Posted On 31 Marzo 2020 By In Sostenibilità With 121 Views

Green deal: la risposta europea al climate change

Green deal la risposta europea al climate change

Ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2050. Questo è l’obiettivo del green deal europeo che mira a rendere l’Europa il primo continente carbon neutral. Mercoledì 4 marzo la presidente della Commissione Europa Ursula von der Leyen ha annunciato ufficialmente l’inizio del percorso verso questo obiettivo ambizioso, già criticato dagli ambientalisti per avere posto un traguardo troppo lontano. 

Lo scorso dicembre tutti gli stati membri – tranne la Polonia – si erano dimostrati concordi sull’iniziativa. La transizione verso un continente più ecosostenibile sarà guidata dalla Commissione con il sostegno, l’impegno e la collaborazione di tutti. Entro settembre inoltre dovrà essere stabilito un obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030 e alzata la percentuale dal 40% al 50-55%.  Nel concreto il green deal è una nuova strategia che comprende una serie di misure – leggi e investimenti – che interesseranno l’Europa nei prossimi 30 anni. 

Il green deal in dettaglio

Tagliare le emissioni facendo ricorso a tecnologie ecologiche e proteggendo l’ambiente. La legge mira a garantire che tutte le politiche dell’UE contribuiscano a questo obiettivo e che tutti i settori dell’economia e della società facciano la loro parte.

I principali obiettivi sono: 

  • Definire la direzione di viaggio a lungo termine per raggiungere l’obiettivo 2050 di neutralità climatica attraverso tutte le politiche, in modo socialmente equo ed economico
  • Creare un sistema per monitorare i progressi e intraprendere ulteriori azioni se necessario
  • Fornire prevedibilità per gli investitori e altri attori economici
  • Garantire che il passaggio alla neutralità climatica sia irreversibile

Il green deal sarà finanziato con soldi pubblici e privati – si parla di circa 1000 miliardi di euro da spalmare su dieci anni – anche se questa è solo una stima perché la cifra verrà discussa nei prossimi mesi con il bilancio pluriennale dell’UE per il 2021-2027.

Prima del 2050, l’UE si è imposta obiettivi intermedi, rispettivamente per il 2030 e il 2040. In primis si vuole rendere più pulita la produzione di energia elettrica, potenziando la diffusione di energia rinnovabile a discapito dei combustibili fossili. Un’altra attività che si vuole potenziare riguarda le attività umane che dovranno diventare più sostenibili. Per esempio nuove regole per costruire e ristrutturare case e industrie e rendere meno inquinanti i processi produttivi. A questo si aggiunge anche un incentivo per l’uso dei trasporti pubblici e su rotaia. 

I due aspetti più importanti sono la legge sul clima e il Fondo per una transizione giusta (soprattutto per gli Stati particolarmente arretrati). Secondo un articolo de Il Post “la legge sul clima dovrebbe essere presentata all’inizio di marzo e discussa alla fine del mese dal Consiglio Europeo che dovrebbe approvarla formalmente”. In questo modo si ufficializza la volontà di azzerare le emissioni entro il 2050 che diventerà vincolante. Anche il fondo per una transizione giusta è fondamentale per la realizzazione del green deal proprio per aiutare quei paesi che si troveranno fortemente danneggiati dalle nuove direttive ecosostenibili, per la maggior parte i Paesi dell’est. 

Cosa ci possiamo aspettare?

Contenere la temperatura entro +1.5 c° non sarà semplice a maggior ragione dopo la decisione degli USA di uscire dall’Accordo di Parigi. Al momento non si sa ancora quale sarà l’impatto del green deal. Ci si sta domandando se nel 55% di cui ha parlato Von der Leyen si riferisce solo alle emissioni di gas serra o alle emissioni nette. Nel secondo caso, secondo gli ambientalisti non cambierà nulla perchè si terrà conto dell’assorbimento di boschi e foreste. Il taglio quindi per portare ad un effettivo cambiamento dovrà essere del 55%, assorbimenti esclusi.

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