La graduale transazione verso un sistema di economia circolare è un processo che nel nostro Paese sta avvenendo in maniera solida e relativamente rapida, ma di fatto accanto ai dati in crescita per riciclo e riduzione del consumo di risorse manca ancora la capacità di mettere a sistema le best practices condivise. Per questo motivo 8 grandi aziende italiane hanno deciso di unirsi un una sorta di alleanza pro “Circular economy. Il nuovo progetto promosso da Enel e Intesa Sanpaolo è stato lanciato pochi giorni fa presso la sede di Confindustria, alla presenza del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e della parlamentare europea Simona Bonafè. Le due società assieme a Novamont, Costa Crociere, Gruppo Salvatore Ferragamo, Bulgari, Fater ed Eataly, hanno firmato il Manifesto per l’Economia Circolare, documento con cui si impegnano a rafforzare le strategia circolari promuovendo innovazione, competitività e prestazioni ambientali a tutto tondo.

Nella pratica questo significherà individuare e diffondere le best practices italiane sulla circolarità e implementare all’interno delle rispettive aziende criteri e approcci sempre più improntati alla circolarità. Saranno inoltre definiti metodi di misurazione e di target da utilizzare internamente e verso i fornitori e la filiera a valle, con la possibilità di sviluppare in futuro progetti comuni e di rafforzare l’aspetto circolare anche nel loro rapporto con start-up e centri di ricerca. Durante l’evento è stato poi presentato il Documento di Posizionamento Strategico Nazionale del Ministero dell’Ambiente e di quello Sviluppo Economico messo recentemente in consultazione pubblica. Uno degli elementi più interessanti in questo contesto, citato anche nel Documento e in grado di aiutare il lavoro delle aziende italiane, è l’approccio EoW-End of Waste (“cessazione della qualifica di rifiuti”) per alcuni prodotti giunti a fine vita.

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Il dicastero ambientale ha già redatto il decreto End Of Waste sul fresato d’asfalto e quello sulla gomma derivante da pneumatici fuori uso oggi in attesa dell’approvazione della Commissione Europea, ma il Ministero ha predisposto e sottoposto all’esame dell’ISPRA anche altre schede tecniche per il recupero di materiali. Insomma pare davvero che l’integrazione di innovazione e sostenibilità ambientale nel modello di business aziendale trova nell’economia circolare la sua migliore rappresentazione in termini di performance e approccio sostenibile, un mantra al quale ormai sempre più aziende e manager si stanno convertendo seguendo una strategia solida e lungimirante che parte da un punto fondamentale tanto importante quanto ormai accettato: nel futuro sempre maggiore attenzione verrà dedicata alle fonti di energie rinnovabili, ed effettivamente osservando oggi le scelte di molti grandi player internazionali sembra l’ipotesi più plausibile.