Posted On 17 Marzo 2020 By In Innovazione With 827 Views

La coronavirus economy: i settori che non conoscono crisi

coronavirus economy

Si chiama coronavirus economy, come l’ha battezzata Linkiesta, ed è una conseguenza della crisi che stiamo vivendo in questi giorni. Ci sono settori infatti che a differenza di altri non stanno subendo conseguenze negative dal progressivo stop che il Governo italiano ha imposto nelle ultime settimane. Secondo il report di Cerved Group (di cui parliamo qui), 1 azienda su 10 è a rischio fallimento se l’emergenza Covid-19 non si dovesse arrestare entro l’anno.

A subire maggiormente la crisi sono soprattutto tre settori: tessile, trasporti e turismo, l’industria manifatturiera, in particolare l’automotive, le attività culturali (teatro e cinema), l’industria agroalimentare e la produzione enologica. Dall’altra parte invece esistono aziende che, in un modo o nell’altro, sono “avvantaggiate” dalla situazione. Dallo streaming all’e-commerce, scopriamo i settori della coronavirus economy. 

E-commerce e streaming: i settori chiave della coronavirus economy

Il gruppo Triboo ha registrato un aumento del 17% nelle transazioni dell’e-commerce durante lo scoppio della pandemia di Coronavirus. Medesimo risultato dal report di Nielsen del 6 marzo 2020 che aveva mostrato come tra il 24 febbraio e il 1 marzo si è verificato un aumento dell’81% sull’acquisto di prodotti di largo consumo online: una crescita di 30 punti percentuali rispetto alla settimana precedente.
Per quanto riguarda la GDO invece nello stesso periodo la percentuale di crescita si è assestata al 12,2%. Sembra che, nonostante il Coronavirus, il settore dell’e-commerce non stia subendo alcun contraccolpo.. Se in una prima fase era stato il Nord-Ovest a primeggiare, dalla settimana conclusasi il 1 marzo è stato il Sud Italia a incrementare la percentuale di acquisti online, visto l’allargamento della zona “rossa” o meglio “arancione” dalla sola Lombardia a tutta la penisola.

Ma non è solo l’ecommerce a godere della crisi.  Per il settore streaming invece solo nell’ultima settimana (al 7 marzo),  Netflix ha registrato un aumento dello 0,8% delle proprie azioni mentre da febbraio a marzo la percentuale è salita al 6%. Un trend crescente è anche quello delle società di tecnologia specializzate nella comunicazione da remoto e file hosting come Zoom e Dropbox. 

Tutto questo è favorito dalla volontà stessa delle persone di rimanere a casa senza rinunciare ai ritmi della vita quotidiana. Per continuare a lavorare, lo smart working e video call aiutano ma anche gli acquisti online supportano i cittadini per la spesa senza necessità di uscire da casa. Altri settori che beneficiano della situazione sono indubbiamente i produttori di cibi da dispensa, salviette e soluzioni disinfettanti.

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