Le nuove infografiche e FAQ aggiornate pubblicate dalla European Commission rappresentano un passaggio importante nell’implementazione operativa del regolamento EUDR – EU Deforestation Regulation.

Non introducono nuovi obblighi normativi, ma hanno un ruolo decisivo nel rendere più chiara l’applicazione del regolamento lungo le supply chain globali, soprattutto in termini di ruoli, flussi informativi e responsabilità documentali. Per le funzioni di procurement, supply chain e sostenibilità, si tratta di un aggiornamento rilevante perché consolida un passaggio da un’impostazione teorica a una struttura operativa più standardizzata.

Il quadro dell’EUDR: obiettivo e perimetro

Il regolamento EUDR nasce nell’ambito della strategia europea contro la deforestazione globale legata ai consumi dell’Unione Europea. L’obiettivo è garantire che prodotti immessi o esportati dal mercato UE non siano associati alla deforestazione o al degrado forestale.

Le principali commodity coinvolte includono cacao, caffè, soia, olio di palma, legno, gomma e relativi derivati. Per essere conformi, i prodotti devono rispettare tre condizioni fondamentali:

  • essere “deforestation-free”
  • essere prodotti nel rispetto della normativa del Paese di origine
  • essere tracciabili fino alla parcella di produzione

Il principio centrale è quindi la tracciabilità end-to-end della supply chain, supportata da un sistema di due diligence strutturato.

Le nuove infografiche EUDR: maggiore chiarezza sui modelli di filier

Le infografiche pubblicate dalla EU Environment introducono una rappresentazione più concreta della complessità delle supply chain, attraverso 9 modelli standard di filiera.

I diagrammi coprono le principali configurazioni reali delle catene di approvvigionamento europee e globali:

  • filiere lineari (produttore → importatore → distributore)
  • catene con trasformazione industriale intermedia
  • flussi con più operatori nell’Unione Europea
  • supply chain con trading multilivello
  • scenari di riesportazione e reimportazione di merci

Il valore principale è la possibilità per ogni azienda di identificare con precisione il proprio ruolo EUDR all’interno della filiera e comprendere gli obblighi associati.

Responsabilità nella supply chain: chiarimenti operativi chiave

Uno degli elementi più rilevanti degli aggiornamenti riguarda la ripartizione delle responsabilità lungo la catena di approvvigionamento.

In sintesi operativa:

  • Operatore che immette per primo il prodotto sul mercato UE
    è responsabile della presentazione della dichiarazione di due diligence e della raccolta delle informazioni necessarie alla conformità
  • Operatori downstream (trader e distributori)
    non devono presentare nuove dichiarazioni, ma devono conservare le informazioni ricevute e garantirne la disponibilità lungo la catena

Questo chiarimento è importante perché riduce la duplicazione degli adempimenti e definisce un modello di responsabilità più lineare, pur mantenendo la tracciabilità come obbligo distribuito.

Tracciabilità EUDR: il ruolo dei dati di origine

Uno degli elementi più innovativi del regolamento è l’obbligo di tracciabilità fino alla geolocalizzazione delle aree di produzione.

In pratica, questo significa che ogni lotto di prodotto deve poter essere collegato alla specifica parcella agricola o forestale di origine, attraverso dati verificabili e coerenti lungo tutta la supply chain. Le infografiche della Commissione aiutano proprio a visualizzare questo flusso informativo, che diventa il cuore del sistema di conformità.

Impatti su procurement e supply chain

Sebbene i documenti ufficiali non definiscano modelli organizzativi aziendali, l’applicazione dell’EUDR ha implicazioni dirette sui processi di procurement e supply chain management.

In particolare, emergono tre evoluzioni operative principali.

1. La prima riguarda la crescente centralità della gestione dei dati di origine. Le aziende devono essere in grado di raccogliere, verificare e mantenere informazioni dettagliate sui fornitori, soprattutto nelle commodity regolamentate.

2. La seconda riguarda il rafforzamento dei processi di qualifica e gestione fornitori, che diventano sempre più legati alla disponibilità di informazioni di conformità e tracciabilità.

3. La terza riguarda l’integrazione dei sistemi digitali, con piattaforme di supplier management e tracciabilità che diventano elementi essenziali per gestire la compliance in modo strutturato.

In questo contesto, il procurement evolve verso una funzione sempre più orientata alla governance dei dati di filiera, oltre alla tradizionale gestione degli acquisti.

Pmi e approccio proporzionato

Le linee guida della EU Environment confermano un approccio proporzionato per micro e piccole imprese, con strumenti semplificati e obblighi calibrati sulla dimensione aziendale.

Questo approccio consente alle PMI di integrarsi gradualmente nel sistema EUDR, riducendo l’impatto amministrativo pur mantenendo i requisiti fondamentali di tracciabilità.

Scadenze e stato di applicazione

Secondo i materiali ufficiali della European Commission, il regolamento è già operativo per le grandi imprese, mentre per le Pmi è previsto un percorso di adeguamento progressivo con piena applicazione a partire dal 30 giugno 2026, secondo le ultime indicazioni disponibili.