Posted On 27 Novembre 2019 By In Innovazione With 46 Views

Come cambia il facility management

come cambia il facility management

La trasformazione digitale, di cui stiamo sentendo parlare da un po’ di tempo, sta investendo tutti i settori, anche il facility management. Il momento della rivoluzione delle sue metodologie, processi e obiettivi è giunto. Si tratta di una funzione aziendale destinata a raggiungere nel 2023 59,33 miliardi e un tasso medio di crescita annua dell’11,4%, come evidenziato da una ricerca di ResearchAndMarkets.
Stiamo assistendo ad un cambiamento a livello aziendale che non vuol dire semplicemente adottare uno strumento nuovo ma modificare tutta l’organizzazione e assegnare un nuovo ruolo alla figura del facility manager. 

Il valore aggiunto del facility management

Il facility manager è da sempre considerata una figura necessaria ma accessoria, il cui valore aggiunto non è stato spesso riconosciuto. Oggi però si trova al centro di un dibattito sul ripensamento dei luoghi di vita e di lavoro, dagli uffici alle singole scrivanie. Ecco allora che la funzione entra nel vivo di una nuova cultura della collaborazione, della sostenibilità ambientale, della condivisione di informazioni e dell’innovazione e diventa strategica per il business, assumendo un ruolo da specialista con skill orientate all’organizzazione, motivazione per la creazione di una nuova cultura aziendale. Ciò si traduce nella ridefinizione degli spazi e delle modalità di lavoro, nell’ambito dello smart working per esempio. Oltre a questo, gli vengono riconosciute competenze analitiche e statistiche per tradurre i dati in azioni concrete a beneficio dell’organizzazione, dei processi e del business. 

Ripensare alla funzione a partire dai dati

Le aziende devono comprendere il mandato, la missione e il ruolo del facility management e lavorare sugli elementi di novità che caratterizzano la funzione. Questo è possibile se si mappano con precisione le risorse disponibili e necessarie e le competenze da colmare. Senza dimenticare la tecnologia, un supporto fondamentale per sfruttare al meglio i dati e ricavarne informazioni utili al business. La figura del facility manager deve identificare i  bisogni e deve sapere con quali strumenti soddisfarli. Alla base di tutto vi è la centralità dei dati, fulcro della trasformazione del ruolo. Ad oggi i dati di cui dispone il facility manager non sono storicizzati, il che equivale a non averli. I dati devono essere storicizzati, analizzati, correlati e modellizzati. Questi iter rappresenta il nuovo facility management: la creazione di modelli partendo da dati storici per determinare i comportamenti da analizzare.

Le leve tecnologiche su cui il FM deve puntare sono:

  • Big Data Analytics /IoT per ottenere modelli previsionali basati su dati massivi, strutturati e non, georeferenziati per:
    -la progettazione/ri-progettazione e gestione dalla scala della città (dalla smart city alla resilient city)
    -la gestione degli edifici (dallo space planning al Facility Management o servizi “innovativi” agli utenti/conduttori)
  • Realtà virtuale utilizzata non solo in termini esperienziali e/o di efficienza dei processi, ma anche in ambito gestionale
  • Blockchain/smart contracts per migliorare l’efficienza di processo, relativamente alla documentazione e alla contrattualistica che ha come sottostante, in generale, una qualsiasi operazione progettuale/ immobiliare e/o di gestione.
  • Nuove partnership tra startup per configurare servizi professionali al Real Estate che ancora non esistono

Il facility management è sempre più al centro della trasformazione digitale nelle imprese grazie anche al fatto che aumenta il suo impegno e responsabilità in attività e progetti legati al business. Un ruolo non in evidenze ma di sostegno che dovrà saper comunicare il proprio ruolo e valore. E in questa ottica il digitale può essere un valido alleato. La continuità del business dipende anche dall’azione del facility manager , dalla sua capacità di gestire i cambiamenti e mantenere l’equilibrio tra efficienza ed efficacia.

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