In quanto paradigma di business emergente ci si aspetta che le organizzazioni attribuiscano allo sviluppo sostenibile sempre più importanza. Per promuovere le attività in una gestione d’impresa sostenibile, alle aziende è sempre più richiesto di adempiere ai loro impegni sociali e ambientali, oltre ai loro impegni finanziari. Secondo un recente studio sul settore manifatturiero italiano la cultura dell’organizzazione e la visione della leadership sono ciò che aumenta la fiducia dei clienti e dei partner e guida la responsabilità sociale d’impresa.

L’impatto e la responsabilità sociale

L’impatto sociale si riferisce all’influenza positiva che le pratiche e le politiche socialmente responsabili di un’azienda hanno sui dipendenti, sulla società e sull’ambiente. L’aspetto sociale copre tutti i modi in cui le aziende interagiscono con i propri dipendenti e le comunità in cui operano, dalla priorità del benessere dei dipendenti alla promozione di pratiche legate alla diversità e all’inclusione, dal sostegno alle cause sociali allo sviluppo di iniziative comunitarie, inclusa la Responsabilità sociale d’impresa (Csr).

Il 5 gennaio 2023 è entrata in vigore la Corporate sustainability reporting directive (Csrd), che rafforza le regole relative alla rendicontazione e alla comunicazione della responsabilità sociale, ampliando rispetto a norme precedenti la platea delle aziende tenute a rendicontare il proprio impegno negli ambiti sociale e ambientale. E proprio come l’impatto ambientale, l’impatto sociale deve essere positivo, misurabile e rendicontato. Ma spesso questo non è così semplice, soprattutto se si è interessati ad avere un quadro ampio e dati aggregati su come agiscono le aziende in generale.

Gli ultimi dati in Italia

L’investimento medio in CSR delle aziende italiane registrato dal 10° Rapporto dell’Osservatorio Socialis nel 2021 è salito a 282mila euro rispetto ai 241mila euro del 2019, con un incremento del 17%. “Un trend ormai ventennale, che vede una crescita del 22% solo negli ultimi due anni e che oggi coinvolge più del 96% delle aziende (era il 92% nel 2019)”, scrive l’Osservatorio.

L’Osservatorio Socialis ha inoltre annunciato recentemente che durante l’anno corrente verrà diffuso l’11° Rapporto, a distanza di due anni dal precedente. In attesa di capire quali sono i numeri e se il trend di investimenti in responsabilità sociale possa dirsi in crescita, è utile sottolineare come questo sia sempre più un argomento centrale per le organizzazioni, passate a modelli di business che incorporano criteri Esg e altre pratiche sociali attraverso diverse metriche e piani per misurare il loro operato.

Quantificare e qualificare

Con la difficoltà di reperire dati su quello che è l’operato delle organizzazioni, c’è anche quello delle imprese di compiere le misurazioni. La Global reporting initiative (Gri), un organismo internazionale che aiuta le imprese e altre organizzazioni ad assumersi la responsabilità dei loro impatti, fornisce uno standard e prova a offrire loro un linguaggio comune globale per comunicare tali impatti.

Il 78% delle 250 maggiori aziende al mondo utilizzano le linee guida o standard Gri, che coprono argomenti che vanno dalla biodiversità alla tassazione, dai rifiuti alle emissioni, dalla diversità e uguaglianza alla salute e alla sicurezza. “Se da un lato si tratta di rendicontare, dall’altro si tratta di far sì che le organizzazioni riferiscano su questioni che faciliteranno effettivamente la trasformazione verso lo sviluppo sostenibile”, ha affermato Carol Adams, Chair del Global sustainability standards board della Gri. “Ad esempio, l’impatto sulla forza lavoro influisce anche sui profitti. Se tratti bene la tua forza lavoro, ottieni di più da loro. Se non li stai pagando come dovresti, questo porta a una reputazione negativa o a delle conseguenze”.

Una questione culturale

La parte più difficile, come sottolinea Adams, è definire cosa sia realmente un impatto positivo. Fare qualcosa di buono per l’ambiente potrebbe creare problemi sociali come la disoccupazione in alcuni paesi che si basano su industrie dannose per l’ambiente e coloro che hanno un orizzonte d’investimento a breve termine mettono in dubbio l’efficacia di fare del bene attraverso gli affari, poiché ritengono che ciò influisca sui loro rendimenti.

Solo coloro che hanno una visione a lungo termine vedono benefici nel fare il bene, attraverso una cultura votata a conciliare i profitti con la consapevolezza del proprio impatto sulle altre persone e sul pianeta. Come sottolinea un recente studio di Muhammad Junaid Ahsan svolto tramite un questionario a cui hanno partecipato 400 dipendenti nelle imprese italiane manifatturiere e pubblicato sul Social Responsibility Journal a febbraio 2024, le organizzazioni che promuovono una leadership trasformativa hanno maggiori probabilità di migliorare la loro performance Csr, portando a pratiche sostenibili e a migliori prestazioni sociali e ambientali, in una correlazione significativa tra cultura organizzativa e performance.

La responsabilità sociale e la perfomance finanziaria

La fiducia nella responsabilità sociale di un’organizzazione è necessaria per il successo e ciò avviene con leader capaci di ispirare e incoraggiare la propria forza lavoro. Secondo Ahsan i leader devono assicurarsi che gli stakeholder siano personalmente istruiti, incoraggiati e supportati a comprendere l’impatto dell’azienda sull’ambiente e sulla società, per essere in grado di influenzare e incoraggiare l’ecosistema, formulare giudizi saggi e trainare una cultura che abbia un impatto reale.

Dando priorità alle attività di Csr e integrandole nelle strategie di core business, le organizzazioni possono migliorare la loro reputazione, attrarre clienti e migliorare la loro performance finanziaria a lungo termine. Numerosi studi hanno dimostrato l’impatto positivo della Csr sulla performance finanziaria, sottolineando il potenziale delle organizzazioni di creare valore condiviso affrontando le preoccupazioni sociali e ambientali e generando ritorni economici.