Posted On 5 Settembre 2019 By In Supply Chain With 64 Views

Supply Chain: come innovarla?

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La supply chain e il suo processo di innovazione sono i protagonisti della ricerca “I manager italiani della supply chain e l’innovazione del processo” firmata da Logistica Management.

Lo studio si è avvalso di un campione ristretto formato esclusivamente da operatori della catena di approvvigionamento di aziende medio-grandi e grandi di propietà italiana (44%), internazionali con operazioni in Italia (32%) e con propensione ad attività all’estero (24%). Quanto sono interessate le aziende all’innovazione e ad un utilizzo più sensato degli strumenti per dare una scossa alla supply chain? Collaborazione e condivisione sembrano essere alla base del modus operandi dei manager del settore che si trovano a gestire un network di persone in continua comunicazione. Conditio sine qua non per costruire una solida supply chain che collabori è il concordare da parte dei partner commerciali su una serie di aspetti.

Cosa stimola l’innovazione nella supply chain?

Le aziende puntano a un maggiore controllo sulle proprie catene di approvvigionamento che dovranno pertanto essere semplificate. Un numero minore di partner nella supply chain significa uno scambio di dati più diretto e continuo in modo che la controparte possa essere affidabile nel soddisfare le aspettative. Quasi il 60% del campione si pone degli obiettivi sfidanti proprio per stimolare la ricerca di soluzioni di processo innovative. Rilevante è anche che oltre un terzo degli intervistati (35%) punta a coinvolgere clienti, mentre oltre un quarto punta a coinvolgere fornitori e partner logistici.

Quali iniziative attuare per l’innovazione dei processi?

  • Sviluppo di nuovi prodotti: l’80% degli intervistati ritiene che questo fattore possa spingere l’azienda verso l’innovazione e che l’effetto positivo di cui è artefice salirà così di importanza nei prossimi tre anni.
  • Entrata in nuovi mercati: senza un’innovazione nella gestione dei processi di supply chain, le aziende non potrebbero reagire rapidamente a cambi di gusto, alle crisi e alle interruzioni della catena di approvvigionamento. Ma mentre oggi solo il 44% degli intervistati attribuisce un voto superiore ai 7/10 alla rilevanza dell’entrata in nuovi mercati, fra tre anni saranno più del 76%.
  • Nuovi servizi per la clientela: la sua importanza come elemento per l’innovazione di processo per il 50% degli intervistati ottiene un punteggio di 8/10. L’erogazione di servizi sempre nuovi richiede fluidità nelle operazioni e coordinamento tra tutti gli operatori della supply chain e secondo il 65% sarà un fattore che nei prossimi tre anni diventerà sempre più rilevante.
  • Attenzione ai costi: un’iniziativa che non deve rimanere a sè stante ma che deve promuovere una revisione dei processi aziendali che, una volta rinnovati, evitano spechi e permettono l’ottimizzazione delle risorse. Oltre il 70% dei supply chain manager ritiene che un piano di riduzione dei costi funga da stimolo per innovare i processi meritando un voto da 8/10 e oltre.
  • Programmi di sostenibilità:  per quanto il tema della sostenibilità ambientale e sociale stia crescendo, questo non traspare del tutto dalle risposte raccolte. Solo poco più del 35% attribuisce un voto alto alla rilevanza che hanno i programmi di sostenibilità ambientale per spingere l’azienda ad innovare i processi.

Ostacoli e prospettive

Esistono alcuni ostacoli tra i manager della supply chain e l’innovazione di processo. Se da una parte si trova la resistenza al cambiamento, per il 47% degli intervistati uno deli ostacoli maggiori è la scarsa capacità dei manager di dimostrare la convenienza economica degli investimenti su processi e risorse umane. A completare il quadro, la mancanza di competenze dei responsabili (41%).
Si sottolinea la volontà di migliorare i processi di planning (il 93% degli intervistati la indica come area che sarà più soggetta a innovazione) e di delivery (87%) per contribuire a scambiare dati più affidabili con i partner esterni per condizioni di migliore visibilità, con conseguenti benefici sulla gestione delle proprie risorse. 
Quello che si evince dalla ricerca è che i manager della supply chain hanno compreso che le tecnologie sono effettivamente abilitatori di innovazione solo se introdotte e poi accompagnate da programmi organizzativi che abbiano individuato le aree da affrontare per gli obiettivi strategici dell’azienda. L’innovazione quindi richiede uno sforzo congiunto tra l’analisi dei processi e le soluzioni tecnologiche.

In conclusione vengono identificati come punti di forza dei manager fattori di natura interpersonale (capacità di trovare soluzioni creative, ricchezza di competenze umane, tecniche e gestionali, capacità di combinare competenze diverse)

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