Posted On 11 Maggio 2020 By In Interviste With 333 Views

Il futuro del digital procurement. Tra innovazione, interoperabilità e interattività

Il futuro del digital procurement

Intervista di Alice Nicole Ginosa a Mario Messuri, General manager di Jaggaer Italia e VP South Europe pubblicata sul numero “Tecnologie e nuove competenze” (Anno 6 n. 1 Gennaio-Febbraio-Marzo 2020 )

Quale sarà il futuro del procurement? Le aziende sono pronte per la digital transformation? Abbiamo intervistato Mario Messuri, General manager di Jaggaer Italia, che ci ha fornito il suo punto di vista sulla questione e ci ha raccontato il nuovo paradigma del digital procurement secondo Jaggaer.

QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE LE AZIENDE INCONTRANO NEL LORO PROCESSO DI DIGITAL TRANSFORMATION?

Il processo di adozione di un progetto omogeneo all’interno dei diversi dipartimenti è la fase più complicata, soprattutto nelle grandi aziende. Ormai la digital transformation negli acquisti tocca anche altre funzioni come la qualità e il legal, fortemente coinvolti sul tema compliance, l’amministrazione per la fatturazione elettronica, la parte tecnica per le specifiche degli acquisti da effettuare e il procurement per le gare. Un altro elemento che contribuisce a rendere complessa l’adozione è l’approccio delle aziende. Esistono organizzazioni aperte che approfittano del percorso di digital transformation per rinnovarsi con processi più lean e standard mentre altre rimangono ancorate al passato, ripetendo ciò che veniva fatto in precedenza ma in forma digitale. Approfittare della digital transformation è uno dei modi in cui un’azienda può superare le difficoltà del cambiamento, ripensando i processi in ottica di semplificazione. La standardizzazione offre una grande opportunità alle organizzazioni, perché più i processi sono semplificati, più le tecnologie sono facilmente implementate e le aziende sono libere di concentrarsi sugli aspetti core della propria attività.

IN CHE COSA LE SOLUZIONI SVILUPPATE DA JAGGAER SI DIFFERENZIANO RISPETTO A QUELLE PROPOSTE DA ALTRI PROVIDER?

La nostra soluzione Jaggaer One è una piattaforma unica che abbraccia l’intero ciclo passivo (source-to-pay) di un’azienda, dall’analisi della spesa fino alla fatturazione elettronica passando per la qualificazione dei fornitori, sourcing, contract, cataloghi, richieste di acquisto, ricezione e conferma dell’ordine e integrazione con i warehouse dei fornitori. Da oltre 20 anni Jaggaer è totalmente focalizzata sugli applicativi di spend management, a differenza di altri grandi player, spesso generalisti. La nostra piattaforma si basa su un software proprietario – siamo un provider indipendente – ma integrabile con tutti gli ERP.

Il secondo elemento differenziante è la possibilità di configurare la soluzione per le specifiche esigenze dei diversi mercati verticali, a partire dal settore pubblico. La nostra soluzione è pienamente conforme ai requisiti previsti dal procurement pubblico non solo italiano ma anche di paesi quali Messico, Olanda, Inghilterra, Nuova Zelanda, solo per citarne alcuni, dove lavoriamo molto con i governi.

Il terzo aspetto che ci caratterizza riguarda l’architettura delle nostre soluzioni, che possono essere istanziate e riservate per i nostri clienti. Ciò significa che il database dei fornitori del cliente rimane esclusivo; il nostro modello ad oggi non prevede ricavi dal network dei fornitori, diversamente da numerosi concorrenti che concentrano buona parte dei loro ricavi su una subscription fee annuale pagata dal network.

COME STA EVOLVENDO JAGGAER RISPETTO ALLE SEMPRE NUOVE ESIGENZE DELLE AZIENDE? E COME SI IMMAGINA SARÀ JAGGAER IN UN ORIZZONTE DI MEDIO PERIODO?

Jaggaer ha deciso di puntare sul concetto che chiamiamo I3, il nuovo paradigma del digital procurement: Innovazione, Integrazione e Interattività. In primis l’innovazione perché gli investimenti di quest’anno e degli anni a venire saranno tutti indirizzati a far evolvere la piattaforma verso l’autonomous procurement. Mi riferisco ad applicazioni di intelligenza artificiale, machine learning e RPA già presenti in piattaforma e utilizzate con successo da alcuni clienti. Un esempio è lo smart assistant che aiuta nell’uso della piattaforma, grazie ad un sistema di intelligenza artificiale e di machine learning che apprende mentre l’utente lavora riuscendo poi a suggerire, una volta istruito, i passaggi per ottimizzare attività operative e, a tendere, anche processi decisionali. Le tecnologie emergenti avranno un ruolo sempre maggiore in Jaggaer One.

La tecnologia procede a una velocità accelerata rispetto alla capacità umana di adeguarsi alle innovazioni. La disponibilità di processi guidati dovrebbe accelerare il percorso di cambiamento proprio perché l’intuitività agevola l’adozione. Il secondo elemento di I3 è l’integrazione, da intendere come interoperabilità. Un applicativo non deve essere chiuso e integrabile con un solo ERP ma è necessario che sia interoperabile ovvero che lo scambio di metadati possa avvenire con qualsiasi altro applicativo. Jaggaer One supporta l’interoperabilità con i sistemi pubblici come ANAC, e con soluzioni private come gli info provider, oltre che con sistemi terzi di Business Process Management.

Infine l’interattività, nella modalità “uomo-macchina” e flusso dati. Per il primo aspetto torno allo smart assistant che, nella nostra piattaforma, è già in grado comprendere domande poste vocalmente. Interattività dei flussi dati significa, invece, la possibilità usare analytics molto evoluti che prendono in esame dati da molte fonti diverse mettendo a disposizione degli utenti delle dashboard con le quali indirizzare l’azione di procurement. 

CI PUÒ RACCONTARE UN ESEMPIO CONCRETO IN CUI JAGGAER HA RISOLTO UNA SITUAZIONE COMPLESSA?

Abbiamo aiutato diverse grandi aziende, con moltissimi fornitori, a gestire il controllo documentale in maniera efficiente, sicura ed estensiva grazie a funzionalità di robot process automation (RPA) abbinate a un sistema avanzato di scansione OCR. Il robot esegue i processi di controllo come se fosse una persona ma molto più velocemente – basandosi sulla scansione OCR, che riesce a leggere documenti in qualsiasi formato verificando, ad esempio, se firma e data di scadenza combaciano con il metadato in piattaforma, per dare poi un feedback sull’idoneità del documento.

I benefici sono significativi. Innanzitutto il controllo avviene in tempi rapidissimi rispetto alla gestione tradizionale e con soglie di errore molto più basse. L’attività può inoltre essere reiterata senza dispendio di risorse, per un’accuratezza ancora maggiore. Il controllo può inoltre essere esteso a tutto il database fornitori. La gestione tradizionale obbliga, normalmente, a restringere il perimetro, per motivi di costo e tempo. Il supporto della macchina risolve completamente questo aspetto.

Lascia un commento