Secondo l’ultimo rapporto Time To Recharge di Amnesty International sarebbe la Apple la migliore compagnia tech al mondo in quanto a garanzia di controllo delle filiere di approvvigionamento di materie prime, non solo sulla qualità del prodotto ma anche sulla sicurezza e legalità degli ambienti di lavoro. Il colosso di Cupertino d’altro canto già dal 2010 controlla con meticolosità la provenienza di stagno, tungsteno, tantalio e oro risalendo dal prodotto finito alle fonderie, mentre dal 2015 inoltre la stessa attenzione è dedicata alla filiera del cobalto, un materiale molto sfruttato nelle moderne tecnologie. Al momento quindi la società è in grado di pubblicare per intero l’elenco delle fonderie e raffinerie di cobalto che collaborano con la Mela più famosa al mondo. La società inoltre è attiva anche sul fronte del lavoro minorile, della salute, della sicurezza e dell’impatto sull’ambiente, ma è anche attiva in progetti concreti intrapresi nel corso degli anni con diverse Ong di rilievo internazionale, un progetto a lungo termine che mira in tutti i sensi a creare una Supply Chain che sia sostenibile e innovativa.

Time to Recharge raccoglie i risultati di un programma di monitoraggio sulle principali società di elettronica e tecnologia, evidenziando chi non sta facendo abbastanza per fermare le violazioni dei diritti umani nelle catene di fornitura e montaggio. Nel rapporto 2017 Amnesty International evidenzia come e se i giganti del settore, tra cui Apple, Samsung, Dell, Microsoft, BMW, Renault e Tesla, abbiano migliorato le loro pratiche di approvvigionamento di materie prime (come il cobalto) da gennaio 2016. Si tratta di un passo importante che la Apple ha intrapreso non senza difficoltà (nel 2016 la creatura di Tim Cook ha dovuto rimuovere 22 fornitori dalla filiera), ma riguarda in realtà anche moltissime realtà certo più piccole ma ugualmente attive sul mercato. Leggendo si scopre che solo poche aziende hanno fatto passi in avanti, mentre molte altre ancora non riescono ad adottare modelli corretti. Per questo partecipare ai programmi di monitoraggio è fondamentale per garantire che fonderie e raffinerie adottino sistemi adeguati per controllare le loro fonti di approvvigionamento e valutare i potenziali rischi.