Posted On 27 Settembre 2022 By In Sostenibilità With 105 Views

Green jobs: numeri in aumento per tutti i settori

La nona edizione del report Renewable energy and jobs: Annual review 2022, prodotta dall’Agenzia internazionale per le Energie rinnovabili (IRENA) in collaborazione con l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), fornisce le ultime stime sull’occupazione delle energie rinnovabili a livello globale.

Basato su un’ampia gamma di studi e rapporti, esamina il panorama occupazionale globale delle energie rinnovabili a partire dal 2021. Discute le esperienze in paesi selezionati in merito alle tendenze di diffusione, ai contesti politici e agli impatti della pandemia, con un occhio di riguardo al numero di posti di lavoro e al lavoro qualità.

Un settore occupazionale in crescita

Numerosi paesi stanno adottando misure commerciali e strategie di politica industriale per costruire ed espandere le proprie catene di approvvigionamento. Altri obiettivi politici chiave includono garantire che i posti di lavoro siano dignitosi e che esistano pari opportunità di lavoro per le donne, i giovani e le minoranze.

Tra le rilevazioni più importanti del report troviamo il passaggio a 12,7 milioni di occupati nelle energie rinnovabili nel 2021, dai 12 milioni nel 2020. Quasi i due terzi di tutti i posti di lavoro si trovano in Asia e solo la Cina rappresenta il 42% del totale mondiale. Seguono l’Unione europea e il Brasile con il 10% ciascuno, e Stati Uniti e India con il 7%.

4,3 milioni di posti di lavoro sono quelli del solare fotovoltaico (PV) nel 2021, che è il settore in più rapida crescita, rappresentando più di un terzo della forza lavoro totale per le energie rinnovabili. Mentre sono 1,3 i milioni di posti di lavoro nell’energia eolica nel 2021, per cui molti paesi stanno costruendo le infrastrutture necessarie per supportare la crescita delle installazioni offshore.

Per l’energia idroelettrica nel 2021 sono risultati 2,4 i milioni di posti di lavoro, due terzi dei quali legati alla produzione, il 30% relativo alla costruzione e installazione e circa il 6% al funzionamento e alla manutenzione. Poi 2,4 milioni di posti di lavoro anche nei biocarburanti.

Secondo le stime ammonterà a 38,4 milioni l’occupazione mondiale nel settore delle energie rinnovabili nel 2030, stando a un ambizioso scenario di transizione energetica con investimenti anticipati e lungimiranti. Il numero di posti di lavoro nel settore energetico generale potrebbe salire a 139 milioni, di cui oltre 74 milioni in efficienza energetica, veicoli elettrici, sistemi di alimentazione/flessibilità e idrogeno.

Costi bassi, investimenti, posti di lavoro

Quasi due terzi dell’energia rinnovabile installata nel 2021 ha generato costi inferiori alle migliori alternative a carbone nei Paesi del G20. Nel 2021, i costi delle energie rinnovabili hanno continuato a diminuire, sebbene le sfide della supply chain e l’aumento dei prezzi delle materie prime non abbiano ancora mostrato tutto il loro impatto sui costi dei progetti. Rispetto al 2020, il costo dell’elettricità prodotta dall’eolico onshore è sceso del 15%, dell’eolico offshore del 13% e del solare fotovoltaico del 13%.

Il rapporto Renewable Power Generation Costs in 2021, pubblicato da IRENA, mostra come nel 2021 quasi due terzi della nuova energia rinnovabile installata (163 gigawatt, GW) abbia avuto costi inferiori rispetto all’opzione meno costosa a base di carbone nei Paesi del G20. Considerando l’impennata dei prezzi attuali dei combustibili fossili, IRENA stima che l’aumento dell’energia rinnovabile prodotta dal 2021 farà risparmiare circa 55 miliardi di dollari sui costi globali di generazione dell’energia nel 2022.

Il report ha sottolineato il ruolo fondamentale che le energie rinnovabili svolgono nell’affrontare le attuali emergenze energetiche e climatiche. La loro competitività dal punto di vista dei costi è oggi essenziale nella transizione energetica, in linea con il limite di riscaldamento 1,5°C e gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Sia l’energia solare che quella eolica, caratterizzate da tempi di realizzazione dei progetti relativamente brevi, rappresentano gli assi portanti negli sforzi dei Paesi per ridurre rapidamente ed eliminare gradualmente i combustibili fossili. Questo potrebbe quindi stimolare investimenti e portare alla creazione di nuovi posti di lavoro, proprio come indicato sopra.

 

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