La gestione delle emissioni nel settore logistico sta diventando un fattore strategico tanto quanto l’efficienza operativa e la riduzione dei costi. In questo contesto, DP World sta accelerando la propria transizione climatica attraverso una combinazione di coinvolgimento dei fornitori, elettrificazione delle operazioni e innovazione digitale.
Il Sustainability Report 2025 del gruppo mostra come la decarbonizzazione non sia più una somma di iniziative isolate, ma un processo integrato che coinvolge l’intera catena del valore: dai fornitori alle infrastrutture portuali, fino ai clienti finali.
La leva dei fornitori: dove si concentra una parte dell’impatto
Uno degli elementi più significativi emersi dal report riguarda il ruolo della supply chain. DP World ha individuato engagement dei fornitori e governance degli acquisti come priorità strategiche per intervenire sulle emissioni indirette (Scope 3), che rappresentano la quota più consistente dell’impronta ambientale complessiva.
Per questo motivo l’azienda ha adottato un modello strutturato basato su:
- codici di condotta per i fornitori
- processi di due diligence Esg
- criteri ambientali integrati nei contratti di approvvigionamento
Nel 2025 sono stati valutati circa 500 fornitori, pari a circa il 18% della spesa globale. L’obiettivo è ampliare progressivamente il monitoraggio lungo tutta la rete di approvvigionamento. L’effetto di questo approccio riguarda soprattutto la capacità di misurare e gestire le emissioni Scope 3, che nel 2025 hanno superato 3,2 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente.
Emissioni operative: i primi risultati
Sul fronte delle emissioni dirette e indirette (Scope 1 e Scope 2), il gruppo ha registrato una riduzione del 14% rispetto al 2022, anno utilizzato come baseline.
Il risultato è stato ottenuto attraverso un insieme di interventi che comprende:
- miglioramento dell’efficienza energetica
- digitalizzazione dei processi
- progressiva elettrificazione delle attività operative
Un altro dato significativo riguarda le emissioni Scope 2 basate sul mercato, diminuite del 54% rispetto ai livelli di riferimento.

