Stiamo vivendo in tempi molto innovativi, dove i continui progressi tecnologici stanno contribuendo a portare avanti la nostra società verso confini fino a oggi solo lontanamente ipotizzati. Questo vale però non solo per i cittadini ma anche per le piccole o grandi imprese distribuite in tutto il globo terrestre, all’interno delle cui strutture esiste abbondante spazio per ulteriori margini di miglioramento. All’interno dei processi aziendali sono molti i comparti dove migliorare, rendere più veloci ed efficienti le procedure, primo tra tutti quello della logistica. Per esempio solitamente richiede grande dispendio di energie la gestione della merce in magazzino, attività non certo semplice da gestire e da effettuare nella pratica specialmente nel caso di grandi aziende di respiro internazionale.

Proprio per risolvere questo increscioso problema tuttavia nel corso degli ultimi anni è stata sviluppata una strategia in grado di aumentare l’accuratezza dei processi di magazzino in modo da renderli più controllabili: si tratta del sistema Put Wall, in pratica una struttura a forma di armadio divisa in una serie di scompartimenti dove un lato è occupato generalmente da uno o più operatori che inseriscono i prodotti negli scomparti assegnati a determinati ordini, mentre sull’altro lato gli operatori confezionano gli ordini o li metteranno su un trasportatore che li porta verso la spedizione. Questa semplice suddivisione del magazzino può apparire di primo impatto banale, ma si tratta in realtà di un processo in grado di integrare i flussi di picking manuali con quelli automatizzati in modo da fornire risultati incredibili sul breve come sul lungo termine.

Warehouse

Si pensi ai diversi ostacoli che i rivenditori devono affrontare ogni giorno: i consumatori comprano ormai sempre di più online, e anche gli articoli che vengono ordinati raramente devono essere presi in considerazione nel processo di evasione. I Put Wall consentono appunto di ottimizzare i processi di picking a monte e permettono di gestire un maggior numero di articoli in magazzino, riuscendo comunque a mantenere un accurato ed efficace processo di consolidamento e di confezionamento. Inoltre gli scaffali di ultima generazione Put Wall si diversificano dai tradizionali mobili da magazzino per il passaggio da scomparti con dimensioni fisse ad alloggiamenti di dimensioni personalizzabili, garantendo in questo modo guadagni in termini di capacità di stoccaggio fino al 35% solo ottimizzando lo spazio a disposizione a scaffale.

Insomma si tratta di una soluzione semplice quanto interessante per le aziende italiane e non solo, in quanto si tratta di una tecnologia che, volendo riassumere, permette un’aggregazione intelligente degli ordini, una maggiore manovrabilità degli aggiustamenti in corso e sull’allocazione degli ordini, ma in assoluto la logica di avere una scaffalatura incorporata fornisce anche dei vantaggi ergonomici agli operatori, minimizzando la fatica e ottimizzando fisicamente gli spostamenti interni. Insomma questa e altre innovazioni come tecnologie abilitanti, inclusi i sistemi di identificazione in radiofrequenza e i sistemi a comando vocale, consentono di ridurre il ritorno dell’investimento migliorando significativamente la produttività dell’operatore e l’accuratezza degli ordini in toto, risultando in questo senso di estremo interesse per tutto il mondo del procurement oggi.