Garantire la tracciabilità delle materie prime quando la supply chain si snoda attraverso migliaia di chilometri e coinvolge centinaia di migliaia di piccoli produttori è una delle sfide più complesse per i responsabili acquisti. Nel settore agroalimentare, dove la pressione regolatoria si fa sempre più stringente, il Responsible sourcing sta evolvendo da un approccio basato su audit periodici a un modello di monitoraggio continuo e geospaziale.
Un esempio di questa trasformazione è il Gruppo Ferrero, che ha integrato le tecnologie satellitari nei propri processi d’acquisto per monitorare in tempo reale oltre 230.000 piantagioni di tre commodity critiche: cacao, olio di palma e caffè.
Dal “Sacco Conosciuto” all’Intelligence Geospaziale
La gestione degli approvvigionamenti in Ferrero si fonda storicamente sul principio del “Sacco Conosciuto”, introdotto dal fondatore nel 1946 per indicare la tracciabilità diretta di ogni ingrediente. Tuttavia, con la globalizzazione delle catene di fornitura e l’aumento della complessità nei mercati di origine, la presenza fisica e la documentazione cartacea non erano più sufficienti a garantire la trasparenza richiesta a livello industriale.
Per modernizzare questo approccio, il dipartimento di Responsible Sourcing si avvale da dieci anni di Starling, una piattaforma di monitoraggio satellitare co-sviluppata da Airbus Defence and Space ed Earthworm Foundation.
Come funziona il monitoraggio della supply chain
A differenza delle tradizionali analisi ex-post, il sistema si basa su un’architettura integrata di dati e azioni:
- Rilevamento ad alta risoluzione: I satelliti analizzano la copertura forestale e le variazioni del suolo utilizzando immagini con una risoluzione fino a 30 centimetri per pixel.
- Generazione di Alert: Se la piattaforma rileva un’attività di disboscamento o una variazione nell’uso del suolo in prossimità dei bacini di approvvigionamento, il sistema invia una segnalazione automatica.
- Verifica incrociata e intervento: Il team d’acquisto intercetta l’alert e lo condivide con gli analisti e i partner locali sul campo. Prima di applicare sanzioni o tagliare il fornitore, si avvia un processo di ingaggio per verificare le cause dell’anomalia e implementare piani di correzione.
“Grazie a questa tecnologia siamo in grado di distribuire il monitoraggio su agricoltori e piantagioni lungo tutte le nostre catene di fornitura, su vasta scala. Oggi Starling ci permette di monitorare circa 230.000 piantagioni di cacao, olio di palma e caffè, in linea con i requisiti del Regolamento Europeo sulla Deforestazione (EUDR) — Nicola Somenzi, Head of Responsible Sourcing di Ferrero.
L’impatto sul procurement: compliance EUDR e Scope 3
L’uso di dati geospaziali non risponde solo a impegni etici o di reputazione aziendale, ma diventa una leva operativa per far fronte a due sfide imminenti per i buyer europei:
1. Conformità all’EUDR (EU Deforestation Regulation)
Il Regolamento UE sulla Deforestazione impone alle aziende di dimostrare che le materie prime importate (tra cui cacao, caffè, palma e soia) non provengano da terreni deforestati dopo il 31 dicembre 2020. L’EUDR richiede la geolocalizzazione precisa dei lotti di terra. Strumenti come Starling consentono al Procurement di esportare mappe e report validati da allegare alla Due Diligence statement richiesta dalle autorità doganali.
2. Tracciabilità Scope 3 e Biodiversità
Le emissioni legate alla conversione dei suoli e alla deforestazione costituiscono una parte consistente della carbon footprint indiretta (Scope 3) delle aziende manifatturiere. Garantire una catena d’approvvigionamento Deforestation and Conversion-Free (DCF) consente di ridurre il rischio finanziario legato ai futuri crediti di carbonio e alle sanzioni normative.
Lezioni per i procurement manager
L’esperienza di Ferrero offre spunti applicabili anche ad altre filiere complesse:
-
I dati non sostituiscono il vendor management: I satelliti indicano dove si verifica il problema, ma la risoluzione richiede una collaborazione diretta con i fornitori di primo e secondo livello (Tier-1 e Tier-2) e le comunità locali.
-
L’integrazione tecnologica riduce i costi di audit: Sostituire le ispezioni manuali a campione con un tracciamento satellitare continuo riduce la spesa complessiva di audit e aumenta la copertura della filiera al 100%.
-
Trasparenza come vantaggio competitivo: Anticipare le normative come l’EUDR permette di mettere in sicurezza le forniture ed evitare interruzioni nella supply chain in caso di stringenti controlli doganali.



