Posted On 2 Ottobre 2019 By In Sostenibilità With 191 Views

Le aziende italiane sempre più verdi

aziende italiane verdi

Sostenibilità e responsabilità diventano per molte aziende italiane una priorità. Scopriamo tre casi di successo di diversi settori.

Aziende e svolta green

Sempre più realtà di business inseriscono tra i propri obiettivi quello di diventare più sostenibili. In un contesto come quello di oggi in cui il  cambiamento climatico, lo scioglimento dei ghiacciai e l’hashtag #plasticfree impazzano sui media, le aziende internazionali hanno deciso di impegnarsi, chi più e chi meno, in progetti volti a modificare e migliorare quanto più possibile in un ottica sostenibile l’impostazione del business.  A sostegno di ciò, lo studio “Seize the change“, redatto da EY in collaborazione con DNV GL, di cui vi abbiamo parlato più approfonditamente qui,  ha evidenziato la crescente introduzione delle scelte green sui tavoli delle decisioni. In una sezione nello specifico, lo studio si concentra sulle aziende italiane e ne delinea quali sono state le azioni concrete a favore dell’ambiente. 

Le aziende e la sostenibilità in Italia: il punto

Grazie all’analisi su un campione di 1524 professionisti di EY si evince che più della metà del campione intende l’integrazione della sostenibilità come la capacità di monitorare gli impatti ambientali, sociali ed economici dell’organizzazione.
Tra le azioni intraprese per gestirla, in Italia per il 35% si è creata una policy per la riduzione dell’impatto, per il 29% si è diffusa una cultura della sostenibilità e per il 19% lo stakeholder engagement. Meno interesse lo suscitano  la definizione e attuazione di strategie sostenibili (14-16%)  e la gestione sostenibile della supply chain (8%).
Alle aziende è stato anche chiesto di valutare il rapporto tra costi e benefici in relazione alle azioni intraprese. Tanto in Italia quanto nel resto del mondo si conferma di aver tratto dei benefici dalle iniziative. Un terzo delle aziende italiane ha riconosciuto tra i pro: compliance normativa (30%), reputazione di marca (20%), migliori relazioni con i clienti (18%) e con gli stakeholder (16%) mentre il 14% si è differenziato dal mercato. 
Infine, oltre il 40% degli intervistati italiani ritiene che i benefici superino i costi.

3 esempi eco-friendly Made in Italy

Ferrarelle

Quando la plastica non diventa un rifiuto ma una risorsa. Ci ha pensato Ferrarelle, l’azienda italiana di acqua minerale, che ha deciso di sottrarre 23 milioni di chili di plastica PET dall’ambiente all’anno. Il PET è un materiale interamente riciclabile: vuol dire che ogni bottiglia usata può essere riciclata per diventare una nuova e identica. Al PET che rinasce con questo processo hanno dato un nome: R-PET, una plastica a impatto zero. Nel nuovo stabilimento di Presenzano, in provincia di Caserta, infatti  riciclano bottiglie nuove fatte al 50% da R-PET (PET riciclato). Il marchio ha affermato di aver riciclato più PET rispeto a quello prodotto: di ogni due bottiglie prodotte, ne sottraggono 3 all’ambiente. Ecco come avviene il processo: 

  • Le bottiglie vengono selezionate e separate dai tappi.
  • Vengono lavate, ripulite dalle etichette e dagli altri materiali, e ridotte in piccolissime scaglie.
  • Le scaglie di PET vengono asciugate e verificate agli infrarossi.-Da queste scaglie vengono prodotte le preforme: simili a provette, diventeranno nuove bottiglie.

Gucci

Il settore della moda negli ultimi anni si sta impegnando a diventare più responsabile nel campo del della sostenibilità. Oltre al Fashion Pact, di cui abbiamo parlato in precedenza, sono numerose le azioni intraprese dalle singole maison e tra queste spicca il nome di Gucci. Tra gli obiettivi prefissati figurano le emissioni a zero e la volontà di contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Come sta cercando di impattare meno sull’ambiente? In prima battuta, il brand ha incrementato l’utilizzo di energia rinnovabile e l’utilizzo di materiali di scarto come tessuto e pelle. Entro il 2025, Gucci inoltre ha intenzione di ridurre le emissioni di CO2 del 50% e di attuare 4 progetti di riforestazione in Kenya, Perù, Indonesia e Cambogia. Infine, ma non meno importante, la maison ha dato vita a Gucci Equilibrium,  un portale dedicato agli aggiornamenti sulle pratiche sociali e ambientali del marchio con link diretti alle policy dell’azienda, un contenitore della loro “culture of purpose”.

Eataly

La sostenibilità ambientale è una priorità anche per Eataly. Da qualche anno infatti  per l’asporto dei prodotti alimentari, per il confezionamento e per le stoviglie usa e getta per il consumo degli alimenti, Eataly sceglie solo ed esclusivamente prodotti in Mater-BI. Ma non è tutto, perché il fondatore del marchio, Oscar Farinetti, ha deciso di dare vita ad un supermercato ecologico, Green Pea, a partire dall’autunno del 2020. Si tratta di un mega store, che verrà realizzato a Torino, al fianco del primo store Eataly del 2007, dove sarà possibile acquistare  prodotti naturali al cento per cento. Dai capi di abbigliamento realizzati esclusivamente con tessuti che provengono da coltivazioni eco-sostenibili ai cosmetici naturali realizzati con ingredienti di derivazione biologica, fino ai giocattoli eco-friendly.

Anche l’edificio sarà altrettanto sostenibile perché realizzato per lo più con materiali naturali come il legno, oltre che autonomo dal punto di vista energetico. Il cliente muovendosi creerà energia, anche chiudendo le porte dei bagni. Sarà alimentato da geotermia e pannelli fotovoltaici.

Quando business e sostenibilità si incontrano. 

Lascia un commento