Posted On 4 Settembre 2019 By In Supply Chain With 53 Views

Il futuro delle filiere logistiche è la stampa 3D?

Stampa3D

La tecnologia della stampa 3D si inserisce nelle attività produttive e logistiche delle aziende.

Il Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia ha realizzato una ricerca per identificare come le nuove tecnologie digitali possano generare beneficio per le attività produttive e nel settore della logistica. La stampa 3D all’interno della produzione di un’azienda è uno strumento rivoluzionario perché il suo funzionamento avviene attraverso tecnologia additiva. Usando come base un modello 3D virtuale infatti, la stampante è in grado di stampare l’oggetto strato dopo strato. Un passo avanti rispetto alla tradizionale produzione sottrattiva che parte dalle materie prime.

Quali sono i plus del 3D?

Ad oggi le aziende si trovano a fare i conti con un cambiamento sempre più veloce e a una richiesta da parte dei clienti sempre più specifica. Dalla produzione di massa si sta passando a una produzione di lotti più piccoli e la stampa 3D in questo senso sembra la soluzione. Oltre a tempi di produzione ridotti grazie al modello virtuale in 3D come base di partenza, è possibile realizzare prodotti e componenti di qualità superiore proprio perché questa tecnologia additiva è in grado di ricreare forme complesse e geometrie. Infine da sottolineare è anche la maggiore sostenibilità ambientale del processo, dovuta alla riduzione degli scarti di materiale e di consumi energetici. Al di là della produzione, la stampa 3D si potrebbe rivelare un fondamentale alleato anche per l’attività logistica.

La stampa 3D per la supply chain

La tendenza delle aziende è sempre stata quella di delocalizzare le proprie attività produttive, creando di conseguenza filiere molto lunghe, rigide e poco sensibili ai cambiamenti del mercato. Ma nel momento in cui il mercato ha iniziato a pretendere rapidità, le aziende hanno compreso che il reshoring fosse una necessità.
In quest’ottica la stampa 3D ne sarebbe il fattore determinante proprio grazie alla velocità di svilupo dei prodotti. Ma la stampa 3D potrebbe anche riattivare la filiera, risvegliandola dal suo torpore, e incidere sulla riduzione delle scorte. Presso i provider logistici, per esempio, sarebbe possibile produrre componenti on demand che hanno una richiesta sporadica e che in questo modo non rimarrebbero stipati in magazzino, creando ingenti volumi di merce inutilizzata.
Lo studio dell’Università degli Studi di Brescia ha identificato tre possibili scenari riguardo all’utilizzo della stampa 3D nella logistica:

  • Scenario Centralizzato: le aziende manifatturiere dotate di stampanti 3D potrebbero produrre componenti di ricambio su richiesta del cliente tramite un portale dedicato. Nel giro di poche ore l’oggetto potrebbe essere spedito al consumatore senza necessità di gestire le scorte lungo la filiera. All’operatore logistico spetterebbe solo il compito della consegna a domicilio.
  • Scenario Decentralizzato presso i centri distributivi: i fornitori di servizi logistici, dotati di stampanti 3D, potrebbero produrre pezzi di ricambio accorciando così le distanze con il cliente finale e di conseguenza i tempi di evasione dell’ordine e di consegna.
  • Scenario Decentralizzato presso il consumatore finale: i consumatori finali, tramite una stampa 3D, potrebbero avere la possibilità di produrre presso il proprio domicilio il prodotto desiderato a partire dal modello virtuale messo a disposizione dal produttore. In questo caso il settore della distribuzione e logistica perderebbe alcune delle sue funzioni, mentre il produttore si limiterebbe a vendere il suo modello digitale e a fornire il materiale necessario per la stampa

Nelle conclusioni della ricerca, il Laboratorio RISE afferma che in un futuro vicino (dieci anni circa) non tutti i prodotti saranno realizzati on demand e nemmeno che nel settore della logistica avverrà un cambiamento radicale con l’avvento delle tecnologie come la stampa 3D; le percentuali d’incidenza per il momento sono inferiori al 5% del valore della produzione movimentata.

Ma a quanto pare Amazon prevede di posizionare stampanti 3D sui propri mezzi, con cui poter realizzare on demandi prodotti richiesti dai clienti. L’obiettivo, è quello di ridurre ancor di più i tempi di consegna e limitare lo stock di prodotti nei propri hub e magazzini.  Amazon potrà così processare l’ordine, produrre (stampare) l’oggetto (anche personalizzato) richiesto e consegnarlo a casa del cliente, in meno di 24 ore.

La stampa 3D quindi non sembra così futuristica se alcune aziende già ci stanno pensando.

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