I leader del G7 hanno compiuto un nuovo passo verso la costruzione di filiere industriali più resilienti, impegnandosi a ridurre significativamente la dipendenza dai fornitori esterni al gruppo per terre rare e magneti permanenti. L’obiettivo, concordato durante il vertice di Évian in Francia, prevede che entro il 2030 meno del 60% degli approvvigionamenti provenga da Paesi non appartenenti al G7, con un traguardo di lungo periodo fissato al 50%.
La decisione riflette una crescente preoccupazione per la concentrazione globale delle risorse strategiche e per i rischi geopolitici che potrebbero compromettere la disponibilità di materiali fondamentali per la transizione energetica, l’elettronica avanzata e l’industria della difesa. Entro la fine del 2026, il G7 punta inoltre a definire obiettivi analoghi per altre materie prime considerate critiche.
La sfida della dipendenza dalle terre rare
Il tema è particolarmente delicato perché la filiera globale delle terre rare è fortemente concentrata. Secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), la Cina controlla oltre il 90% della capacità mondiale di raffinazione di questi materiali, un predominio che conferisce a Pechino un ruolo centrale nelle catene di approvvigionamento internazionali.
Per le economie occidentali, la riduzione di questa dipendenza rappresenta una priorità strategica. Le recenti tensioni geopolitiche e le interruzioni che hanno colpito le supply chain negli ultimi anni hanno evidenziato quanto sia rischioso affidarsi a un numero limitato di fornitori per componenti e materie prime essenziali.
Più intervento pubblico nelle filiere
La dichiarazione di Évian segna anche un cambiamento nell’approccio dei governi del G7, che sembrano orientarsi verso una maggiore presenza nelle dinamiche di mercato. Tra le misure allo studio figurano requisiti di diversificazione degli approvvigionamenti, strumenti di stabilizzazione dei ricavi per i produttori, acquisti coordinati tra Paesi membri e interventi commerciali come quote e soglie minime di prezzo.
L’obiettivo è creare condizioni favorevoli allo sviluppo di nuove fonti di approvvigionamento e ridurre la vulnerabilità delle industrie occidentali a eventuali shock esterni.
Tracciabilità digitale e lotta ai flussi illegali
Un altro pilastro della strategia riguarda il rafforzamento della tracciabilità digitale delle materie prime critiche. I leader del G7 intendono migliorare il monitoraggio dei materiali lungo l’intera catena del valore, contrastando in particolare il trasferimento illecito di rifiuti contenenti minerali preziosi.
La prima fase del progetto coinvolgerà litio e nichel, due elementi fondamentali per la produzione di batterie. Successivamente, il sistema verrà esteso a cinque nuove materie prime ogni anno, con un’attenzione particolare alle terre rare.
Secondo il G7, strumenti come la tracciabilità digitale e i programmi di responsabilità estesa del produttore possono favorire la creazione di un’economia più circolare, incentivando il recupero e il riutilizzo dei materiali strategici.
Scorte strategiche per prevenire crisi di approvvigionamento
Per aumentare la sicurezza delle forniture, i Paesi del G7 hanno inoltre annunciato l’intenzione di sviluppare scorte industriali e pubbliche di materie prime critiche. Questi stock saranno collegati attraverso un sistema di condivisione dati e di allerta supportato dall’IEA, con lo scopo di anticipare eventuali carenze e coordinare le risposte in caso di shock sul mercato.
L’iniziativa coinvolgerà anche economie emergenti e Paesi partner, contribuendo a creare una rete internazionale più diversificata e meno esposta a concentrazioni eccessive dell’offerta.
Riciclo e sostenibilità al centro della strategia
La dichiarazione approvata a Évian dedica ampio spazio anche agli aspetti ambientali. Il G7 prevede infatti di introdurre entro la fine dell’anno specifici obiettivi di riciclo per alcune materie prime critiche, con l’intento di ridurre la pressione sulle attività estrattive e aumentare il recupero di risorse già presenti nei prodotti a fine vita.
Il riciclo viene considerato uno strumento fondamentale per rafforzare l’autonomia strategica delle economie avanzate e rendere più sostenibile l’intera filiera.
Nasce la Critical Minerals Resilience Alliance
Tra le novità più rilevanti del vertice figura la creazione della “Critical Minerals Resilience and Production Alliance”, una piattaforma permanente di cooperazione tra i Paesi del G7. Pur non avendo carattere vincolante, l’organismo punta a coordinare le strategie nazionali esistenti e a favorire una maggiore collaborazione tra governi e industrie.
L’alleanza sarà aperta anche ad altri partner che condividano gli stessi obiettivi e potrebbe evolversi in una sorta di “club degli acquirenti”, capace di rafforzare il potere negoziale dei Paesi partecipanti e sostenere la diversificazione delle catene di fornitura globali.
Un cambio di paradigma per le supply chain globali
Le decisioni adottate a Évian confermano come le materie prime critiche siano ormai diventate un tema centrale delle politiche industriali e commerciali delle principali economie avanzate. Per le imprese, il messaggio è chiaro: la gestione del rischio geopolitico e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento saranno fattori sempre più determinanti per garantire continuità produttiva e competitività nei prossimi anni.
In un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni e da una domanda in forte aumento di materiali strategici, la sicurezza delle supply chain è destinata a diventare uno dei principali terreni di confronto economico globale.

