Nonostante la crescita del 4% nel 2024, con 11,45 miliardi di euro, la supply chain finance rimane ancora poco utilizzata dalle Pmi italiane. Solo il 3% delle aziende ne fa uso, preferendo ancora rapportarsi agli istituti finanziari tradizionali. Inoltre, l’adozione dell’intelligenza artificiale sta diventando cruciale per migliorare l’efficienza e la sicurezza nel settore, ma le banche sono ancora riluttanti a implementarla su larga scala.

Uno strumento poco utilizzato

Tra i nuovi strumenti che in momenti di incertezza possono contribuire alla solidità della supply chain va senz’altro annoverata la supply chain finance, ovvero finanziare il capitale circolante facendo leva sulla filiera. Questo è particolarmente importante in un momento in cui, come si legge anche sul sito PLTV, che copre notizie, opinioni e focus nell’ambito della intermediazione creditizia, “le Pmi italiane stanno soffrendo credit crunch e desertificazione bancaria molto più delle famiglie”.

Nel 2023 questo business di finanziamento della filiera è cresciuto attestandosi su circa 570 miliardi di euro di crediti commerciali complessivi, per un quarto del mercato potenziale che è già servito da soluzioni di credito di filiera. Eppure, malgrado il bisogno di liquidità, solo il 3% delle realtà intervistate dall’Osservatorio del Politecnico di Milano si avvale dello strumento della supply chain finance, mentre la restante parte continua a rivolgersi per il 72% alle banche e per il 15% alla consulenza del commercialista.

Un settore in crescita costante

La supply chain finance ha registrato un notevole aumento nel 2024, con un volume d’affari di 11,45 miliardi di euro nei primi cinque mesi, un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Il factoring globale, incluso il factoring classico, ha raggiunto 113,1 miliardi di euro, con una crescita del 2,5%. Queste cifre sono state comunicate da Massimiliano Belingheri, presidente di Assifact e Ceo del gruppo BFF, durante l’assemblea annuale dell’Associazione delle aziende di settore.

Le piattaforme digitali stanno giocando un ruolo crescente nel migliorare l’efficienza dei processi finanziari e operativi nella catena di fornitura. La prossima Late Payment Directive dell’Ue, che imporrà un termine massimo di 30 giorni per il pagamento delle fatture, contribuirà ulteriormente a stabilizzare il mercato. Parallelamente, l’uso dell’intelligenza artificiale per valutare nuovi clienti e ridurre i casi di criminalità è considerato essenziale per rimanere competitivi nel settore, un passo cruciale per garantire conformità e vantaggi operativi futuri.

La tecnologia come rischio

Sul versante dei servizi finanziari, nonostante l’importanza della tecnologia essi evitano ancora per la maggior parte l’intelligenza artificiale a causa dei timori legati al lavoro e alla regolamentazione. Dunque, le preoccupazioni sull’impatto della tecnologia superano i vantaggi come l’aumento della produttività e la riduzione dei costi. Tra i fattori che dissuadono i banchieri dall’adottare pienamente i sistemi su cui si basano prodotti come ChatGPT ci sono il timore di perdere il lavoro, le preoccupazioni normative e l’inerzia istituzionale.

Solo il 6 percento delle banche al dettaglio è pronto a implementare l’IA su larga scala in tutta la propria attività, secondo uno studio di Capgemini riportato dal Financial Times. “Tuttavia, McKinsey stima che potrebbe aggiungere fino a 340 miliardi di dollari di valore ogni anno al settore bancario globale, pari a circa il 4,7 percento dei ricavi totali del settore”, scrive il giornale inglese. La Banca dei regolamenti internazionali ha esortato le banche centrali a migliorare il loro approccio all’intelligenza artificiale, affermando che la tecnologia potrebbe garantire guadagni di produttività ma comporta anche dei rischi, come la fornitura di informazioni errate e la vulnerabilità agli hacker. Questo è uno dei motivi per cui i servizi di supply chain finance hanno la possibilità di essere all’avanguardia.

La paura dei posti di lavoro

Il servizio clienti è una delle aree più sconvolte dagli strumenti di intelligenza artificiale, che possono conversare in modo simile a quello umano e rispondere alle domande. Per più di un decennio, le banche digitali hanno utilizzato l’apprendimento automatico per smistare le domande online, spesso indirizzando i clienti a un agente del servizio clienti in tempo reale. Tuttavia, i bot basati su LLM sono in grado di comprendere una gamma più ampia di query, indipendentemente da come sono formulate, e possono eseguire compiti eliminando la necessità dell’intervento umano. La fintech svedese Klarna ha affermato che il suo assistente IA potrebbe svolgere il lavoro di 700 addetti al servizio clienti e risolvere le richieste in meno di due minuti. Di conseguenza, l’azienda prevede di risparmiare 40 milioni di dollari sui costi del servizio clienti quest’anno.

Il procurement gioca un ruolo cruciale nell’adozione della supply chain finance, contribuendo a rafforzare la solidità finanziaria delle imprese, specialmente in periodi di incertezza. Facilitando l’accesso a modelli di finanziamento innovativi e promuovendo l’efficienza operativa, questa funzione può significativamente migliorare la resilienza della supply chain. Con il supporto strategico all’implementazione di tecnologie, insieme all’IT, e coinvolgendo anche le risorse umane nel settore delle tecnologie per gli strumenti finanziari per comprendere gli impatti sulla forza lavoro, c’è un potenziale significativo per aumentare l’efficienza finanziaria e operativa, preparandosi meglio alle sfide future.