La Cina ha accusato l’Unione europea di lavorare per “sopprimere” le aziende cinesi e ha affermato che agirà per salvaguardare i suoi interessi, mentre il blocco si avvicina all’imposizione di tariffe sui veicoli elettrici cinesi e le esportazioni del sud-est asiatico aumenteranno fino al 2030. All’interno di questi mutamenti nell’economia globale le piccole e medie imprese affrontano sfide crescenti e per sopravvivere sono chiamate ad adottare strategie innovative per rafforzare la resilienza della catena di fornitura.

L’economia globale a maggio

Secondo l’ultimo Chief Economists Outlook del World Economic Forum le prospettive a breve termine per l’economia globale sembrano più rosee ma rimangono incertezza e volatilità, con la politica internazionale che continua a essere un fattore di preoccupazione. “Quasi sette [economisti, ndr] su 10 si aspettano che la crescita globale torni al 4% nei prossimi cinque anni. Nonostante le tensioni geopolitiche e i persistenti venti contrari economici, le prospettive per l’economia globale stanno migliorando”, si legge nel rapporto. Solo il 17% degli economisti intervistati prevede un peggioramento delle condizioni quest’anno, per un miglioramento significativo dell’ottimismo se si considera il 56% registrato a gennaio.

Comprensibilmente quasi tutti gli intervistati (il 97%) si aspettano che la geopolitica internazionale causi volatilità economica globale per tutto il 2024, rispetto al 90% di settembre 2023. I rischi derivano innanzitutto dalle numerose guerre in atto – in Palestina, Ucraina, Sudan e Myanmar, solo per ricordarne alcune – ma desta sempre più preoccupazione anche il confronto strategico tra Stati Uniti, Cina e anche Unione europea che sempre più interessa la logistica e le auto elettriche.

Pianificazione integrata

In un contesto positivo dal punto di vista della crescita, ogni azienda deve mantenere come imperativo categorico la pianificazione delle proprie attività per prepararsi a periodi di peggioramenti. Se è vero che la natura del procurement sta cambiando, i vecchi approcci alla pianificazione aziendale iniziano a sembrare inadeguati o obsoleti alla luce delle nuove tecnologie. Come scrive CPO Strategy, per affrontare le sfide del procurement moderno è necessario un nuovo approccio.

Un approccio di Panificazione aziendale integrata (Integrated business planning, Ibp), come sottolineato dal business advisor di Oliver Wight, Ben Sellers. Una strategia per preparare in modo più efficace le organizzazioni a cambiare direzione quando necessario attraverso una migliore comprensione del processo di procurement da parte di più funzioni con una costante rivalutazione della procedura di pianificazione. “I cicli di pianificazione biennali devono essere aggiornati mensilmente e in alcuni casi anche settimanalmente o quotidianamente”, sostiene Sellers, attraverso la tecnologia utilizzata per estrarre dati da più aree aziendali e semplificare i processi di pianificazione: approvvigionamento, produzione, distribuzione e vendite.

E per le piccole e medie imprese?

Sempre più aziende stanno cambiando il luogo della produzione o degli affari per evitare dazi e altre barriere al commercio – i cui beneficiari sono Paesi come India, Vietnam, Malesia e Messico che vedranno le esportazioni aumentare sensibilmente entro il 2030 – ma stanno anche investendo nella tecnologia. Non sono però solo le multinazionali a vivere questo contesto mutevole, ma anche le piccole e medie imprese. I conflitti regionali stanno avendo un impatto sui fornitori e sulle aziende nell’approvvigionamento e nella consegna dei prodotti e le persistenti tensioni hanno contribuito alle interruzioni.

Le piccole e medie imprese sono colpite ancora di più perché non hanno le risorse e la flessibilità per affrontare le sfide della catena di approvvigionamento. Ritardi nei trasporti, carenze di materie prime e qualsiasi altra situazione avversa nella catena di fornitura avrebbero un grave impatto sulla base di clienti e, in definitiva, sulla continuità aziendale. Questo anche perché le sfide di queste organizzazioni sono significative rispetto alla gestione delle catene di fornitura – seppure la catena abbia pochi anelli – per la dipendenza da pochi fornitori, la difficoltà nella gestione dell’inventario e gli impatti dei ritardi nei trasporti.

Per mitigare questi rischi, queste imprese potrebbero diversificare i fornitori, rafforzare le relazioni con i partner e sfruttare la tecnologia per la gestione dell’inventario e della logistica. Questo poterebbe valutazioni approfondite dei rischi e catene di fornitura più resilienti. Ma tutto ciò, come anche la pianificazione integrata (che per le dimensioni è già presente) spesso non può essere una via percorribile per le piccole realtà, e specie in un contesto così frammentato e incerto assume grande importanza il supporto di grandi aziende, più avanzate tecnologicamente, che potrebbero essere di grande aiuto per queste imprese più piccole e permettere una ricaduta positiva su tutto l’ecosistema.