Posted On 14 settembre 2017 By In Dalla Redazione, Interviste With 635 Views

Lavazza, procurement al profumo di caffè

Riportiamo di seguito l’intervista ad Federico Morra, CPO di Lavazza, a cura di Micol Barba, responsabile della redazione, pubblicata sul magazine “The Procurement – Facility Management” (Anno 3 Numero 3) nella sezione Parola al CPO.

Un fare tranquillo ma risoluto, forte di un bagaglio personale e professionale che negli anni ha saputo arricchire e plasmare. Il mio incontro con Federico Morra è avvenuto lo scorso 22 maggio, in occasione di un meet up, organizzato da The Procurement, intitolato, “Acquisiti e Marketing: sinergia o conflitto?”, nel corso del quale, il CPO di Lavazza ha raccontato il percorso con il quale sta mettendo in relazione Acquisti e Marketing, puntando al dialogo costante tra i due settori.

In Lavazza dalla fine del 2012, Federico Morra si occupa da anni di acquisti anche se in questo mondo è approdato quasi in modo fortuito, dopo un percorso professionale multiforme.

Ingegnere meccanico di formazione, per una decina di anni ha lavorato in ambiti tecnici, occupandosi di servizi tecnici prima, di produzione poi, quindi qualità e infine sviluppo prodotto. Poi un giorno, in occasione del pensionamento del direttore acquisti dell’azienda in cui era in forza, gli è stato domandato : “faresti tu il direttore acquisti?”. “Io ho detto che dovevo riflettere. Ci ho pensato e il giorno dopo stesso sono tornato dall’amministratore della società nella quale lavoravo all’epoca, dicendo: per me è una sfida importante, se lo è per tutti e due, proviamoci”, ricorda Morra. “Da allora ho poi sempre fatto acquisiti in contesti molto diversi, è un’attività sfidante e molto articolata. Inoltre, mi ha aiutato molto aver ricoperto in passato diverse funzioni, come quella di project manager nell’ambito dello sviluppo prodotto, attività che si avvicina molto al ruolo che ricopro ora perché implica conoscere bene i flussi, gestire tempi, costi e risorse dentro e fuori l’azienda per portare a compimento un progetto che, adesso, nel mio caso, è l’acquisto di un bene o di un servizio. E’ un mondo complesso in continua evoluzione in cui si affrontano problemi di diversa natura (prodotti, materie prime, tecnologie, servizi, finanza, qualità, …) e non c’è mai tempo per annoiarsi”.

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Qual è la peculiarità nell’essere direttore acquisti di Lavazza?

“E’ un’azienda estremamente interessante e stimolante perché opera su tutti i mercati mondiali e, come tale, ha necessità di approcciare i diversi clienti in modalità diverse, quante sono quelle di consumo del caffè nel mondo.

Di conseguenza la cosa interessante è che gli acquisti in Lavazza non solo hanno un campo d’azione internazionale, ma hanno un grosso impatto sia sulle attività produttive che sui servizi, dal marketing a quelli di altra natura, servizi generali, manutentivi, consulenziali, che implicano un continuo mettersi in discussione nei metodi e negli obiettivi”.

Per quanto riguarda il Facility Management qual è la sua esperienza?

“Il Facility è un altro settore, che mi piace definire stimolante, in quanto, qui in Lavazza, non è assolutamente ripetitivo ma, al contrario, è in enorme evoluzione.

Noi abbiamo da sempre un Facility Manager che risponde alle Risorse Umane e gestisce tutta la parte tecnica del settore Facility. Inizialmente, cinque anni fa, facevamo dei contratti tradizionali nell’ambito del Facility Management, che prevedevano un contract owner che talvolta gestiva delle seconde parti mantenendo la responsabilità globale sulle diverse attività.

La crescita di Lavazza ha fatto sì che dovessimo sempre più garantire in questo settore lo stesso tipo di prestazioni delle forniture e di relazione con i fornitori già consueta in altri ambiti di acquisto. Abbiamo iniziato a fare dei contratti più globali, lavorando con controparti capaci di operare su più sedi anche molto distanti tra di loro e di
gestire attività differenziate in un’ottica di servizio e di risultato.

L’impegno più recente riguarda la nuova sede di Lavazza, Nuvola, un building assolutamente innovativo, costruito secondo gli standard della certificazione energetica ed ambientale Leed, progettato per poter ripensare le modalità di lavoro di tutti noi. Nuvola ci ha avvicinato a concetti di “smart working” e sarà un luogo aperto verso l’esterno, nel quale è prevista un forte commistione tra il mondo Lavazza e il pubblico. Ci saranno un giardino pubblico, il museo Lavazza, un ristorante collettivo per i dipendenti ma aperto anche a esterni, un ristorante gourmet ed uno spazio eventi per congressi, mostre, concerti ed esposizioni temporanee usufruibile anche al di fuori di Lavazza.

E’ chiaro che questo ci ha imposto di pensare ai servizi di Facility Management in maniera totalmente diversa ed innovativa”.

Come è stata gestita la realizzazione di Nuvola?

Questo investimento proietterà Lavazza dai suoi primi 120 anni ai prossimi 120 anni.

In questo building tutta l’impiantistica è automatizzata, volta al miglior comfort da una parte e ai minori consumi dall’altra. Per la sua gestione e manutenzione abbiamo fatto una gara di acquisto chiamando player internazionali esperti di Facility, che abbiamo valutato e qualificato con l’aiuto iniziale anche di consulenti specializzati in questo settore.

Inoltre, abbiamo formulato dei contratti del tutto innovativi che prevedono anche che il fornitore presenti, man mano che opera nel building, delle proposte di miglioramento non solo economico ma anche di servizio ed in ambito welfare.

Si tratta di contratti molto complessi che comportano relazioni molto strette con i partner selezionati i cui risultati saranno pienamente valutabili soltanto tra uno o due anni.

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