Posted On 28 Gennaio 2021 By In Dalla Redazione With 74 Views

“Una ricetta a prova di futuro”: sveliamo il terzo ingrediente

Se la scorsa settimana abbiamo raccontato come il carciofo sia il “ re dell’orto” e quella prima ancora del legame tra customer centricity e il pecorino, oggi sveliamo il terzo e ultimo ingrediente della ricetta di Max Mariola, lo chef che insieme a Oracle ci terrà compagnia il 18 febbraio dalle ore 17 per l’evento digitale “Una ricetta a prova di futuro”

Partiamo con il dire che è una materia prima gustosa, in perenne competizione con un’altra, la pancetta, e particolarmente apprezzata nella cucina romana, come del resto tutti gli ingredienti della nostra ricetta. E se vi dicessimo che viene definito anche il “re della carbonara e della amatriciana”? Avete capito, no? 

Il guanciale, del resto, non ha bisogno di molte presentazioni. Parliamo di un salume tipico italiano che nasce dalla guancia del maiale –  da qui il nome – e dall’origine, contrariamente a quanto si pensi, abruzzese. Nonostante sia presente sia nella carbonara sia nell’amatriciana, tipici piatti alla romana, è l’Abruzzo la sua casa e per la precisione tra Amatrice – da qui il nome della pasta – e il lago di Campotosto, questo perché fino al 1927 Amatrice figurava nei confini abruzzesi.

E anche se spesso vengono confusi e molti di noi continuano a condire la propria carbonara con la pancetta, esistono alcune caratteristiche uniche del guanciale che sarebbe meglio tenere a mente:

  • è un taglio nobile che include un grasso pregiato e che viene ricavato dalla guancia fino alla spalla di un maiale di almeno 9 mesi, al contrario della pancetta che deriva dalla pancia.
  • è un salume saporito condito esternamente con sale e pepe e in alcuni casi anche con aglio, salvia e rosmarino, stagionato per almeno 3 mesi e con una crosticina esterna che lo rende croccante. 
  • rispetto alla pancetta è più grasso e dall’apporto calorico maggiore e presenta una consistenza più dura e un sapore più intenso ma che, a differenza della pancetta, è più difficile da rintracciare per le preparazioni. 

 

Il guanciale non è solo l’ingrediente in perenne sfida con la pancetta ma anche un prodotto tipico di Amatrice, paese noto anche per il terremoto che la notte del 24 agosto 2016 sconvolse anche Accumoli e altri piccoli centri nella provincia di Rieti. Una tragedia che ha messo i produttori della zona in ginocchio dall’oggi al domani e che richiedeva la capacità di rinascere, letteralmente, dalle proprie macerie. 

Il salumificio Sa.no, produttore di guanciale locale, è risultato nel 2019 tra gli undici salumi eccellenze d’Italia della “Guida Salumi d’Italia” de L’Espresso, l’unica realtà del Centro Italia a concorrere. Un riconoscimento non solo per la qualità del prodotto, ma anche e soprattutto per la resilienza dimostrata. Dopo il terremoto i titolari sono rimasti ad abitare e a lavorare in questa terra, un impegno che merita questo e ben altri premi. Un caso di resilienza a tutti gli effetti, una parola che nell’ultimo anno, a causa del Covid-19 abbiamo sentito e pronunciato innumerevoli volte e che sarà affrontata anche durante l’evento “Una ricetta a prova di futuro” da Oracle con Simone Marchetti, Responsabile Business Development della Digital Supply Chain. 

 

La resilienza per rispondere al cambiamento

In occasione di Oracle Talk “Operations Resilienti per stare al passo del cambiamento”, si è discusso di quali strategie tecnologiche possono aiutare le aziende manifatturiere e le loro supply chain ad affrontare il cambiamento. Questo denota come la resilienza sia al centro della scena e di come un’azienda possa raggiungerla affidandosi al cloud. Grazie al racconto di due case history concrete, quella di Gruppo Marazzi e di Alcar Route SA, è stato possibile comprendere come la trasformazione in cloud dei processi di produzione, logistica e supply chain sia stata l’arma vincente per combattere le sfide legate alla pandemia. 

Gruppo Marazzi, grazie a Oracle Transportation Management Cloud, ha potuto realizzare un’ app che “consentisse ai trasportatori di prenotare il pick-up del carico in autonomia, avendo la precedenza al momento del ritiro e trovando la merce già pronta”. La necessità del distanziamento inoltre è stata possibile con il prelievo self-service da parte dei camionisti stessi.

Alcar Route, invece, con Oracle IoT Production Monitoring e Manteinance Cloud è stato in grado di “connettere le linee produttive, con individuazione in ottica predittiva di potenziali esigenze di manutenzione, aiutando anche a garantire maggiore elasticità e capacità di ripianificazione della produzione”. Una soluzione fondamentale per allocare le risorse in maniera ottimale, anticipare i problemi e aumentare la reattività.

Gli strumenti in cloud di Oracle – aggiornati con funzioni specifiche per rispondere alle esigenze del momento – hanno aiutato le aziende a rispondere a questo sconvolgimento senza precedenti e ad abbracciare la resilienza con una marcia in più. 

 

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