Il sistema alimentare globale sta entrando in una fase di instabilità strutturale. Cambiamento climatico, tensioni geopolitiche, volatilità energetica e frammentazione del commercio stanno modificando in profondità le condizioni che per decenni hanno garantito continuità e abbondanza nelle catene agroalimentari.

Secondo le analisi del World Economic Forum (WEF) nell’ambito della First Movers Coalition for Food, il settore alimentare — che rappresenta circa il 10% del PIL globale e una quota significativa dell’occupazione mondiale — è sempre più esposto a shock simultanei che colpiscono produzione, logistica e prezzi delle commodity.

In questo contesto, la sicurezza degli approvvigionamenti non dipende più solo dall’agricoltura, ma dalla capacità delle imprese di ripensare il proprio modello di acquisto.

Un sistema progettato per la stabilità, oggi sotto pressione

Il modello alimentare globale si è sviluppato su tre assunti impliciti: stabilità climatica, continuità degli scambi e disponibilità costante di materie prime a basso costo.

Questi presupposti si stanno indebolendo contemporaneamente:

  • eventi climatici estremi riducono la produttività in aree agricole consolidate
  • la geografia delle coltivazioni sta cambiando in modo non lineare
  • le tensioni geopolitiche influenzano export e accesso alle commodity
  • la concentrazione produttiva su poche regioni e colture aumenta l’esposizione ai rischi

Il risultato è un sistema più volatile, in cui le interruzioni non sono più episodiche ma ricorrenti e interconnesse.

Dal procurement tradizionale a una leva strategica

Il WEF evidenzia come il modello classico di procurement — basato su costo, qualità e disponibilità — non sia più sufficiente a garantire continuità nelle forniture alimentari.

Sta emergendo un approccio più evoluto, in cui le decisioni di acquisto diventano uno strumento di gestione del rischio e di trasformazione delle filiere. A questi tre criteri tradizionali si affianca infatti una dimensione sempre più centrale: la capacità del sistema di mantenere continuità operativa nel tempo, anche in condizioni di shock.

Le scelte di sourcing influenzano direttamente:

  • l’organizzazione delle filiere agricole
  • gli investimenti dei produttori
  • la diffusione di pratiche a minore impatto ambientale
  • la distribuzione geografica della produzione

In questa prospettiva, il procurement non si limita a ottimizzare l’esistente, ma contribuisce a modellare il sistema alimentare futuro.

Quattro leve per rafforzare la tenuta delle filiere

Dalle evidenze raccolte dal World Economic Forum emergono quattro direttrici già adottate da grandi operatori globali.

1. Dalla sperimentazione alla scala

Molte iniziative di agricoltura rigenerativa o riduzione delle emissioni nascono come progetti pilota. Il limite principale è la scalabilità: senza integrazione nei processi di acquisto, l’impatto resta marginale.

La trasformazione avviene quando queste pratiche diventano parte dei contratti di fornitura, attraverso:

  • accordi di lungo periodo
  • incentivi economici legati a pratiche verificate
  • metriche standardizzate di sostenibilità
  • riduzione della dipendenza da premi temporanei

In diversi casi, la scalabilità ha dimostrato che è possibile migliorare efficienza agricola e impatto ambientale senza aumenti strutturali dei costi.

2. Due modelli di sourcing in evoluzione

Il WEF identifica due approcci complementari:

Spec-anchored sourcing
La sostenibilità viene integrata direttamente nelle specifiche di acquisto e nei contratti. Questo rafforza tracciabilità e controllo lungo la filiera, rendendo i criteri ambientali e sociali requisiti di accesso al mercato.

Decoupled sourcing
Gli investimenti vengono indirizzati direttamente nei territori produttivi, separando l’azione di miglioramento ambientale dall’acquisto della commodity. È particolarmente utile in filiere frammentate o difficili da tracciare.

3. Strategie diverse in base alla struttura della filiera

Un elemento chiave è il grado di dipendenza da specifici fornitori o aree geografiche.

  • Filiere ad alta dipendenza: prodotti deperibili e localizzati (es. latte fresco), dove è cruciale rafforzare la stabilità del sistema produttivo
  • Filiere a bassa dipendenza: commodity stoccabili e globali (es. cereali), dove la priorità è la diversificazione delle fonti

La strategia di approvvigionamento deve quindi essere adattata alla natura del prodotto: non esiste un modello unico valido per tutte le filiere.


4. Partnership lungo tutta la catena del valore

Il WEF sottolinea che la trasformazione non è possibile senza collaborazione sistemica.

Servono tre livelli di allineamento:

  • con i fornitori, attraverso contratti di lungo periodo e trasferimento di competenze
  • con il sistema finanziario, per sostenere investimenti iniziali nella transizione agricola
  • internamente alle aziende, integrando procurement, sostenibilità e finanza

Le partnership diventano così una condizione strutturale per rendere scalabili nuovi modelli produttivi.

La sostenibilità come leva di sicurezza economica

Uno degli aspetti centrali evidenziati dal World Economic Forum è che la sostenibilità non rappresenta più solo una variabile ambientale, ma una componente della stabilità economica delle filiere.

Le imprese che integrano questi approcci nel procurement ottengono benefici diretti:

  • maggiore continuità nelle forniture
  • minore esposizione alla volatilità climatica e geopolitica
  • accesso anticipato a filiere più efficienti e trasparenti
  • contributo alla trasformazione strutturale del sistema produttivo

In questo senso, le scelte di approvvigionamento diventano un fattore competitivo oltre che ambientale.

Le evidenze del World Economic Forum mostrano inoltre che molte di queste pratiche non sono più sperimentali, ma già in fase di adozione da parte delle principali aziende globali del settore food.

Di conseguenza, il punto di svolta non riguarda più la direzione del cambiamento, che è ormai tracciata, ma la sua velocità di implementazione. In un contesto in cui gli shock climatici e geopolitici tendono a sovrapporsi, il procurement si sta affermando come uno degli strumenti principali attraverso cui si ridefinisce la stabilità del sistema alimentare globale.