromesso tra risultati finanziari e sostenibilità. Ma le organizzazioni che incorporano la sostenibilità hanno il 75% di probabilità in più di attribuire un maggiore miglioramento dei ricavi anche ai propri sforzi di sostenibilità e il 52% di probabilità in più di sovraperformare sulle concorrenti in termini di redditività. Il 64% dei dirigenti intervistati concorda sul fatto che l’intelligenza artificiale generativa sarà importante per i loro sforzi di sostenibilità. miglioramenti operativi in ​​larga misura, mentre il 14% afferma di farlo con iniziative di innovazione. La spesa per il reporting di sostenibilità supera del 43% la spesa per l’innovazione in materia.

L’importanza di un buon reporting

Il reporting di sostenibilità si basa in buona parte sui dati. Ma invece di limitarsi a elencarli, è cruciale per le aziende usare le parole per illustrare chiaramente le strategie e gli obiettivi sapendo raccontare le iniziative, così da offrire una visione completa e trasparente del loro impegno, permettendo all’aziende di distinguersi. Una strategia di questo tipo permetterebbe anche di dialogare al meglio con le normative in discussione a livello istituzionale. In ultimo, la legge europea sul ripristino della natura che è stata concordata a novembre tra Parlamento e Consiglio e quindi approvata la scorsa settimana al Parlamento europeo. La legge mira a garantire il ripristino degli ecosistemi degradati, per risolvere i problemi del clima e della biodiversità così da migliorare la sicurezza alimentare.

Si prevede il ripristino di 25.000 km di fiumi europei, la piantumazione di 3 miliardi di nuovi alberi, la ri-umidificazione delle torbiere e altre misure di salvaguardia e recupero delle aree compromesse, che ammontano ormai all’80% del territorio europeo. La legge obbligherà anche l’Italia a lavorare per il ripristino dei molti territori a rischio idrogeologico, riducendo gli effetti dei fenomeni estremi. Al fine di contribuire al recupero a lungo termine della natura danneggiata nelle zone terrestri e marine e di raggiungere gli obiettivi in materia di clima e biodiversità, la nuova legge punta anche a rispettare gli impegni internazionali come il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (GBF).

Il valore di preservare e ripristinare la biodiversità

Per raggiungere gli obiettivi, entro il 2030 gli Stati membri dovranno ripristinare il buono stato di salute di almeno il 30% degli habitat contemplati dalla nuova legge. Una percentuale che aumenterà poi al 60% entro il 2040 e al 90% entro il 2050. Secondo la Commissione europea, la nuova legge apporterebbe notevoli benefici economici, in quanto ogni euro investito si tradurrebbe in almeno 8 euro di benefici. La perdita di biodiversità ha conseguenze di vasta portata sulla performance di sostenibilità della catena di fornitura, a causa della dipendenza delle aziende dalla natura.

Condurre operazioni globali presenta numerosi rischi legati alla sostenibilità ma anche opportunità, se pensiamo al lavoro in ottica di ripristino di ecosistemi. Con l’istituzione della Task force on nature-based financial disclosures (Tnfd) nel 2021 le aziende hanno più indicazioni nella definizione di obiettivi e traguardi di sostenibilità, nonché maggiori motivazioni per invertire e prevenire la perdita di biodiversità, che comprende una varietà di specie che formano ecosistemi intricati vitali per i sistemi alimentari, la salute del suolo, le innovazioni mediche e la stabilità climatica. Quindi, la pianificazione strategica della sostenibilità deve tenere conto dei rischi associati alla perdita di biodiversità e misurarne l’impatto economico sulle imprese.

Valutare l’impatto e stabilire una linea per la biodiversità

Sebbene affrontare la perdita di biodiversità possa sembrare scoraggiante per i team procurement già sommersi da varie richieste, ci sono alcuni passi che le aziende possono iniziare a intraprendere ora. In primo luogo, attraverso il coinvolgimento di dirigenti aiutandoli a comprendere il problema e il suo impatto, così da ottenere l’approvazione della leadership e facilitare la misurazione, la gestione e la rendicontazione dei progressi.

Inoltre, risulta importante anche valutare la qualità dei dati per garantire un tracciamento e una rendicontazione accurata delle informazioni relative alla biodiversità, scambiando informazioni accurate. Molte aziende stanno prevendo anche di assegnare risorse dedicate per misurare e ridurre la perdita di biodiversità, un po’ come viene fatto per l’innovazione. L’assegnazione dei budget e l’identificazione del personale chiave per gli sforzi di sostenibilità, come si è visto, produrrà vantaggi aggiuntivi nel medio-lungo periodo. Integrare la biodiversità nei processi decisionali per gli obiettivi di sostenibilità garantirà che le considerazioni sulla natura diventino parte integrante della pianificazione strategica, promuovendo l’innovazione e nuove opportunità di crescita sostenibile attraverso un cambio di mindset.