Posted On 26 Ottobre 2022 By In News, Sostenibilità With 121 Views

La crisi energetica – parte IV

L’Europa sta lottando per contenere una crisi energetica che non si vedeva dagli shock petroliferi degli anni ’70 e che potrebbe portare a blackout continui, fabbriche chiuse e contribuire a una profonda recessione. La crisi del gas ha messo anche in luce l’incapacità di attuare serie politiche di lungo periodo volte a diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. L’attuale crisi sembra destinata a lasciarsi alle spalle un sistema radicalmente diverso, ma come sarà quel sistema rimane una questione aperta. In questo speciale proveremo a indagare le cause di questo stato di cose, i motivi della volatilità dei prezzi, gli effetti su aziende e funzione procurement, supply chain e logistica, e le contromisure adottate per rispondere alla crisi.

Nelle prime tre uscite abbiamo parlato delle cause della crisi, dei mercati e del legame tra gas e elettricità e dell’impatto sulle imprese. In questa “puntata”conclusiva ci concentreremo sulle contromisure adottate da governi e dalle istituzioni (principalmente europee) e sulle strategie messe in atto dalle funzioni Acquisti, Supply Chain e Logistica per affrontare la crisi.

Dalla crisi, un’opportunità

Indipendentemente dal settore, l’energia, la manodopera e le materie prime rappresentano i tre principali costi operativi per le aziende. Soprattutto in questo momento, l’energia è la voce che più delle altre deve e può essere ottimizzata da qualsiasi industria o realtà commerciale.

Una maggiore efficienza aiuterebbe le aziende ad aumentare la propria redditività e a diventare più resilienti dal punto di vista energetico per far fronte a possibili nuove crisi. Le misure di risparmio energetico possono non solo ridurre i consumi, ma anche aumentare la produttività complessiva dei processi, riducendo così il consumo energetico specifico del prodotto/servizio dell’azienda.

Secondo Prithvi, Senior Research Analyst, Energy and Sustainability di Beroe, gli audit energetici sono uno strumento di grande importanza per massimizzare la redditività dell’azienda e ridurre i costi. Sono condotti da fornitori di terze parti che dispongono di revisori certificati per comprendere i processi di vari settori e identificare le opportunità di risparmio. Per riscostruire i consumi di ogni attività o linea produttiva, è utile individuare sprechi o perdite di energia, migliorare i flussi e i processi produttivi e anche valutare come integrare produzione da fonti rinnovabili.

 

Le risposte delle aziende

Anche se i prezzi dell’energia stanno crollando e addirittura sono tornati ai livelli di giugno, l’eccesso di offerta dovuto a una bassa domanda (riflesso degli stoccaggi pieni di molti paesi) è legato a fattori di brevissimo termine: consumi sotto la media e ritardi nell’accensione dei riscaldamenti grazie a un autunno estremamente mite.

Nella terza parte di questo approfondimento abbiamo parlato della rimodulazione e dell’accorciamento dell’approvvigionamento come scelta strategica delle imprese per far fronte all’eccessiva esposizione nel medio-lungo periodo. Nelle scorse settimane abbiamo avuto modo di dialogare con alcuni membri della nostra community e professionisti del settore, raccogliendo interviste che usciranno nel report completo sulla nostra TP Platform e sul nuovo numero del magazine di novembre. A prescindere da strumenti di monitoraggio comunque fondamentali, quanto è emerso è una tendenza da un lato a riporre una notevole attenzione verso la riduzione dei consumi (gestendo al meglio illuminazione, dispositivi elettronici e altri sprechi), e dall’altro gestire al meglio la contrattualizzazione con i fornitori in un approccio win-win e cooperativo. Sul lato della speculazione invece si richiede maggiore controllo e intervento da parte delle istituzioni.

 

Una strategia comune europea

Proprio nella direzione di un maggiore controllo, ma anche di una maggiore solidarietà tra paesi, la Commissione europea ha recentemente ricevuto mandato di costruire una piattaforma aggregata per negoziare gli acquisti di gas almeno per il 15% del volume totale degli stoccaggi in Europa. Potrà inoltre adottare decisioni concrete sul “price cap” al Ttf di Amsterdam, ma a condizione che sia temporaneo, dinamico, di ultima istanza e che non metta a rischio le forniture. I leader hanno dato mandato alla Commissione e ai ministri dell’Energia anche di fare un’analisi dei costi e dei benefici sulla misura che, per compensare il differenziale tra prezzo amministrato e prezzo di mercato, avrebbe un peso non indifferente sui conti pubblici.

Nel prossimo futuro si vedrà se l’Unione europea aumenterà oppure no, il proprio peso politico in ottica di solidarietà per aiutare imprese e famiglie a livello pan-europeo. Per adesso, la strada presa anche a causa della pandemia, seppure percorsa con lentezza, porta in questa direzione. Fare debito comune e occuparsi congiuntamente di tematiche come l’energia è il segno di un’impronta via via più federalista, ma restano ancora diversi stati che al contrario chiedono maggiore autonomia (pensiamo anche all’intervento autonomo della Germania di 200 miliardi a sostegno di famiglie e imprese).

 

 

La situazione attuale secondo l’IEA

L’International Energy Agency (IEA) nel suo Gas Market Report 2022 analizza l’ultimo trimestre dell’anno, e afferma che sono necessari ulteriori adeguamenti per evitare di esacerbare la crisi del gas in Europa in caso di flussi di approvvigionamento in diminuzione. Sarebbe necessaria una riduzione della domanda del 13% per mantenere i livelli di stoccaggio al di sopra del 33% nel 2023. L’analisi indica che il solo cambiamento di comportamento potrebbe ridurre la domanda di gas di 15 miliardi di metri cubi durante la stagione di riscaldamento 2022/2023, il che equivale a oltre il 40% della richiesta di riduzione del 13%.

Guardando al futuro, l’IEA afferma che i livelli di stoccaggio saranno cruciali alla fine della stagione 2022/2023. Il rapporto spiega che le ondate di freddo sono particolarmente impegnative per il sistema del gas a causa della “portabilità dei siti di stoccaggio in calo con il livello decrescente di gas di esercizio nelle scorte (a causa della minore pressione del giacimento). Ciò significa che i siti di stoccaggio diventano meno reattivi (sia in termini di tempo che di volume) alle variazioni della domanda entro la fine della stagione di riscaldamento”. Nel caso di una ondata di freddo tardiva, “la solidarietà, l’unità e un comportamento familiare responsabile saranno cruciali per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento”. Una solidarietà necessaria in tutta Europa, tra individui e nazioni.

 

 

Fonti:

Energia, accordo al vertice Ue su price cap e acquisti comuni di gas, Rai News, 21 ottobre 2022

Energy audit helps reduce costs, Prithvi, Beroe Inc. 21 October 2022

Gas Market Report 2022, IEA, October 2022

L. Baronchelli, Audit energetico: cos’è, come funziona e per chi è obbligatorio, 26 dicembre 2020

Per l’inverno non avremo un tetto al prezzo del gas, Il Post, 26 ottobre 2022

 

 

 

 

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