Posted On 19 Ottobre 2022 By In News, Sostenibilità With 187 Views

La crisi energetica – parte III

L’Europa sta lottando per contenere una crisi energetica che non si vedeva dagli shock petroliferi degli anni ’70 e che potrebbe portare a blackout continui, fabbriche chiuse e contribuire a una profonda recessione. La crisi del gas ha messo anche in luce l’incapacità di attuare serie politiche di lungo periodo volte a diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. L’attuale crisi sembra destinata a lasciarsi alle spalle un sistema radicalmente diverso, ma come sarà quel sistema rimane una questione aperta. In questo speciale proveremo a indagare le cause di questo stato di cose, i motivi della volatilità dei prezzi, gli effetti su aziende e funzione procurement, supply chain e logistica, e le contromisure adottate per rispondere alla crisi.

L’impatto sulle imprese

Oltre ad aver colpito grandi aziende, la crisi energetica europea – di cui abbiamo discusso le cause nella prima parte di questo speciale – sta mettendo a dura prova le piccole e medie imprese, che rappresentano un tassello importante dell’economia del continente, e di quella italiana, portando alcuni imprenditori a frenare la produzione o a chiudere. L’inflazione è in aumento (e si attesa sopra l’8%) così come i costi di produzione, che seguono l’aumento dei costi energetici.

 

Figura 1. Aumento dei costi per la produzione a fronte dell’alzarsi dei prezzi dell’energia. Indice (historical=100, EU industry average: costo tipico di produzione). Fonte: US Department of Agricolture; McKinsey analyses

I settori ad alta intensità energetica, dove impattano le materie prime come l’alluminio e l’ammoniaca, hanno visto un aumento della loro base di costo complessiva di oltre il 100 percento secondo le stime di McKinsey. L’attuale contesto dei prezzi dell’energia crea nuove sfide per la gestione dei costi e dei rischi, poiché la quota di energia è attualmente una grande minaccia per la competitività.

Gli effetti

Anche se molte aziende ritengono che la difficoltà sia l’occasione per modificare le catene di fornitura, migliorare l’efficienza energetica e introdurre nuove misure europee contro il carbon leakage, la crisi ha messo a dura prova la stabilità. Secondo l’indagine Energy4Europe della Camera di commercio italo-tedesca, la principale preoccupazione per lo sviluppo nei prossimi 12 mesi riguarda l’aumento delle materie prime e l’energia.

 

Figura 2. Survey Energy 4 Europe. Fonte : AHK Italien 2022

Il caro-energia ha significativamente impattato le prestazioni della maggior parte delle aziende (circa il 70% del campione della survey). L’indagine evidenzia anche come meno del 15% delle aziende in Italia e meno del 10% delle aziende in Europa si attenda un calo dei prezzi nei prossimi mesi. Per il settore terziario la spesa energetica è triplicata in un anno (da 11 miliardi di euro del 2021 a 33 miliardi circa in questo 2022) e ora si trovano a rischio circa 120mila imprese e 370mila posti di lavoro.

 

Figura 3. Le previsioni di prezzo per i mercati energetici, in valuta di quotazione, scenario di base. Fonte: stime Intesa Sanpaolo

A fare i conti con l’aumento dei prezzi (l’energia elettrica sale in media del 138% e il gas del 228%) non ci sono solo le aziende altamente energivore ma anche quelle sui cui pesa il rincaro generale delle materie prime. Confesercenti paventa il rischio di un’uscita dal mercato del 10% delle imprese (circa 90mila), per un totale di 250 mila posti di lavoro persi nel settore di bar e ristorazione. Mentre per l’alimentare i costi dell’energia sui conti economici sono passati dal 2% a circa il 10%, con bollette quintuplicate.

Il rischio stop generalizzato riguarda anche per le industrie dell’acciaio, della ceramica e della carta, mentre per trasporti e logistica il nodo principale è il gasolio. «Il nostro settore – spiega il segretario generale di Conftrasporto Pasquale Russo sentito da Rai News – si muove per il 95% con il gasolio e per il 5% con il gas. Mediamente il costo del prodotto petrolifero, del gas in questo caso, vale il 30% dei costi di un’impresa di trasporto». Con un costo del gas quadruplicato l’aumento complessivo dei costi di esercizio è stato di circa il 10-15%.

Il prezzo del gas è ancora molto alto – soprattutto rispetto agli anni passati – ma nel mese di ottobre 2022 è calato sensibilmente a causa del calo della domanda e di altri fattori congiunturali (inflazione e aumento dei tassi d’interesse). È prevista una riduzione dei costi a carico delle imprese e delle famiglie, ma a preoccupare è ora il rischio recessione.

Agire contro la crisi

In occasione del XVI forum economico italo-tedesco, la AHK Italia ha presentato uno studio sulle catene del valore, offrendo dei suggerimenti alle imprese che si trovano ad affrontare un periodo buio. Il governo Draghi e il Parlamento italiano hanno introdotto misure volte ad alleggerire la posizione finanziarie del settore produttivo attraverso prestiti garantiti dalla SACE Spa. Alla luce di ciò, AHK ha rimarcato la necessità di proseguire e rafforzare le politiche di supporto dei consumatori, anche industriali, che si troveranno nei prossimi mesi a fronteggiare una spesa energetica comunque insostenibile. I livelli di accresciuta insolvenza dei consumatori finali possono determinare la crisi della filiera energetica.

Per molte aziende, sempre secondo l’indagine Energy 4 Europe, il momento attuale è da considerare decisivo anche per intervenire e rimodulare in senso più corto e vicino, le catene di fornitura energetica, così come per gli investimenti nelle rinnovabili e nell’aumento dell’efficienza energetica.

Nella seconda parte di questo speciale abbiamo analizzato i consumi dell’Italia in base al tipo di fonte di energia e descritto il funzionamento dei mercati, illustrando la relazione tra prezzo del gas e prezzo dell’elettricità. L’aumento di queste due voci degli ultimi mesi sembra abbia già portato le imprese italiane a un razionamento volontario per proteggersi: secondo calcoli di Staffetta Quotidiana, guardando al mese di settembre i consumi di gas si sono contratti del 15,9% rispetto allo stesso periodo del 2021; per l’industria una riduzione del 22,5%. Colpite anche le centrali (-17,8%) per il calo dei consumi elettrici.

 

 

Fonti:

Crisi energetica: “allarme rosso” per le imprese del terziario di mercato, Confcommercio, 2022

Dai bar all’acciaio, dalle ceramiche alla carta: tutte le aziende a rischio per il caro energia, Rai News, 23 agosto 2022

Energy 4 Europe, AHK Italien, 2022

Five levers to optimize energy spent and risks for industrials, McKinsey, July, 2022

Gas: a settembre la crisi prezzi morde i consumi, ai minimi da 20 anni, Staffetta Quotidiana, 3 ottobre 2022

J. Strasburg, Energy Crisis Squeezes Smaller Firms That Power Europe’s Economy, Wall Street Journal, Aug 2022

Ripensare l’energia: sfide e opportunità per un futuro sostenibile, AHK Italien, 2022

Trasformare la crisi energetica in un’opportunità, Intesa San Paolo, Focus Commodity, 2022

 

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