Posted On 25 Settembre 2019 By In Sostenibilità With 141 Views

Il core business apre le porte alla sostenibilità

sostenibilità in azienda

La ricerca firmata da EY parla di sostenibilità e di come questa sia uno strumento per sostenere competitività e reputazione di un’impresa. Non qualcosa che si aggiunge ma parte integrante. 

Con questa premessa, lo studio sottolinea l’importanza di inglobare la sostenibilità nel core business. A formare il campione una community di 8.500 aziende di diversi settori merceologici creata da DNV GL, partner dell’Osservatorio di sostenibilità nel business lanciato da EY.  Un’alleanza che ha portato a domandarsi cosa significhi effettivamente integrare la sostenibilità nell’azienda, se serva farlo, a che livello si trova ora e come misurarla. 

Sostenibilità in azienda: cosa vuol dire?

Un approccio sostenibile nelle dinamiche interne del business significa evolvere a pari passo con i  cambiamenti che ci si trova ad affrontare ogni giorno. Questa è la strategia che le aziende devono adottare per durare nel tempo. In sostanza, integrare la sostenibilità vuol dire:

  • puntare all’eccellenza operativa dei risultati:ad esempio con i fornitori,con l’introduzione di clausole di natura ambientale e sociale oppure con l’integrazione dei rischi di sostenibilità nel processo di risk management.
  • spingere verso l’innovazione dei prodotti che includano aspetti sociali e ambientali fin dalla concezione.
  • rispondere al mondo che cambia, interpretare i cambiamenti economici, sociali e ambientali.
  • creare nuovi modelli di business orientati al bene comune e all’impatto sociale.

Quali vantaggi si ottengono?

Secondo l’analisi per delineare gli effettivi vantaggi dell’introduzione della sostenibilità in azienda, è necessario ricondurli a 3 macro-categorie: 

  • Attrattività per gli investitori e riduzione dei rischi: esiste una correlazione tra sostenibilità e risultati finanziari. Si assesterebbe tra il 4-6% il differenziale di performance tra aziende sostenibili e non, e ciò può essere spiegato per le capacità delle prime di gestire meglio i capitali intangibili, di vedere nel lungo periodo e di prestare maggiore attenzione alla gestione dei rischi. 
  • Customer commitment e benefici reputazionali: si traduce in fedeltà nel brand e differenziazione verso i competitor. 
  • Migliore gestione delle risorse umane: integrare la sostenibilità è anche il motore della maggiore produttività dei lavoratori, fidelizzazione dei dipendenti e soddisfazione sul posto di lavoro. 
sostenibilità bilancio business green

LEGGI L’ARTICOLO:
Il procurement può diffondere la sostenibilità lungo la supply chain

Il punto di vista delle aziende

Come si rapportano le diverse realtà di business? Per rispondere al quesito è stato aperto un sondaggio da EYDNV GL per i loro clienti, per un totale di 1524 professionisti dai tre settori.
A comporre il campione anche 142 aziende “leader” nell’integrazione della sostenibilità che affermano che, se si vuole trasformare il modello economico, occorre una leadership visionaria al di là della contingenza.
Gli investimenti sono destinati ad aumentare anche perché un approccio sostenibile  garantisce vantaggi commerciali e finanziari e mantiene alta la competitività sul mercato. Circa la metà del campione, inoltre, ha dichiarato che la propria azienda si sta impegnando su questo fronte anche se spesso altre priorità a breve termine, mancanza di competenze necessarie e di interesse degli stakeholder possono rallentarne l’implementazione. 

Non esiste un’unica strada per trasformare la strategia aziendale in sostenibile in quanto nella maggior parte dei casi è la somma di svariati strumenti.

La sostenibilità nelle aziende italiane

Grazie al sondaggio si evince che più della metà del campione intende l’integrazione della sostenibilità come la capacità di monitorare gli impatti ambientali, sociali ed economici dell’organizzazione. A stupire è che l’Italia riconosce poca importanza alla creazione di un prodotto sostenibile mentre si interessa ad adottare un Sistema di gestione sociale e ambientale. 

Tra le azioni intraprese per gestirla, in Italia per il 35% si è creata una policy per la riduzione dell’impatto, per il 29% si è diffusa una cultura della sostenibilità e per il 19% lo stakeholder engagement. Meno interesse lo suscitano  la definizione e attuazione di strategie sostenibili (14-16%)  e la gestone sostenibile della supply chain (8%).

Alle aziende è stato anche chiesto di valutare il rapporto tra costi e benefici in relazione alle azioni intraprese. Tanto in Italia quanto nel resto del mondo si conferma di aver tratto dei benefici dalle iniziative. Un terzo delle aziende italiane ha riconosciuto tra i pro: compliance normativa (30%), reputazione di marca (20%), migliori relazioni con i clienti (18%) e con gli stakeholder (16%) mentre il 14% si è differenziato dal mercato.

Infine, oltre il 40% degli intervistati italiani ritiene che i benefici superino i costi. Per quanto riguarda gli ostacoli incontrati dai business, l’indagine sottolinea tra i principali, le priorità concorrenti (49%), la scarsa consapevolezza da parte del management (26%), la necessità di focalizzarsi sui risultati di breve termine (23%).

Gli strumenti

In linea con le dinamiche internazionali, anche in Italia si ritiene che la sostenibilità avrà un effetto significativo sul core business. Nei prossimi tre anni, tra gli strumenti che potranno favorire l’introduzione della sostenibilità nelle aziende italiane spiccano i sistemi di gestione (57,5%), seguono gli strumenti per misurare l’impatto sociale (34%) e la definizione di un codice etico (33%). Alla misurazione dell’impronta ambientale viene riconosciuto uno scarso 16%. 

L’analisi arriva alla conclusione che, benché esistano molteplici strumenti per il supporto alle aziende, non esiste quello più giusto di un altro e che forse è meglio optare per una combinazione. EY e DNV GL riconoscono i sistemi di gestione, il reporting e la ISO 26000 come quelli con la migliore capacità di supporto. Lo studio si conclude con l’identificazione di alcune mosse da compiere per attuare il cambiamento:

  • pensare fuori dagli schemi: liberarsi dai preconcetti, senza limitare la visione della sostenibilità.
  • equilibrare analisi e sintesi: per identificare i motori del cambiamento tramite big data, analytics e stakeholder. 
  • sperimentare soluzioni che soddisfino le esigenze della società e del mercato.
  • verificare la scalabilità delle soluzioni più efficaci tra quelle sperimentate.
  • gestire il cambiamento: eventualmente riesaminare la purpose in modo da acquisire ciò che si è imparato.

Lascia un commento