Microsoft ha annunciato di aver abbinato il 100% del proprio consumo globale di elettricità nel 2025 a fonti rinnovabili, segnando una tappa cruciale nel percorso climatico dell’azienda e offrendo un caso di studio concreto per i responsabili supply chain impegnati nella decarbonizzazione.

Il risultato è il frutto di una trasformazione iniziata nel 2013 con un Power Purchase Agreement (PPA) da 110 MW in Texas e culminata in 40 gigawatt (GW) di nuova capacità rinnovabile contrattualizzata in 26 Paesi. Una crescita esponenziale che testimonia come il procurement energetico possa diventare leva strategica di cambiamento.

I numeri dietro il traguardo

Dal 2020, Microsoft ha collaborato con oltre 95 utility e sviluppatori, firmando più di 400 contratti. Attualmente, 19 GW sono già operativi, mentre la restante capacità entrerà in funzione entro cinque anni.

Secondo stime riportate da Bloomberg New Energy Finance, il volume complessivo di energia rinnovabile acquistato dalle aziende a livello globale dal 2008 sfiora i 200 GW, con oltre 200 corporation coinvolte. In questo contesto, Microsoft rappresenta uno degli attori più rilevanti.

L’azienda sostiene che la propria strategia di approvvigionamento rinnovabile abbia consentito di ridurre le emissioni Scope 2 di circa 25 milioni di tonnellate di CO₂.

La sfida delle emissioni Scope 3

Il traguardo riguarda le emissioni Scope 2, cioè quelle associate all’elettricità acquistata. Tuttavia, la sfida più complessa resta quella delle emissioni Scope 3, generate indirettamente lungo la catena del valore – dai fornitori all’utilizzo dei prodotti.

Microsoft riconosce che queste emissioni sono “notevolmente più difficili da affrontare” nel percorso verso l’obiettivo di diventare carbon negative entro il 2030. A differenza dell’energia elettrica, che può essere decarbonizzata tramite contratti strutturati, le emissioni Scope 3 richiedono trasformazioni profonde nei modelli di produzione, logistica e consumo.

Per questo, l’azienda continua a partecipare a forum industriali per migliorare i sistemi di carbon accounting, con l’obiettivo di garantire che il procurement generi riduzioni reali e misurabili delle emissioni.

Strutture contrattuali replicabili

Uno degli elementi più interessanti della strategia Microsoft è la creazione di modelli contrattuali scalabili, pensati per essere adottati anche da altri grandi buyer.

L’accordo quadro da 10,5 GW con Brookfield, tra i più grandi mai siglati nel settore clean energy, è stato concepito per inviare un segnale di domanda di lungo periodo, facilitando l’accesso ai finanziamenti per gli sviluppatori e accelerando la crescita delle filiere rinnovabili.

Come ha spiegato Melanie Nakagawa, Chief sustainability officer di Microsoft, questi accordi non sono solo strumenti di approvvigionamento, ma meccanismi di trasformazione del mercato.

Attualmente, Microsoft conta:

  • sei partner energetici con oltre 1 GW ciascuno di capacità contrattualizzata;

  • più di 20 partner con almeno cinque progetti attivi ciascuno.

Impatto sui mercati emergenti

Oltre ai volumi, l’approccio Microsoft dimostra come il procurement su larga scala possa stimolare lo sviluppo di nuovi mercati energetici.

In Giappone, l’azienda ha firmato uno dei primi corporate PPA nel mercato elettrico ristrutturato del Paese, un virtual PPA ventennale da 25 MW con Shizen, contribuendo a innescare oltre 2 GW di procurement corporate di energia pulita dal 2024.

In India, Microsoft ha acquistato un offtake ibrido solare-eolico da 437 MW da ReNew, con una struttura pensata per sostenere anche l’accesso all’energia e l’elettrificazione rurale.

Parallelamente, l’azienda guarda oltre eolico e solare, con una partnership da 50 MW nel campo della fusione nello Stato di Washington e un accordo per riattivare un impianto da 835 MW in Pennsylvania.

Il vero banco di prova

Il raggiungimento del 100% di elettricità abbinata a fonti rinnovabili rappresenta un traguardo significativo, ma la vera sfida sarà mantenerlo in un contesto di domanda energetica in forte crescita, legata anche allo sviluppo del cloud e dell’intelligenza artificiale.

Ancora più complesso sarà affrontare in modo strutturale le emissioni Scope 3 lungo l’intera supply chain. Per i leader della logistica e degli acquisti, la decarbonizzazione non è più solo una questione di compliance, ma una scelta strategica di procurement, capace di influenzare mercati, investimenti e modelli industriali su scala globale.