Posted On 11 Maggio 2020 By In Innovazione With 309 Views

Parola della settimana: Il distanziamento sociale a lavoro

la parola della settimana tecnologie da nuova normalità

Nella fase 1, rimanendo a casa, ci si doveva preoccupare della distanza da un altro individuo quasi esclusivamente quando si andava a fare la spesa e le commissioni necessarie. Ora con la fase 2 in cui molte aziende hanno riaperto la propria attività, ci si deve preoccupare di come garantire il distanziamento sociale a lavoro. Per ovviare a questa necessità diverse aziende tecnologiche hanno sviluppato soluzioni per garantire la distanza tra i lavoratori. Scopriamone alcune. 

4 soluzioni per garantire il distanziamento sociale a lavoro

Modis

La start up bolognese Stoorm5, attiva nell’ Industrial Internet of Things, ha realizzato un sistema di rilevamento dal nome MODIS che permette di rispettare la distanza di un metro tra le persone. Il tutto funziona tramite 3 strumenti: il Modis Beacon, un braccialetto da indossare durante il lavoro che invia un segnale periodico di presenza, Modis App che deve essere installata sullo smartphone della persona per monitorare lo spazio che lo divide con gli altri beacon che ha intorno e che non appena la distanza si riduce notifica con un suono la mancata distanza. Infine con Modis Cloud è possibile registrare anonimamente le informazioni sui possibili assembramenti in azienda, tempo e vicinanza, in modo da avere un quadro chiaro della situazione. 

Eagle Safety 

Garantire la distanza in ambienti come fabbriche e magazzini molto grandi non è un gioco. Solo un sistema di Real Time Locating System (RTLS), localizzazione delle persone in tempo reale, potrebbe aiutare le aziende ad evitare assembramenti e garantire sicurezza sul lavoro. Ciò è possibile grazie alla copertura dell’area interessata al tracciamento con la tecnologia Ultra Wide Band che permette di controllare ogni spostamento all’interno del magazzino o fabbrica e segnalare se non si stanno rispettando le distanze di sicurezza. 

A progettare la soluzione Eagle Safety ci ha pensato Alfacod che tramite l’installazione di “ancore”, ricevitori di segnali, captano il segnale in radiofrequenza dei tag UWB. Una volta ricevuto il segnale, le ancore triangolano tra loro per capire posizione e direzione vettoriale del movimento del tag. Ogni lavoratore viene infatti identificato tramite un tag (piccoli dispositivi) e in questo modo è possibile monitorare la distanza tra un tag e l’altro e, eventualmente, inviare segnali di alert per mancato distanziamento sociale.

Incofin 

L’azienda Incofin invece ha ideato il Tag pedone IPAS che, come nei due casi precedenti, permette di monitorare il distanziamento sociale a lavoro e di emettere avvisi sonori in caso di inosservanza delle regole. IPAS, a differenza degli altri, rileva le persone entro una certa area ed emette un allarme in caso di superamento del limite massimo di persone già impostato grazie allo strumento External Output Device EOD che nega l’accesso quando 2 o più persone si trovano in un determinato spazio e traccia i tag permettendo l’accesso a determinate aree solo a quelli autorizzati. 

Il distanziamento sociale sui mezzi pubblici invece?

Ermetris, un’azienda di Gorizia, si è focalizzata su come le persone possono raggiungere il luogo di lavoro in totale sicurezza, sviluppando una tecnologia per la distanza sui mezzi pubblici come bus, tram e metro. Si tratterebbe di un contapassegeri che registra gli accessi in entrata e in uscita attraverso dei sensori che inviano i dati raccolti tramite gps e wi-fi al computer del mezzo o a una centrale operativa. In questo modo alle fermate dei mezzi, i cittadini conosceranno in tempo reale  la disponibilità di posti sul mezzo che attendono. 

A completare la soluzione Covids, oltre al contapasseggeri, Ermetris ha realizzato anche Magneto, una piattaforma Gateway con interfacce wireless che fornisce in tempo reale i dati sugli accessi per permettere all’autista di chiudere le porte una volta raggiunta la capienza massima

 

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