Posted On 25 Settembre 2019 By In Sostenibilità With 66 Views

Per un’economia circolare in Italia

L’Italia, per il secondo anno consecutivo, è al primo posto sulla performance dell’economia circolare, anche se si notano segni di rallentamento.

Il Rapporto, effettuato da Circular Economy Network, si apre con 10 proposte per lo sviluppo dell’economia circolare in Italia realizzate a partire dai dati analizzati. Ecco riassunte le azioni da portare avanti:

Economia circolare: diffondere e arricchire la visione, le conoscenze, la ricerca e le buone pratiche

L’Italia per poter rimanere competitiva e per essere decisiva nella sostenibilità ambientale e nella riduzione delle emissioni di gas serra, deve promuovere e arricchire la ricerca e la diffusione di buone pratiche. Il tutto deve essere monitorato con indicatori di misurazione e valutazione adeguati. 

Implementare una strategia nazionale e un piano d’azione

Sia il piano sia la strategia devono essere coerenti con i regolamenti europei e puntare a valorizzare le potenzialità dell’Italia e affrontarne carenze e ritardi. Questi strumenti devono promuovere, senza appesantire con procedure e burocrazia, il modello circolare nella produzione, nel consumo, nella gestione dei rifiuti puntando sull’innovazione, lo sviluppo degli investimenti e dell’occupazione. Il Piano e la Strategia devono coinvolgere tutti gli stakeholder interessati, in modo che tutti gli attori facciano la loro parte in maniera sistematica e coordinata.

Migliorare l’utilizzo degli strumenti economici per l’economia circolare

Valutare gli incentivi pubblici esistenti e riallocare quelli che producono effetti contrastanti con l’economia circolare. Riequilibrare il prelievo fiscale per penalizzare l’inefficienza nel consumo di materiali e di energia,per ridurre il costo del lavoro, per incentivare l’uso di materie prime seconde.

Promuovere la bioeconomia rigenerativa

L’Italia deve puntare sullo sviluppo di una bioeconomia rigenerativa. Come? Tutelando e valorizzando il capitale naturale e la fertilità dei suoli. In questo modo sarà possibile assicurare la sicurezza alimentare. agricoltura di qualità, restituzione di sostanza organica ai suoli, produzione di energie rinnovabili.

Estendere l’economia circolare negli acquisti pubblici

Il Green Public Procurement potrebbe indirizzare una parte degli investimenti pubblici verso modelli circolari. Servono criteri incisivi e vincolanti applicati agli appalti pubblici. Diventa necessario quindi formare le stazioni appaltanti, monitorare l’applicazione dei criteri di circolarità, effettuarne verifiche e fornire correzioni eventuali. 

Realizzare un rapido ed efficace recepimento del nuovo pacchetto di direttive europee per i rifiuti e l’economia circolare

L’Italia, nonostante alcune zone tuttora arretrate, possiede un sistema normativo in materia di rifiuti che l’ha resa una delle migliori. Le nuove direttive devono migliorare la prevenzione, aumentare il riciclo superando tutti i nuovi target europei, utilizzare il recupero energetico per supportare il riciclo. I consorzi inoltre possono essere migliorati con misure puntuali per raggiungere target ambientali avanzati,nel rispetto dei criteri di economicità e trasparenza.

Attivare rapidamente un efficace end of waste

Per sviluppare il riciclo dei rifiuti è indispensabile disporre di una  regolazione della cessazione della qualifica di rifiuto (EoW) dopo un adeguato trattamento. Da una parte, si deve rendere più rapida la procedura per i decreti ministeriali e dall’altra affidare alle Regioni le autorizzazioni dei casi non ancora regolati nazionalmente.  Per non ostacolare il riciclo che coinvolge oltre 7 mila impianti in Italia,  è indispensabile che le Regioni possano, in via complementare, autorizzare il caso per caso non regolato nazionalmente, come previsto dalla nuova direttiva europea. 

Assicurare le infrastrutture necessarie per l’economia circolare

La progettazione circolare dei prodotti, l’utilizzo di beni condivisi,  la simbiosi industriale realizzata con lo scambio dei sottoprodotti, il funzionamento dei mercati del riutilizzo e dell’usato in coordinamento con attività di verifica e di riparazione, lo sviluppo del riciclo e dei mercati delle materie prime seconde. Queste sono tutte attività dell’economia circolare che richiedono una dotazione di infrastrutture.Per superare i nuovi target europei della gestione circolare dei rifiuti è inoltre necessario favorire investimenti e procedure rapide di autorizzazione per aumentare e potenziare gli impianti di selezione e di trattamento e per migliorare le tecnologie utilizzate, nonché aumentare e migliorare la qualità della raccolta differenziata, superando gli squilibri territoriali esistenti.

Estendere l’economia circolare anche al commercio online

I prezzi convenienti, la facilità dell’acquisto e la consegna a domicilio stanno alimentando una forte crescita del commercio on line anche di prodotti usa e getta, di breve durata, non riparabili, difficilmente riciclabili, distribuiti con imballaggi voluminosi.  Gli indirizzi e la regole dell’economia circolare vanno estesi, in coerenza con quanto indicato dalle nuove direttive europee, anche ai prodotti distribuiti con il commercio on line, anche se non sono fabbricati in Paesi europei


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