Posted On 29 Marzo 2022 By In Supply Chain With 328 Views

La logistica del 2022 sarà digitale e sostenibile

Gli ultimi due anni hanno visto una massiccia accelerazione degli sviluppi nella logistica e gli esperti del settore concordano nel dire che questi cambiamenti continueranno e progrediranno ulteriormente nel corso del 2022.

Secondo il colosso della logistica tedesca DHL, il futuro della logistica sarà digitale e sostenibile.

Gli aspetti della digitalizzazione e della sostenibilità, infatti, guideranno i principali trend del settore ottimizzando i processi e la scalabilità delle operazioni.

 

  1. Digitalizzazione 

La cosiddetta Logistica 4.0 guiderà la nuova era della digitalizzazione della logistica, puntando sull’automazione dei processi aziendali e logistici e sul collegamento in rete di dispositivi e aziende tra loro.

Gli obiettivi saranno quelli di semplificare i processi, aumentare l’efficienza e stabilizzare le catene di approvvigionamento globali.

La logistica 4.0, spiega DHL sul suo blog Freight Connections, è associata a varie questioni che avranno un impatto chiave sul futuro della logistica:

 

  • Big Data, automazione e networking

I dati sono un fattore cruciale per la logistica e grazie a software sempre nuovi e hardware più intelligenti, è possibile raccoglierli e scambiarli per migliorare l’efficienza dei processi.

Benefici:

L’implementazione dei Big Data e del networking intelligente tra le società di logistica consente di stabilizzare e creare trasparenza lungo l’intera catena di approvvigionamento. In particolare:

– anticipando o addirittura evitando potenziali guasti o interruzioni;

-sviluppando piani alternativi per rispettare i programmi specificati;

– ottimizzando i percorsi di trasporto;

– fornendo a tutte le aziende coinvolte informazioni dettagliate sullo stato di una consegna

 

  • Globalizzazione

Con lo scoppio della pandemia, la globalizzazione ha mostrato i suoi limiti e sta emergendo una controtendenza. L’integrazione globale ha portato all’interdipendenza delle catene di approvvigionamento, generando ritardi e complicazioni in caso di singoli guasti. Ecco che ora un focus regionale più forte punta a dissolvere queste dipendenze e rendere le regioni più autonome l’una dall’altra per ripristinare la stabilità delle catene di approvvigionamento.

 

  • Robot

Nel settore logistica i robot vengono attualmente utilizzati nella messa in servizio, ad esempio, per ridurre il carico di lavoro del personale di magazzino. Sono utilizzati in particolare nell’e-commerce e nei depositi per beni di consumo.

I robot raccolgono le merci per gli ordini in arrivo e trasportano carichi pesanti attraverso i magazzini. In questo modo, calcolano in anticipo i percorsi più veloci, preparano in modo efficiente gli invii e portano la merce al punto di consegna, dove subentra il robot successivo. Le collisioni con altri robot e umani vengono evitate tramite appositi sensori.

 

  • Logistica multicanale 

Per evitare i problemi legati alle interruzioni della supply chain, intensificati con l’avvento della pandemia, la logistica sta diventando sempre più diversificata. Le merci vengono quindi trasportate attraverso veri canali: strada, acqua, ferrovia o aria.

In caso di difficoltà con una particolare modalità di trasporto, è possibile passare a una modalità alternativa, evitando ritardi nelle consegne e mantenendo la stabilità della catena di approvvigionamento.

 

  1. Sostenibilità

La sostenibilità gioca un ruolo sempre più importante nella selezione dei partner aziendali e migliora la posizione competitiva di un’azienda, nonché la sua immagine reputazionale.

Secondo DHL, il comparto della logistica può dare un contributo sostanziale alla riduzione delle emissioni di gas serra. Secondo gli studi del WEF – Word Economic Forum, la logistica e i trasporti rappresentano il 5,5% di tutte le emissioni di CO2 nel mondo. Ne deriva la necessità di agire incrementando soluzioni eco compatibili per il futuro del settore.

Approcci promossi da DHL: 

– Uso di camion elettrici per la consegna dell’ultimo miglio;

– Utilizzo di carburante Bio-GNL per il trasporto a lunga distanza. Questo carburante rinnovabile si rivela altamente promettente per il futuro dei trasporti pesanti e le rotte rilevanti nei più grandi paesi europei possono essere facilmente coperte con bio-GNL;

– Creazione di una flotta di veicoli più pesanti (LHVs);

–  Uso di CNG: gas naturale compresso che a differenza del GNL non è ancora liquefatto. La società informa che esiste già una rete completa di stazioni di rifornimento per CNG in tutta Europa; con Germania, Italia settentrionale e Svizzera come i principali pionieri. L’utilizzo di CNG comporta una riduzione di CO2 compresa tra il 20 e il 55% rispetto ai motori a benzina.

Inoltre, come afferma la società, la sostenibilità non si esaurisce con il trasporto delle merci: la logistica di magazzino gioca un ruolo anche quando si parla di sviluppo sostenibile, ad esempio per quanto riguarda la scelta dell’imballaggio o della fonte da cui le aziende ottengono la loro energia.

Per promuovere attivamente gli aspetti legati alla crescita di sostenibilità, lo scorso anno la divisione DHL Freight ha introdotto la certificazione DHL Green Carrier, un programma sviluppato per misurare gli sforzi di sostenibilità dei suoi subappaltatori e incoraggiare gli investimenti in tecnologie verdi per ridurre l’impronta di CO2.

La certificazione per l’autotrasporto punta a raggiungere l’obiettivo aziendale di ridurre le emissioni di gas serra al di sotto dei 29 milioni di tonnellate entro il 2030 e a zero entro il 2050.

Attualmente in vigore in Germania, Belgio, Spagna e Paesi Bassi, entro la fine del 2022 il gruppo tedesco intende completare l’implementazione della certificazione in tutto il mondo, includendola all’interno delle gare di appalto di autotrasporto.

 

 

 

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