Posted On 29 Marzo 2019 By In Supply Chain With 75 Views

In aumento le interruzioni lungo la supply chain

Uragano

Nel campo della fornitura energetica, fonti autonome possono mitigare il rischio e portare risparmi

Nel 2018 sono stati emessi 2.696 allarmi nelle supply chain, il 36% in più rispetto all’anno precedente, secondo Resilinc EventWatch, un servizio di monitoraggio, allerta e analisi degli eventi su scala globale. L’azienda ha affermato che tra questi sono compresi 907 eventi che hanno avuto un impatto sui siti di fornitori mappati dei clienti e hanno perciò richiesto un impact assessment. Ne parla su Supply Management Will Green.

I cinque eventi più segnalati sono stati fusioni e acquisizioni, incendi o esplosioni nelle fabbriche, cambiamenti o riorganizzazioni del management, vendita o spinoff delle aziende e chiusura o interruzioni nelle fabbriche.

I cinque disastri naturali più devastanti del 2018 sono stati la bufera di neve verificatasi a gennaio nel Nord America, un terremoto di magnitudo 6,4 a Taiwan a febbraio, l’uragano Florence e il tifone Mangkut a settembre e l’uragano Michael a ottobre. Complessivamente, questi eventi hanno avuto un impatto su più di 24mila fornitori con un tempo di risoluzione medio di 19-25 settimane.

Secondo Resilinc, dei 12.558 siti manifatturieri dei fornitori presenti nelle zone a rischio di eventi potenzialmente distruttivi, solo 12% aveva un sito di produzione alternativo disponibile. Bindiya Vakil, Ceo di Resilinc, ha affermato: «Con la supply chain globale così carica di incertezza e instabilità, i professionisti della supply chain dovrebbero esaminare dove fornitori con un unico sito produttivo rendono la loro catena di approvvigionamento vulnerabile e come possono lavorare con loro per identificare e qualificare siti di produzione alternativi».

In tema di interruzioni del business, Jen A. Miller approfondisce su Supply Chain Dive il problema del rifornimento elettrico nei magazzini in caso di blackout. Più i magazzini aggiungono elementi di automazione, più i facility manager si trovano a dover esplorare fonti di energia alternative e sensori smart per ridurre la dipendenza dalla rete elettrica. Blackout come quelli che si stanno verificando in Venezuela, disastri naturali e la minaccia di un attacco hacker alla rete elettrica, come è accaduto lo scorso anno a Puerto Rico, sono rischi che possono essere minimizzati rendendo i magazzini più autonomi.

Alcuni magazzini si sono isolati su una micro-rete propria, connessa alla rete principale, che mantiene il voltaggio allo stesso livello e, in caso di interruzione della fornitura, la struttura può separarsi dalla rete principale e venire alimentata autonomamente. Oppure, le grandi strutture possono installare pannelli solari sul tetto o costruire tettoie solari sopra le aree di parcheggio e usare sistemi di stoccaggio di energia per alimentare le strutture. Anche se la maggior parte delle strutture può funzionare per  più di 24 ore autonomamente, può essere d’aiuto avere un piano di riserva. Una fonte alternativa, inoltre, può anche essere usata durante le ore di picco, come il pomeriggio e la sera presto, quando il prezzo dell’energia è più alto, permettendo risparmi significativi.

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