L’interruzione delle catene di approvvigionamento, dovuta alla pandemia globale, alla guerra e agli effetti dell’inflazione, negli ultimi anni ha colpito le aziende di tutte le dimensioni e settori. Di conseguenza, i leader aziendali a livello globale sono stati e sono tuttora alla ricerca di modi per aumentare la sicurezza, risparmiare e raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.

Progettare e implementare una catena di fornitura circolare per ridurre gli sprechi della catena di approvvigionamento, soprattutto nel processo di produzione, è diventato un imperativo. Le imprese devono sempre più applicare le migliori strategie per avere una minore impronta di carbonio e una migliore aderenza ai principi ambientali, sociali e di governance (ESG). Le aziende con modelli di produzione e approvvigionamento snelli e privi di sprechi otterranno un impatto positivo sull’immagine del marchio e sull’esperienza dei clienti, oltre che sui profitti.

In quest’ottica importante è individuare le ragioni principali degli sprechi nella supply chain e il loro ammontare. L’inefficienza del magazzino, degli acquisti, della produzione e della pianificazione delle scorte, gli strumenti di produzione tradizionali e la scarsa strategia di marketing sono tutti fattori che possono determinare sia ritardi che, appunto, gli sprechi.

L’ammontare degli sprechi e i problemi

Secondo il report di Avery Dennison The Missing Billions: The real cost of supply chain waste, che raccoglie dati dal oltre 300 aziende e 7500 consumatori e valuta lo stato delle catene di approvvigionamento globali e il problema dei rifiuti, entrate del valore di miliardi vengono perse ogni anno a causa degli sprechi che riguardano l’inventario. Ma questa è solo la punta di un iceberg che si sta sciogliendo rapidamente. Gli eventi globali intervenuti in questi anni, guidando l’interruzione della catena di approvvigionamento, hanno portato spesso alcune aziende a sovra produrre e prevedere in modo improprio la domanda dei consumatori. In media l’8% delle scorte viene scartato ogni anno, il che ammonta fino a 163 miliardi di dollari scorte sprecate ogni anno, più del PIL di Croazia, Costa Rica e Islanda messi insieme. Una media del 3,4% delle scorte viene sprecata all’anno a causa della sovrapproduzione, secondo il rapporto.

Oltre l’80% delle organizzazioni intervistate nel report sta investendo in soluzioni tecnologiche per affrontare la sostenibilità, ma solo il 4,4% dei budget tecnologici in media è dedicato alla sostenibilità della supply chain.

Le strategie da implementare

Il report di AD individua diverse strategie per ridurre gli sprechi legati alla supply chain. Tra queste la riduzione dei rifiuti da imballaggio, elemento che può avere grande risonanza nei consumatori. Anche la trasparenza della catena di fornitura sarà richiesta dai consumatori e dai legislatori nel lungo termine, ma ridurre i rifiuti di imballaggio è una soluzione rapida ed efficace alle preoccupazioni sui danni ambientali. Più informazioni sul ciclo di vita dei prodotti sono funzionali agli acquisti più sostenibili, in quanto aumenta il desiderio di trasparenza delle aziende per capire come vengono realizzati. Fornire un facile accesso alle informazioni sulla sostenibilità aiuterà consumatori a sfatare i miti sui rifiuti della catena di approvvigionamento e a prendere decisioni di acquisto più informate. In questo senso entra in gioco la trasparenza di cui sopra, che aiuta a rafforzare la fiducia negli obiettivi ESG dei marchi. In un momento in cui le persone hanno bisogno di fidarsi delle aziende e di sapere che queste evitano il greenwashing, la trasparenza aiuta le imprese a dimostrare i loro impegni in materia di ESG della supply chain. Tutto ciò è sempre più guidato anche dalla tecnologia.

L’importanza di un approccio olistico

I leader aziendali che desiderano una gestione sostenibile della supply chain devono progettare catene di distribuzione circolari che considerino tutti gli aspetti della catena del valore. Tali modelli di supply chain ridurranno l’impronta di carbonio e rivoluzioneranno i profitti grazie alla riduzione dei costi. Sarà molto importante, inoltre, considerare tutta la catena di fornitura coinvolgendo i fornitori, gestire in modo efficace le risorse per ogni processo, esplorare e implementare strumenti nuovi e strategie corrette per la gestione dei rifiuti in ottica di ottimizzazione.

In questo processo, fondamentale sarà anche dotarsi di strumenti di reporting a monte e a valle, per consentire ai responsabili di determinare i rischi potenziali e di esplorare le opportunità per abbracciare la sostenibilità senza compromettere le esigenze dei clienti. I leader della catena di approvvigionamento devono progettare e implementare indicatori chiave di prestazione per monitorare ogni aspetto e identificare il tipo e il volume dei rifiuti creati. Le imprese che mirano a ridurre le emissioni di carbonio dovranno disporre di dati in tempo reale per apportare le modifiche necessarie a evitare gli sprechi, per mostrarsi ed essere più sostenibili in un momento in cui viene sempre più richiesto.