Posted On 14 Giugno 2018 By In Archivio Magazine With 7 Views

Digital Supply Chain & e-Procurement

La trasformazione dei processi di acquisto attraverso il digitale per generare valore e aumentare la competitività

The Procurement Magazine anno 4 n.3 Giugno – Luglio – Agosto 2018

L’editoriale

Uomini e robot

di Micol Barba

La nostra società ha installato una macchina che svolge in automatico il medesimo lavoro sino a oggi da lei svolto. Viene così soppressa la Sua posizione lavorativa.

Questa è una lettera di licenziamento recapitata ad un operaio di 61 anni, inviata dall’azienda per la quale ha lavorato per oltre 3 decenni. La messa a punto di una macchina lo ha “liberato” da un lavoro ripetitivo, un’evoluzione inevitabile e positiva che tende a svincolare le persone da lavori a nessun valore aggiunto.

Di contro, pone una questione sociale ed economica che riguarda tutti, dal medico al professore universitario, perché nessuno potrà trincerarsi in una comfort zone statica e, in una sorta di legge del contrappasso 4.0, non potranno sentirsi al sicuro neppure coloro che pensano che ogni lavoratore sia solo un tassello facilmente rimpiazzabile.

“Ho letto l’analisi di uno studio americano che dice che nei prossimi 5 anni perderemo tra il 30 e il 40% dei mestieri oggi conosciuti. Vuol dire che vedremo milioni di persone che verranno rimpiazzate dai robot”, questa la premessa del discorso di Andrea Pontremoli, amministratore delegato della Dallara, nel corso di un suo intervento che voleva riportare l’uomo al centro dell’innovazione, partendo da una formazione scolastica adeguata.

“Dobbiamo partire dal concetto sociale di ridare dignità al lavoro, in particolare al lavoro che ha bisogno di relazione umana e dare la possibilità ai mestieri di essere nobilitati. Il computer rimpiazzerà anche cose molto complesse, ma una cosa non potrà rimpiazzare, quello che gli umani hanno di umano.”

In questa nuova fase storica, industriale e sociale, caratterizzata da velocità e incertezza, la digital transformation, oggi alleata di un processo di razionalizzazione e snellimento, capace di sollevarci da compiti ripetitivi, propone al contempo scenari ignoti.

“Esisterà ancora il procurement?”, dunque, da semplice boutade si sta imponendo come questione sulla quale ragionare insieme per affermare l’aspetto strategico e pervasivo della funzione acquisti, nei gangli del processo di source to pay e oltre, perché in questa partita tra uomo e macchina, l’uomo deve dimostrare il valore irrinunciabile della sua umanità, irripetibile e insostituibile.

La mia potrebbe sembrare una lettura catastrofista e distopica del futuro, perché “cambia, todo cambia” come ripete una bella canzone dell’argentina Mercedes Sosa, e men che meno voglio immaginare un evoluzionismo sociale, fatto di vincitori e vinti.

Forse, come pronosticato dal fondatore di Alibaba, Jack Ma, “il futuro non riguarderà la competizione per il sapere , ma per la creatività, l’immaginazione, un pensiero indipendente, una capacità di giudizio data dall’esperienza. Se penserete come delle macchine allora sì, che sarà un problema”.

P.s. Un giorno anche questo editoriale, se non addirittura l’intero magazine potrà essere realizzato da un algoritmo. Niente refusi, solo fonti accreditate dopo una doppia, tripla verifica incrociata, grafica impeccabile, tempistiche rispettate al secondo. Oppure possiamo continuare a scriverlo insieme.

A voi la scelta.

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